Che cos’è la libertà? Difficile dirlo per Emma Bonelli, che sulle colline del Monferrato piemontese, nell’aprile del 1935, per la prima volta varca la soglia della casa dei Francesi, sposa al ciabattino zoppo che le hanno dato per marito. Emma ha la terza elementare. La sua dote è misera. Di bello ha solo una massa di riccioli rossi, che presto taglierà senza pietà. Però è una gran lavoratrice, e per questo i Francesi, che hanno tanta terra e poche braccia, l’hanno voluta come nuora. Anche per sua figlia Luciana libertà non è che una parola lontana, mai sperimentata sulla pelle. Solo una volta l’ha quasi assaporata, quando le è stata offerta l’occasione di diventare sarta, ma poi il marito, la figlia, la casa, la vita hanno preso il sopravvento. Forse solo Anna, nata negli anni Settanta, l’unica donna nella famiglia a poter proseguire gli studi, spezzerà la catena di rinuncia e sottomissione a cui ha visto piegarsi la madre e la nonna.Emma, Luciana, Anna, tre donne diverse, ugualmente legate alla vecchia casa in collina, obbligate a lasciarla dai rivolgimenti della Storia e dalla durezza dei rispettivi destini. Tutte desiderose di tornarvi. E tutte, in modi diversi, masnà, bambine. In un gioco di sorprendenti rivelazioni, miserie quotidiane e commoventi eroismi, questo romanzo è allora anche la storia di una scelta difficile e coraggiosa: rompere l’esilio, tornare alla casa dei Francesi, sentirsi libere. Perfino di sbagliare. E smettere, finalmente, di essere masnà.
Superbe style d'écriture, soignée, fine, des descriptions magnifiques des lieux, des choses, des personnages. Mais pourquoi donc (forme de snobisme intellectuel?) accumuler autant les télescopages de moments, des personnages, sans transition ou quasi? La lecture est certes belle mais en devient fastidieuse. Et ce n'est certainement pas un problème de traduction, qui semble, elle aussi, de grande qualité.
Libro abbandonato senza sensi di colpa. Ho continuato fino al 30% poi l'ho cancellato immediatamente dal kobo per lasciare lo spazio ad altri libri sicuramente più meritevoli. Qualcuno dirà :"come si può giudicare un libro se non lo si è portato a termine?" In questo caso è semplicissimo. La scrittura artificiosa (ahimè) non sarebbe certo cambiata nel al 40% della lettura, né al 60 o all'80 né alla fine. Mi domando: PERCHÉ? Perché usare uno stile così arzighigolato per una storia che aveva, nella sua semplicità, tutte le carte per essere un bellissimo affresco della nostra storia italiana, delle famiglie degli anni 40 e delle tre generazioni di donne a seguire? Perché rendere una bella trama così confusionaria? Perché non raccontare il passaggio dalla nonna, dalla figlia e poi alla nipote in modo armonico? Tre vite sconnesse! 😞 Personaggi assolutamente poco caratterizzati, frasi in dialetto piemontese non tradotte ... Che delusione! Regalo una stellina ai poveri alberi che si sono sacrificati per nulla.
Una storia molto bella che descrive la vita nelle campagne del Piemonte attraverso le vicende di una famiglia contadina. Uno spaccato di cosa era importante nei primi anni del 900 e che ci fa pensare a quante cose sono cambiate.
Ho provato a proseguire con la lettura perchè la trama mi sembrava interessante ma i periodi molto lunghi, la scrittura non semplice e la mancata divisione in capitoli brevi mi hanno portata a dover abbandonare il libro.
"il segreto di saper fare è semplicemente fare" Una magnifica saga famigliare. Un incredibile, disincantato racconto della condizione femminile di così pochi anni fa
Emma e la sua famiglia, non gli uomini che tutto sommato sono solo delle comparse prepotenti e inconsistenti, le donne, le donne che hanno subito e subiscono le piccole (o grandi) prevaricazioni della quotidianità e nonostante tutto continuano a camminare dritte per la loro strada, per lo più inconsapevoli della loro forza ma comunque sempre capaci di risollevarsi. Bella l'ambientazione contadina che mi ha fatto spesso rivedere, con gli occhi della memoria, la cascina dove è cresciuta mia madre.
Piacevole lettura. E' stato veramente piacevole leggere questo romanzo! Bella la storia di queste tre donne piemontesi e bella l'idea di usare anche qualche parola in dialetto!La storia porta un pò indietro negli anni e fa venire nostalgia delle cose passate, senza trascurare però tutte le difficoltà che affrontavano le donne nelle famiglie di quell'epoca.