I rituali massonici moderni hanno ridotto le cerimonie iniziatiche in un modo deplorevole. Colla smania di svecchiare, di sopprimere le coreografie e i perditempi, di liberarsi da tutto il simbolismo astruso e certo inutile, l'iniziazione massonica odierna è diventata ben povera cosa anche formalmente parlando. Al profano si ricorda che secondo le antiche costumanze della Massoneria egli dovrebbe essere sottoposto a varie e difficili prove, ma che le solenni attestazioni avute del suo coraggio permettono di farne a meno. Questa frase che attribuisce alle prove dell'iniziazione massonica la funzione di saggiare il coraggio del profano, è una delle tante frasi trite e ritrite con cui si dà fa cilmente ragione di quel che non si conosce. Ma i discorsi che vanno sono proprio quelli che non tornano.
L’autore manifesta un fastidioso sentimento anticristiano e dimostra di non aver compreso, come altri massoni latini, lo spirito e la portata della massoneria anglosassone, riducendola ad un vuoto moralismo. L’analisi delle parole e dell’origine dei tre gradi pare oggi superata, anche se comunque interessante, soprattutto alla luce di nuovi lavori e ricerche come il testo “Hiram” di David Taillades. Nonostante questo il testo è comunque valido e apprezzabile. Sempre attuali invece sono le critiche verso le massonerie irregolari e materialiste e verso le interpretazioni scientifiche e psicoanalitiche delle esperienze mistiche e spirituali. Consigliato solo a chi è addentro ai discorsi latomistici.