La Sanità è un’isola e per navigare il mare che la circonda ci vogliono passione, abilità e coraggio. Lo sa bene padre Raffaele, da poco tornato nei luoghi dove ha vissuto i primi anni di un’infanzia rubata e dove l’ombra di Peppino, il fratello malavitoso che il destino gli ha dato in sorte, si allunga su ogni evento del quartiere. Questa volta, però, un’ombra ancora più fosca avvolge le indagini del prete e della sua è l’ombra della storia; di una guerra lontana che sembra ancora vicina; di una Napoli che si ribella ai nazisti; di un popolo fiero che non cede al gioco dei potenti. Perché c’è un morto che non è una persona come le sul braccio porta tatuati i numeri che ricordano un orrore impossibile da dimenticare. È Samuele, l’anziano venditore di cappelli che viene trovato senza vita nel suo negozio. Per tutti si tratta di un incidente, ma nulla di quanto accade alla Sanità risponde alla spiegazione più logica e padre Raffaele, convinto che la morte di Samuele sia strettamente allacciata a quel tempo, si trova a ripercorrere eventi che parevano ormai lontani. Perché lui sa che la storia ha tentacoli lunghi e che il male scorre in fiumi che giungono fino a noi. Così il sangue del passato si mescola con quello del presente, si insinua negli stessi vicoli, ma parla parole nuove che padre Raffaele dovrà decifrare. Anna Vera Viva ha dato vita a due personaggi che sono entrati nel cuore dei lettori. Un prete e un boss della malavita che indagano, vivono e respirano alla Sanità che li ha visti crescere, perdersi e poi ritrovarsi. Le atrocità della seconda guerra mondiale tornano a riaffiorare, ma Napoli sa come resistere e non lasciarsi zittire da niente e nessuno.
Napoli, rione sanità. Una vita fuori dal resto della città, quartiere che vive di un’esistenza e dinamiche proprie. Quartiere dove Padre Raffaele è diventato sempre di più il punto di riferimento per gli abitanti che lo hanno accolto dopo 40 anni di assenza dalla sua Napoli e dopo aver ritrovato suo fratello Peppino da cui si era separato dopo la morte di sua madre, ormai divenuto boss rispettato della zona. Peppino e Raffaele scelte diverse, vite contrapposte, ma legati per sempre dal dall’amore fraterno. Padre Raffaele, con la sua dote di investigatore, che abbiamo conosciuto con il primo libro dell’autrice “questioni di sangue”, si ritroverà anche in questo romanzo ad essere il protagonista che avrà a che fare con un omicidio particolare che ci porterà a fare un viaggio nel tempo in eventi che hanno segnato per sempre la storia dell’umanità. Samuele, un anziano negoziante di cappelli e guanti pregiati, persona riservata che ha dedicato la sua vita alla sua professione, viene trovato morto nel suo negozio. Con Samuele si apre la parte più corposa e affascinante di questo romanzo giallo. Le figure che graviteranno intorno a padre Raffaele saranno alcune già conosciute nel precedente libro, come Assuntina la sua perpetua cuoca eccellente dalle doti investigative, ma si aggiungeranno personaggi chiave come il piccolo Antonino, scugnizzo grande amico di Samuele. Tutti si intersecheranno in questa storia come su una grande tela dove tutti avranno il proprio spazio sullo sfondo di una Napoli che qualsiasi sia il momento in cui lottare e il nemico da affrontare, non si arrende con unità e forza di volontà.
Secondo capitolo delle indagini di Padre Raffaele, che avevo avuto la fortuna di conoscere la scorsa estate con “Questioni di Sangue”. Ne “L’artiglio del tempo” l’autrice ci regala un giallo intriso di storia del novecento, una storia dolorosa che ha un nome ben preciso: Olocausto… Padre Raffaele con l’aiuto del suo fido braccio destro: la perpetua Assuntina e un nuovo piccolo amico Antonino, sarà catapultato in un omicidio che avrà le sue origini nel passato, dove da una questione di sangue passeremo ad una questione di reputazione. Nomi, date, atroci crimini contro l’umanità porteranno grande confusione nella mente di padre Raffaele, ma tutto poi diventerà chiaro, perché la storia non mente, la storia non consente revisioni.
