Nel paese del Sol Levante la letteratura fantastica vanta una lunghissima tradizione, che si potrebbe far partire idealmente dal più antico testo scritto pervenutoci, il Kojiki (Cronache di antichi eventi), compilato nel 712 d.C. da Ō no Yasumaro. Divenuta uno degli elementi portanti della cultura popolare del Periodo Edo (1603-1868) – anche rispetto ad arti quali l’ukiyo-e e il teatro Kabuki –, in anni recenti ha esercitato una fortissima influenza su film, telefilm, manga e anime. Dopo averne ripercorso la storia, questo volume si concentra in particolare sui suoi sviluppi moderni e contemporanei, che hanno visto protagonisti molti dei «sommi scrittori» del XX secolo, da Natsume Sōseki, il padre del romanzo moderno nipponico, a Tanizaki Jun’ichirō, da Kawabata Yasunari a Dazai Osamu, da Mishima Yukio a Murakami Haruki. Ne analizza i generi principali – l’horror, la fantascienza e il fantasy – che tanta parte hanno avuto e continuano ad avere nella fascinazione che il Giappone esercita sull’immaginario occidentale.
Non era il libro che mi aspettavo e ne sono davvero rimasta delusa. Si pone come un percorso della letteratura fantastica giapponese dagli albori ad oggi, ma dopo una lunga e interessante nota introduttiva sulla storia del genere, si passa ad un elenco di autori e opere senza alcuna analisi. Un vero peccato. La nota positiva e' stato conoscere quanto poco e' stato tradotto in italiano sul genere, speriamo che questo sia un invito alle CE!
Libro che prometteva molto bene, se non altro perché l'autore sa il giapponese (cosa non scontata per chi si occupa di cose giapponesi) e il suo proposito è quello di compiere una panoramica esaustiva su una letteratura, quella giapponese fantastica, qui da noi conosciuta solo in maniera a dir poco frammentaria, visto che gli autori pubblicati, specie quelli dei decennî passati, continuano a essere molto pochi. Ma le note positive si fermano qui, perché il libro si rivela essere solo un lunghissimo elenco in cui ogni autore viene presentato per nome con qualche scarna nota biografica, vengono fatti i riassunti delle opere principali, viene proposto qualche breve estratto da alcune di esse, e poi si passa all'autore successivo. E avanti così per le oltre quattrocento pagine del volume. L'analisi è quasi del tutto assente e, quando c'è, risulta davvero esile e inoltre emerge davvero a stento un quadro organico e ragionato sugli sviluppi dei generi letterarî nel corso del tempo. Il libro, alla fine, risulta quindi un'occasione persa, opera pionieristica che magari stimolerà qualcun altro a far di meglio, e poi utile forse come serbatoio di titoli per qualche editore italiano volenteroso che voglia finalmente portare nella nostra lingua qualche narratore giapponese di fantascienza o fantasy di rilievo, recente o passato.
Qual è la storia del fantastico in Giappone e come viene affrontata in ambito letterario? Nel saggio La letteratura fantastica giapponese, Massimo Soumaré offre una panoramica ampia e riccamente documentata della storia di un genere assai variegato e dotato di infinite sfaccettature, che affonda le proprie radici in un passato ormai lontano e in un arco di evoluzione lungo almeno 1300 anni e che ha da sempre interessato ogni livello sociale e culturale della tradizione giapponese.
Il testo si apre con una prima sezione dedicata al genere fantastico e alla sua storia attraverso le varie epoche, da quella più antica a quella contemporanea, passando per il medioevo e il periodo Edo. Numerose e affascinanti sono le digressioni in merito alle origini di questo genere che continua a essere costantemente ispirato dal folklore e dalle tradizioni orientali nonché dalle straordinarie creature e divinità protagoniste di miti e leggende. La seconda parte del volume è invece dedicata all’horror moderno, con ampie esemplificazioni di autori e autrici che sono cimentati nel genere; seguono poi digressioni sull’impatto che la figura del vampiro e le opere di H. P. Lovecraft hanno esercitato sulla cultura letteraria (e non solo) nipponica. Il terzo capitolo del saggio si concentra invece sulla fantascienza e la analizza a tutto tondo dividendola in decadi, partendo dalle origini fino all’epoca moderna e riportando i vari effetti socio-culturali da essa esercitata nel mondo giapponese. Si passa poi al fantasy vero e proprio, in cui vengono studiati i caratteri principali del genere e si citano le due grande divisioni presenti: il fantasy di stampo occidentale e quello di stampo orientale, con relative peculiarità, contaminazioni di genere e sottocategorie fantastiche. La quinta parte del saggio continua il discorso precedentemente iniziato e lo contestualizza in un ambito più contemporaneo; il capitolo si intitola infatti “Dal fantastico nelle light novel al fantastico nel media mix” e studia in maniera approfondita come il genere venga trasposto e declinato sotto questi aspetti, più prettamente orientali.
La letteratura fantastica giapponese si propone dunque come una sorta di “compendio” del fantastico nelle sue diverse forme e su come sia stato affrontato e vissuto dalle origini fino al mondo moderno. Gli esempi riportati e le digressioni presentate sono, come scrive Massimo Soumaré nella postfazione all’opera, una selezione dell’amplissimo panorama della letteratura giapponese ma un ottimo esempio per comprendere l’importanza che il genere ha da sempre rivestito nella società. Soprattutto, si sottolinea come esso sia sempre stato declinato a ogni livello sociale, sotto forma di letteratura “alta” ma anche come genere d’intrattenimento e come, ancora oggi, sia fondamentale comprendere la tradizione per poter capire appieno le opere moderne e attuali, quali libri, manga o film. La letteratura fantastica giapponese è dunque una lettura ricca di spunti di lettura e di riflessione, ricca di esempi e citazioni, ideale per chiunque desideri approfondire l’aspetto del grande universo dello “straordinario giapponese”.