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Piccole storie senza morale

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C’è un grande scrittore viennese – dopo Joseph Roth, Schnitzler, Kraus, Altenberg – che aspetta ancora di essere conosciuto e riconosciuto fuori dai Paesi di lingua tedesca: Alfred Polgar. Forse nessuno come lui apparteneva così intimamente alla fisiologia di quella città, al suo ritmo, al suo respiro. Il fraseggio di Polgar è un incanto che si può intendere, apprezzare, soprattutto camminando tra il Graben e la Hofburg. Polgar parla di uno spettacolo teatrale o racconta una breve storia o divaga in margine a temi disparati o disegna un ritratto o esamina un libro, senza mai far pesare ciò che dice. Sulle effimere colonne dei giornali, accanto ai fatti di cronaca, egli si sente più a suo agio che sulle pagine delle più nobili riviste letterarie. Eppure le sue parole sono il risultato di una prodigiosa «riduzione delle cento righe in dieci righe». Come disse una volta Franz Kafka, in Polgar «sotto il guanto glacé della forma si nasconde una volontà forte e intrepida». Lo avvertirono subito i più diversi e i più grandi fra gli scrittori di lingua tedesca suoi contemporanei, da Joseph Roth a Benjamin, da Broch a Musil. E oggi è maturo il tempo perché si torni a capire quanta novità si nasconde nelle pagine di Polgar, quanto prezioso sia il suo understatement, quanto elegante il suo passo. E forse si potrà anche contare su una grata comprensione della sua poetica, che si compendiava tutta in una frase: «La vita è troppo breve per la forma letteraria lunga, è troppo fuggevole perché lo scrittore possa indugiare in descrizioni e commenti, è troppo psicopatica per la psicologia, troppo romanzesca per il romanzo; la vita fermenta e si decompone troppo rapidamente per poterla conservare a lungo in libri ampi e lunghi». Questo volume, il primo di Polgar pubblicato in Italia, contiene scritti provenienti da una folta serie di libri, apparsi fra il 1922 e il 1959 presso vari editori.

417 pages, Paperback

First published January 1, 1982

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Alfred Polgar

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Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books132 followers
December 15, 2018
"La circostanza che, come Herz con Shmerz e coeur con doleur, anche cuore rima con dolore, è probabilmente qualcosa di più che una casualità fonetica: è il simbolo, appunto, di una relazione particolarmente intima e frequente." (p. 41)

"Non c'è quasi nulla al mondo che esiste e avviene di cui non si possa dire che la vita è come quella cosa o che quella cosa è come la vita, la quale senza dubbio deve anche a questa sua incomparabile comparabilità la parte di primo piano che ha nella letteratura." (p. 287)

"Ogni redenzione spinge l'umanità in uno stato che merita necessaria un'altra redenzione." (p. 353)

"Destino dell'emigrante: Il paese straniero non è diventato la sua patria. Ma la sua patria è diventata un paese straniero." (p. 398)
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