Un romanzo che mi ha totalmente conquista, appassionata ed emozionata, in cui gli eventi storici e il mistero sono legati con grande maestria. L’autrice oltre alle sue capacità da giallista, in questo romanzo dimostra una grandissima sensibilità nella descrizione degli eventi storici…
Leggete assolutamente questo romanzo, non ve ne pentirete.
Non mi aspettavo un thriller così avvincente e toccante allo stesso tempo.
La storia della seconda guerra mondiale è trita e ritrita. I film su quello che è stato fatto agli ebrei si sprecano. A scuola è un argomento che mi hanno quasi fatto andare in antipatia. Ma come viene trattato qui è un’altra cosa. Ho percepito fin nel profondo della mia anima quella disperazione. Quelle ingiustizie. Quella devastazione. Quel terrore. Non pensavo fosse possibile. Ma la scrittrice ha saputo emozionarmi veramente tanto. Ho anche versato una lacrima all’ultima pagina. Mi si è spezzato il cuore.
Un nuovo caso da risolvere, leggibile anche se non avete gustato il primo volume che però sarebbe un peccato per la “crescita” dei protagonisti.
Questa volta tutto nasce dal bene e dal male, da una storia di vera amicizia e da figure losche ed egoiste mosse soltanto dai propri interessi. 🕎 Un mistero che coinvolge e cattura grazie al lato umanistico in cui è radicato. Passato e presente non soltanto si alternano… più passa il tempo e più i tempi andati influenzano e delineano quel che sarà il domani. 🕎 La scrittura è dinamica, profonda, verace e la vicenda, così come i suoi personaggi, assume una tridimensionalità calda e confortevole. Le figure principali confermano nuovamente la loro identità ben caratterizzata in modo da esaltarne vizi e virtù. Un contesto originale e ben strutturato in cui tutto è dosato senza eccessi inutili; con dialoghi scorrevoli e qualche momento di leggerezza si alternano le emozioni di figli che succedono ai genitori, di mancanze affettive incolmabili e di ingiustizie subite. 🕎 Un giallo fuori dagli schemi ordinari, che non ha bisogno di tanto sangue o di scene cruente per appassionare; un romanzo quindi alla portata di un campo più vasto di lettori anche per chi apprezza testimonianze, ricerche e ricordi legati alla Shoa. Non mancano i colpi di scena, gli spaventi e tratti a forte coinvolgimento emozionale.
Un finale assolutamente chiuso per il caso in questione ma con un sapore in bocca ed un desiderio impellente di ritrovare questa penna ammaliante.
Se possibile, ancora più evocativo e studiato del suo precedente Questioni di sangue. Qui si va indietro nel triste capitolo dell’Olocausto per indagare la misteriosa morte di un commerciante napoletano di origini ebree. Una bella storia da leggere tutta d’un fiato
Nel quartiere Sanità di Napoli si intrecciano le vite di Samuele Serravalle, un vecchio ebreo che porta avanti un negozio di guanti e cappelli, Antonino, un bambino che stringe amicizia con l'uomo e si fa raccontare la sua storia, e Padre Raffaele a cui il bambino chiederà aiuto quando il cappellaio viene ritrovato morto nel negozio. All'apparenza sembra una morte naturale, ma Padre Raffaele decide di indagare per alcune incongruenze nel negozio e un evento recente che aveva scosso Samuele. Ad aiutarlo nelle indagini c'è la sua perpetua Assuntina, il figlio di Samuele e altre personalità della comunità ebraica. Ad intricare la faccenda c'è anche l'ombra della malavita che spingeva per acquistare il negozio di cappelli per ristrutturare l'intero palazzo e godere di vantaggi economici. Padre Raffaele si immerge nel passato di Samuele e attraverso le storie narrate ad Antonino prima, e le testimonianze dei pochi ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista ancora in vita dopo, ricostruisce alcuni aspetti salienti di Serravalle e della sua famiglia durante la seconda guerra mondiale. Ben presto si persuade che la morte dell'uomo non è naturale e anche che non è opera della malavita, la risposta è proprio in quel passato ma trovare il movente e l'assassino sembra un'impresa impossibile. Dovrà vagliare e riposizionare i pezzi più volte con l'aiuto di Assuntina e degli altri prima di trovare la chiave di lettura e la soluzione del caso.
