“Il cerchio perfetto” di Claudia Petrucci è uscito a maggio 2023 per la casa editrice Sellerio. Si tratta dell’opera seconda della scrittrice, che ha esordito nel 2020 con “L’esercizio”, per la Nave di Teseo. Vengono raccontate in parallelo due storie accomunate dall’onnipresenza della stessa casa in via Saterna, a Milano, caratterizzata da una pianta circolare interna che però esternamente appare quadrata. L’incipit è fulminante e ha luogo nel 1986, dov'è collocata la prima linea narrativa che poi procederà a ritroso. Ha come protagonista Lidia, una giovane ragazza ricca e proprietaria dell’immobile del quale aveva commissionato la ristrutturazione. L’altra metà del romanzo si svolge invece attorno al 2030-2040, in un futuro prossimo verosimile, e ha come attrice Irene, che è una curatrice fallimentare e vende proprietà di immenso valore artistico e culturale. Le viene commissionato un lavoro dall’avvocato Ferrari che coinvolge per l’appunto la casa di via Saterna. Lì, però, ad accogliere il suo ingresso ci sarà un’ospite inaspettata e misteriosa.
La trama è avvincente e il lettore cade in completa balia di Petrucci, che è capace di stregare e ingannare in modo sottile. Talvolta sembra chiaro fin da subito dove si voglia arrivare, ma ciò si scopre una menzogna o una mezza verità. Sono presenti diversi colpi di scena e il finale è inaspettato, le ultime pagine sono magnetiche ma l’interesse per i personaggi e per il loro destino viene mantenuto vivo per tutto il tempo del racconto. Lo stile di scrittura è elegante, ricercato e riconoscibilissimo, Petrucci sa domare le parole alla sua volontà ed è un grande piacere immergersi nella narrazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Irene, che è la protagonista, è costantemente arrabbiata o infastidita, il lavoro è la sua vita ed è priva di scrupoli. Cambierà sensibilmente stando a contatto con l’ospite misteriosa della casa. La critica al capitalismo è evidente: si parla dei danni provocati dal riscaldamento globale, che toccano quotidianamente le persone, della povertà aumentata e della solitudine sempre più schiacciante. L’ambientazione temporale non è fondamentale per il funzionamento della trama ma si può considerare una buona aggiunta per trarre spunti di riflessione interessanti; a me ha convinto. C’è da dire però che il romanzo ha dei momenti di lentezza non indifferenti, specie nella parte centrale, che vengono parzialmente salvati dalla scrittura molto gradevole. Tuttavia sono il problema maggiore de “Il cerchio perfetto”, soprattutto quando si racconta ciò che succede negli anni ‘80, ossia della storia d’amore che è essenziale alla trama ma non è affatto coinvolgente. Sicuramente molti punti vengono riguadagnati con il finale. Confermo che a me Petrucci piace molto, anche se dei difetti ci sono e sono innegabili, vale comunque la pena di leggerla. Mi piace come lei ami raffigurare la finzione, la recita, il raggiro, che divengono reali nelle loro conseguenze.