«...è inutile banalizzare l'antisemitismo. In rapporto a noi stessi innanzitutto: è all'infinito che il popolo ebraico è definibile; il che non è che un altro modo per dichiararlo indefinibile, dal momento che l'idea di definizione implica quella di finitezza. E poi nel rapporto che ci lega al non ebreo. Nei suoi sentimenti nei nostri confronti c'è qualcosa di specifico, d'essenziale relativamente ai sentimenti dell'uomo per l'uomo. A tal punto che se gli ebrei non esistessero, si sarebbe dovuto inventarli; si sarebbe dovuto fabbricare un popolo misterioso e disseminato come siamo noi, nei confronti nel quale l'uomo potesse avere dei sentimenti che non assomigliano ad altri, che non si lasciano banalizzare e che sussisteranno fino alla fine dei tempi».
Vladimir Jankélévitch était un philosophe et musicologue français. Il était le fils de Samuel Jankélévitch, un médecin juif ukrainien qui s'était installé en France après avoir fui les progroms antisémites.
Vladimir Jankélévitch was a French philosopher and musicologist. He was the son of Samuel Jankélévitch, a Ukrainian Jewish doctor who moved to France after fleeing the anti-Semitic pogroms.