Anna Vera Viva scrive con uno stile molto fluido, particolarmente evidente nelle descrizioni del quartiere e degli eventi storici. I personaggi sono ben delineati e sorprende soprattutto il rapporto di amore e scontro fra Padre Raffaele e suo fratello Peppino, boss della malavita locale. Un altro aspetto considerevole è proprio come la narrazione del passato, sviluppata durante tutto l'arco della storia, riesca a dare spessore ai personaggi. Primo fra tutti, Samuele Serravalle che diventa protagonista assoluto attraverso le sue storie tramandate ad Antonino. Ciò offre lo spunto all'autrice per mettere un accento sulle vicende umane della seconda guerra mondiale che tanta sofferenza hanno causato e continuano a riecheggiare proprio grazie alle testimonianze. La trama è ben congegnata anche se il libro non ha il respiro del giallo in sé, un po' perché è più incentrato sugli eventi storici, un po' perché non ci sono eventi attuali che alterano il corso delle indagini. Infatti le indagini sono principalmente una raccolta di testimonianze. Ciò che contribuisce ad affascinare il lettore è la risoluzione del mistero con un colpo di scena sull'assassino a seguito dell'intuizione di Padre Raffaele nel finale. La storia è intrisa di una "forte coscienza" che porta il lettore a fare suoi i sentimenti di chi ha sofferto le discriminazioni razziali e ha subito violenza sia fisica sia nella dignità. Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la capacità di Samuele di tramandare ad Antonino una saggezza sul rispetto degli esseri umani che seppur delusa non contiene odio. Qualcosa che non si può spiegare in poche parole, si può comprendere leggendo il libro. Per questo raccomando la lettura a chi vuole indagare più l'animo umano che un semplice omicidio e fra le altre cose vuole svagarsi un po' con le vicende più leggere di Assuntina e i ragazzi del quartiere a cui Padre Raffaele dà volentieri una mano.
•L'artiglio del tempo, libro scritto da Anna Vera Viva e pubblicato dalla "Garzanti Editore" è il prefetto libro da leggere sotto l'ombrellone. Uno dei libri letti a Luglio che più mi ha entusiasmato e piaciuto tra quelli letti, un testo che racconta la storia di Padre Raffaele e la sua perpetua Assuntina che dovranno combattere con due ombre, quella del fratello di Padre Raffaele, Peppino, boss malavitoso, e quella di Samuele Seravalle, un anziano signore sopravvissuto alla Shoah che viene trovato senza vita nel suo negozio di cappelli. La scomparsa del povero signore suscitò svariate ipotesi sino a constatarne una, ma per scoprirla vi consiglio di leggere questo strepitoso giallo.
•Anna Vera Viva ha una scrittura pazzesca che ci permette di leggere il libro in modo scorrevo e piacevole.
Bellissimo romanzo. Un giallo che si intreccia con il passato e che ha tentacoli lunghi fino al presente. Un giallo che deve seguire le tracce che tornano indietro nel tempo. Una storia che ti lascia piena di dolore e di rabbia ed anche un po' di commozione.
Secondo capitolo delle vicende di Don Raffaele, Peppino e Assuntina. Ormai ritornato nei suoi luoghi d'infanzia, Raffaele si ritroverà alle prese con un altro caso, che questa volta affonderà le radici nel -neanche così troppo lontano- passato, nello specifico nei tristemente noti anni della Seconda Guerra Mondiale e dell'Olocausto.
Dopo la lettura del primo romanzo, che non mi aveva convinto al 100%, avevo paura che questo secondo libro potesse deludermi ancora di più. Invece si è rivelato l'esatto contrario! I tratti psicologici attraverso cui l'autrice vuole fare breccia nell'animo dei protagonisti rimangono, e possibilmente si espandono, ma questa volta viene dato anche ampio spazio alla storia e al passato. Ecco perché li ho trovati meno pesanti del primo libro. Anche a questo round, la lettura è scorrevole, ancor più del primo capitolo, e vengono introdotti nuovi personaggi sempre ben delineati e caratterizzati. L'unica cosa che mi ha lasciato un po' con l'amaro in bocca, ma che in realta è anche giustificabile data la trama, è la scarsa presenza di Peppino: se nel primo libro il suo personaggio è stato particolarmente sviluppato, ora sembra quasi essere stato accantonato in un angolino. Nel complesso, però, mi è piaciuto di più di Questioni di sangue, e spero tanto in un terzo capitolo.
