Sospeso fra realtà e metafora, fra incantamento e stagione esistenziale, questo romanzo di Nico Orengo, apparso alcuni anni fa, sembra quasi un manifesto di poetica, un piccolo zibaldone narrativo al quale la scrittura di Orengo è restata fedele nei tratti, nelle linee e nell'atmosfera dei libri posteriori. Vi si respira un sottile gioco comico sempre confinante con la melancolia, una stupefazione di occhi infantili che scrutano il mondo, la magia di un paesaggio così nitido da sembrare iperrealistico e così sfumato da sembrare un sogno. Marine, fiori, piante, pesci: c'è la grazia della pittura. Il muro d'orto è l'isola di un moderno Robinson, giovane scanzonato e infelice, che scrive lettere impossibili, che sogna amori impossibili, che vive una vita tutta mentale in una serra di fiori esotici delimitata da ligustri e acanti. E ci sono figure femminili, sirenette domestiche dal nome semplice e dimenticabile, che col canto della loro gioventù ammaliano il protagonista in fantasticherie, in avventure anch'esse impossibili, trepide e generose come l'adolescenza. Come un'estate mitica, come un sogno a occhi aperti, come un miraggio sulla spiaggia, questo romanzo ci parla di una stagione sentimentale, è una cartolina colorata della nostra gioventù. I colori stanno sfumando, le figurine che un obiettivo lontano fissò sulla lastra stanno uscendo dall'inquadratura: ma la cartolina, testarda, continua a parlare di un'epoca che forse fu reale - e così facendo afferma la verità della letteratura. (Antonio Tabucchi)
Nicola -detto Nico- Orengo (Torino, 24 febbraio 1944 – Torino, 30 maggio 2009) è stato uno scrittore, giornalista e poeta italiano. È stato anche autore di filastrocche per bambini.
Visse e lavorò a Torino dove fu tra l'altro responsabile per quasi un ventennio di Tuttolibri, l'inserto settimanale de La Stampa dedicato alle novità letterarie. Di famiglia, però, è originario della Liguria: gli Orengo sono patrizi genovesi e Nico Orengo aveva il titolo di marchese, benché mai ostentato.
Dal 1964 al 1977 aveva lavorato presso le edizioni Einaudi, per cui ha pubblicato quasi tutti i suoi scritti.
Spesso i suoi romanzi sono ambientati in Liguria nella riviera di Ponente, regione in cui trascorreva spesso alcuni mesi dell'anno (ad esempio La curva del latte e La guerra del basilico) o nella zona piemontese delle Langhe (Di viole e liquirizia). In Gli spiccioli di Montale aveva avuto modo di attaccare la speculazione edilizia che, a suo parere, aveva deturpato quelle zone. Nel 2006 pubblica Hotel Angleterre, un'appassionante indagine narrativa in cui dimostra ancora una volta tutta la sua notevole sensibilità stilistica e letteraria. Il suo ultimo romanzo è Islabonita, pubblicato nel 2009.
Ricoverato per problemi cardiaci, è morto all'ospedale torinese le Molinette.