"Il «lunario», parola cara a Leopardi, designa un itinerario particolare di letture, quelle più intime, che aiutano a ritrovare un equilibrio interiore, letture quindi «esemplari»", si può leggere sul retro del libro. "365 brani dal 1° gennaio al 31 dicembre di autori che scrivono dei vizi, delle virtù, degli ideali, delle paure che animano ogni esperienza umana, dall'antichità a oggi."
Dopo una presentazione di questo genere non ho potuto resistere. Il Lunario dei giorni di quiete prometteva di essere una succulenta lettura. Peccato, però, che tale presentazione sia totalmente fuorviante rispetto alle aspettative che aveva generato, in quanto non specifica che la maggior parte del libro parla di religione, di anima e di Dio. Ci sono dei brani interessanti, ma con rammarico devo abbandonare la lettura dell'antologia. Ho comprato il libro convinta di trovare qualcosa di completamente diverso, e, francamente, la religione non è certo, e non è mai stata, una mia priorità né un mio interesse.
"La lettura, come l'amicizia, l'amore o anche un solo sguardo sul mare o sui colori della stagione, dovrebbe essere un momento privilegiato di questa possibilità di vivere, di accostarsi all'epifania della vita rivelata da una pagina, che si legge non perchè quella pagina serva a un disegno da realizzare, ma perchè essa ci fa guardare meglio in faccia il riso o la morte e in essa, sempre uguale e sempre nuova, si può sostare, senza essere febbrilmente assillati dalla smania di partire o di passare ad altro." (Claudio Magris nella prefazione)
currently and always, one of the books that never get in the bookshelf for good, there's always something that makes you start the conversation with the authors again and again.