I miei complimenti all'autrice, per la sua capacità di dar vita a personaggi che sembra di conoscere come degli amici, l'abilità di mescolare humor e dramma nella giusta dose. La capacità di rappresentare un mondo quello del quartiere la Sanità di Napoli, attraverso un linguaggio semplice, con quella capacità di espressione e di rappresentazione del mondo, con le sue gioie e le sue miserie. Ma soprattutto,per aver trattato con estrema delicatezza il dolore di milioni di ebrei deportati durante la seconda guerra mondiale ad Auschwitz, attraverso i ricordi di Samuele. In conclusione, anche questa volta le avventure di Don Raffaele e dei suoi amici sapranno stupirvi. “L'artiglio del tempo” è un giallo all'italiana doc, che merita di essere letto, soprattutto se avete già letto e apprezzato il primo libro “Questioni di sangue". Consigliatissimo, buona lettura!
La trama gialla non è granchè ma è raccontata in modo magistrale. Importante il racconto dell'impatto delle leggi razziali, del comportamento di aocuni italiani, della ferocia del nazismo e per contro la dignità dei sopravvissuti. Ho letto la storia della shoa, sono stato ad auschwitz,ma non sono mai stato così preso delle leggi razziali e dalle loro ocnseguenze com eleggendo questo libro.
L’artiglio del tempo è un romanzo umano, intenso, che stravolge le regole del Noir spingendo il confine narrativo un po’ più in là, donandogli un respiro ampio e profondo.
Possibile migliore del precedente? Pensavo di no, ma a quanto pare... Una storia affascinante, inserita in una cornice storica toccata con una delicatezza estrema. Splendido!!
L’artiglio del tempo – Un mistero tra gli oscuri vicoli di Napoli, di Anna Vera Viva, pubblicato da Garzanti, è il secondo romanzo che l’autrice dedica al suo personaggio di padre Raffaele.
«Ma nessuno, quando è in buona fede, sa di commettere uno sbaglio, mentre lo commette.»
L’artiglio del tempo – Trama L’artiglio del tempo, oltre padre Raffaele, ci permette di ritrovare anche altri personaggi a cui ci siamo affezionati nel primo volume: Assuntina, la perpetua; don Peppino, il fratello camorrista del prete; Skizzo, il ragazzo della Sanità, genio dell’informatica, che padre Raffaele ha salvato da una vita che stava prendendo una brutta piega. A loro si unisco nuovi personaggi, altrettanto unici: Samuele Serravalle, che il piccolo Antonino chiama Sam, e i suoi due figli, Davide e Myriam.
Sono passati alcuni mesi dall’“indagine” – come piace dire alla perpetua – che padre Raffaele e Assuntina hanno portato a compimento. La vita continua a scorrere tranquillamente alla Sanità, dove per “tranquillo” si intendono i suoi alti e bassi, le sue bellezze e le sue bruttezze. Padre Raffaele continua a interrogarsi sul suo vincolo di sangue con Peppino, fratello finalmente ritrovato, ma fonte di tutti i suoi dubbi e patimenti; legame che deve continuare a tenere segreto. Ad Assuntina per prima, che da quando Skizzo ha deciso di insegnarle a usare il computer, può diffondere i suoi pettegolezzi ben al di fuori della Sanità.
Ma tra i vicoli lontani dalla vista del Golfo, si sviluppa anche l’amicizia tra Antonino, un bambino delle scuole elementari, uno scugnizzo con la cresta, e Sam, un anzianissimo ebreo che ha un negozio di cappelli. Antonino e Sam sono migliori amici e quel bambino è l’unico depositario degli orrori che il pover’uomo ha vissuto da ragazzo: la deportazione in un campo di concentramento insieme alla sua amata Myriam. Sam è taciturno, non vuole presenziare agli eventi che suo figlio – in quanto futuro capo della comunità ebraica di Napoli – organizza; non vuole lasciare la sua casa della Sanità né tantomeno mostra volentieri il numero che porta tatuato sul braccio. Ai suoi figli non ha mai voluto lasciare i propri ricordi. E quando Sam viene trovato morto, sono tutti propensi a credere che se ne sia andato di vecchiaia. Solo Antonino non può credere a quello che ha visto: lui sa che Sam non lo avrebbe lasciato senza dirgli addio. Il bambino si convince che può esserci una sola persona in grado di aiutarlo: padre Raffaele.
