"L'uomo dei servizi segreti lascia cadere la sua sentenza "gli incidenti stradali possono capitare". All'indomani la bicicletta e Herta sono investite. Lei non andrà più in bicicletta, i campi e le strade non le scorreranno più accanto e sotto. È solo il primo episodio di un racconto che intende esemplificare l'insediarsi dell'altro sguardo estraneo, quello della paura e della poi vengono gli episodi ulteriori, l'ustione ai capelli, l'adescamento dei profumi, le perquisizioni domestiche. Ma è anche, non so quanto deliberata, la metafora di un modo perduto d'essere, e dunque di pensare e raccontare e scrivere, in cui le cose scorrono, si succedono l'una all'altra piacevolmente e logicamente, seguono una musica continua. La scrittura di Herta è, al contrario, rotta e slegata (slegato è aggettivo decisivo, in lei), e non solo la scrittura, ma l'esistenza intera, le notti e i giorni. Sul suo spartito, il tempo è spezzato. Lo sguardo estraneo, nella varietà di nomi che l'hanno definito, è una solida categoria della letteratura e delle arti in la battaglia di Waterloo vista con gli occhi di una cavalla ferita a morte, o il genere umano con quelli del vecchio trottatore pezzato Cholstomer, fino all'Effetto di straniamento teorizzato e praticato dal teatro di Brecht." (dalla Nota di Adriano Sofri)
Herta Müller was born in Niţchidorf, Timiş County, Romania, the daughter of Swabian farmers. Her family was part of Romania's German minority and her mother was deported to a labour camp in the Soviet Union after World War II.
She read German studies and Romanian literature at Timişoara University. In 1976, Müller began working as a translator for an engineering company, but in 1979 was dismissed for her refusal to cooperate with the Securitate, the Communist regime's secret police. Initially, she made a living by teaching kindergarten and giving private German lessons.
Her first book was published in Romania (in German) in 1982, and appeared only in a censored version, as with most publications of the time.
In 1987, Müller left for Germany with her husband, novelist Richard Wagner. Over the following years she received many lectureships at universities in Germany and abroad.
In 1995 Müller was awarded membership to the German Academy for Writing and Poetry, and other positions followed. In 1997 she withdrew from the PEN centre of Germany in protest of its merge with the former German Democratic Republic branch.
The Swedish Academy awarded the 2009 Nobel Prize in Literature to Müller, "who, with the concentration of poetry and the frankness of prose, depicts the landscape of the dispossessed".
"Per me estraneo non è il contrario di noto, è il contrario di familiare. Ciò che è ignoto non dev'esserci necessariamente estraneo, ma può diventarlo ciò che ci è noto." (pp. 32, 34)
Avuto sull'onda del premio, esile libro per farmi almeno un'idea dell'autrice. Lo sguardo particolare non viene dal suo essere scrittrice ma dall'essere passata attraverso la trafila di una dittatura, qui narrata. Che sia greca, romena o cilena non fa molta differenza, il tono � quello, in questo, nella capacit� di provocare quel tipo di sofferenza annichilente, le dittature si somigliano tutte. Il frammento biografico � inframmezzato di poesie illustrate, per me oltre il palese nebbioso attonito e represso squallido scorrere dei giorni, assai ermetiche, e probabilmente lo furono anche per la Securitate. L'autrice � viva infatti. Le poche pagine di tormentata vita sono antecipate da una prefazione altrettanto vasta di un tipo che la tira per la giacca fino a strapparle la manica. Coraggio Signora, almeno qui oggi quello non la pu� convocare in un tetro e lugubre palazzo. Dalla scrittura - se non per elementi ovviamente didascalici - io non avrei capito che l'autrice era donna, sappiatemi dire voi se � una mia particolare ottusit� o se � lei che si � schiacciata rasoterra per ovvi motivi. Potrebbe essere un ottimo caso di studio psichiatrico per identificare - uscendone senza giusto fucile e rivalsa, bens� da transfuga - cosa le ha impedito di germinare una paranoia seria, il trattamento � schizogeno anzichen�, della quale non mostra fortunatamente sintomi. La valutazione, per carit�, non implica alcun giudizio se il premio sia meritato o meno, "procyon lotor contro resto del mondo" � una partita che non vedrete mai.
Lo sguardo estraneo, vivere sotto un regime, sapendo che c'è qualcuno che ti osserva, sempre. Impari a vivere cercando chi ti sta seguendo in ogni momento, torni a casa e noti che le cose non sono dove le hai lasciate.. sono cose difficili da spiegare per chi non le ha vissute... Ma... dopo le prime dieci pagine non mi pare venga aggiunto molto..
Partiamo dal fatto che la tematica dell'estraneità indagata in questo saggio è molto interessante, attuale e non banale. Ma prima di tutto è la lingua usata dalla Muller che è bellissima. Un modo di scrivere veloce, mai pesante, stimolante e unico. Lo so, si parla sempre del premio nobel, ma che c'entra lo devo dire che la Muller scrive da dio(ops, l'ho detto!.
In diesem Roman untersucht Herta Müller den „fremden Blick”. Als solcher wird nicht der Blick eines Fremden auf ein fremdes Land verstanden, wie man es erwarten hätte, denn Herta Müller wanderte 1987 im Alter von 34 Jahren aus Rumänien in Westdeutschland aus. Der fremde Blick, so Müller, ist der, dem die Selbstverständlichkeit der Dinge abhanden gekommen ist. Er ist die Folge einer Entfremdung der Realität, welche für Müller auf ihre Erfahrungen von Beobachtung und Belästigung durch die Securitate, den Geheimdienst im Ceausescu-Rumänien, zurückzuführen ist. Einige Szenen erinnern stark an Christa Wolfs Was bleibt, wie zum Beispiel die, in der Herta eindeutige Spuren ihrer Beobachter entdeckt. Müller schreibt aber auch über ihre Mutter, die aufgrund ihrer Erfahrung im Konzentrationslager nur noch einen fremden Blick auf die Welt werfen kann, einen Blick, der immer wieder auf die schmerzhaften Erinnerungen hinweist. Somit beschäftigt sich das kurze Essay zwar mit dem Thema der Auswanderung, hauptsächlich aber mit dem der Verfremdung der Realität durch Traumata.