È così che lui e Assuntina, spinti dalla sincerità del dolore del bambino e dal suo attaccamento a Sam, decidono di aiutarlo. Ma l’impresa è tutt’altro che facile: i fantasmi del passato si mischiano con le oscure dinamiche della Sanità dei nostri giorni.
E poi, non è solo questa la questione che preoccupa padre Raffaele: ci sono Peppino, Assuntina e i ragazzi del corso di informatica; e poi ci sono Davide e Myriam, e tutti gli ebrei e non che a Napoli hanno vissuto sotto i bombardamenti, che da Napoli sono scappati o che a Napoli si sono riuniti per combattere il nemico comune.
Perché leggerlo L’artiglio del tempo è ricco di Storia. Le vicende dei personaggi si legano indissolubilmente agli orrori della seconda guerra mondiale, mostrando che le vittime sono molto di più di quelle stimate, perché «quel male è colato lungo una linea discendente, ha macchiato, distrutto, contaminato. Quel male fa ancora male».
La narrazione procede lineare, alternando, di tanto in tanto, il racconto del presente con il racconto del 1943, l’anno in cui Samuele e Myriam furono deportati. Questo libro rende giustizia a una pagina di storia di cui, più passa il tempo, più si perdono i testimoni diretti di quei giorni. Perché, come più volte viene sottolineato, le testimonianze scritte o riportate perdono il peso che invece ha la parola orale di chi, purtroppo, quegli orrori e quelle umiliazioni le ha subite. Ma è anche un libro che insegna il rispetto per altri credo, perché alla fine, siamo tutti parte di una grande famiglia.
L’artiglio del tempo è un libro affascinante, commovente, che fa indignare, ma che fa anche sperare. I personaggi sono originali e unici. Padre Raffaele e Assuntina sono una delle miglior coppie investigative della finzione.
Un caso che affonda le sue radici nell'Olocausto e nei rastrellamenti degli ebrei in Italia da parte dei tedeschi. Samuele Serravalle, uno degli ultimi ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento, è sempre stato molto taciturno con i suoi figli riguardo a quello che accadde. Invece, all'improvviso, decide di aprirsi e raccontare tutto ad Antonino, un bambino, che elegge suo migliore amico, nonostante gli ottant'anni di differenza tra loro. Quando Samuele muore, in tanti pensano che fosse naturale, vista l'età. Invece il piccolo Antonino ha dei dubbi e si rivolge a chi, pochi giorni prima, ha detto di non restare zitti davanti alle ingiustizie, il parroco del rione Sanità, don Raffaele. Perché Samuele di ingiustizie ne ha subite tante, non è il caso che, se è stato ucciso, il suo assassino rimanga impunito. Molto interessante vedere cosa accadde nel 1943 a Napoli e a Roma, preservare le ultime testimonianze di prima mano, perché la memoria di quello che accadde non debba perdersi mai; e anche l'esperienza del singolo, i suoi rimpianti che lo accompagneranno fino alla tomba. Tuttavia non me la sento di dare cinque stelle al romanzo perché alcune cose mi sono sembrate un po' deboli, non che dubiti che possa esistere un certo tipo di persone, per carità, esiste anche di peggio, però certi comportamenti non mi hanno convinta fino in fondo.
Un libro veramente molto bello che unisce gli elementi classici del genere al racconto di un'emozionante vicenda lontana nel tempo. Padre Raffaele ritorna tra i vicoli della Sanità e con lui sono pronti a indagare un ragazzino e l'irresistibile perpetua Assuntina.
Intorno alla morte di un anziano cappellaio si intrecciano un tragico passato di orrori subiti, e un presente difficile scandito dagli interessi di uomini pericolosi e senza scrupoli. A me è piaciuto tantissimo.
Che bella scoperta è stata questa scrittrice e questa serie! La seconda indagine di Don Raffaele non ha deluso. Si vede tutto il lavoro di ricerca storico fatto dietro e c’è tanta delicatezza nel personaggio di Samuele e la descrizione degli orrori dell’Olocausto. Giallo scritto benissimo, spero che la serie prosegua !