Robert Doisneau (1912-1994) è noto soprattutto per i suoi scatti spontanei, poetici e pieni di gioia di Parigi e della sua banlieue. Si definiva un "pescatore di immagini", per opposizione con i fotografi "cacciatori". In occasione del centenario della nascita, che verrà celebrato in diverse mostre in Italia e nel mondo: Questo volume ripercorre la vita del fotografo attraverso 120 documenti: dai disegni giovanili alle sue agende personali, dai reportages sulla liberazione di Parigi alle serate mondane per Vogue, dai servizi per La Vie Ouvrière alle collaborazioni con Life.
Quentin Bajac is a French museum curator and art historian specialising in the history of photography. He is the director of the Galerie nationale du Jeu de Paume in Paris. Bajac has held positions at the Musée d'Orsay (1995–2003), Centre Georges Pompidou (2003–2010), Musée National d'Art Moderne and École du Louvre (2010–2013) and Museum of Modern Art (MoMA) (2013–2018). He has published a number of works on photography, most notably the three-volume series—La photographie—on the history of photography (2000–2010), which belongs to the collection Découvertes Gallimard, as well as Parr by Parr: Discussions with a Promiscuous Photographer (2011), Stephen Shore: Solving Pictures (2017), Being Modern: MoMA in Paris (co-author with Olivier Michelon, 2017). In 2013 Bajac was made a Chevalier (knight) of the Ordre des Arts et des Lettres.
Conoscevo ovviamente le fotografie di Robert Doisneau ma solo “visivamente” e al massimo tramite alcune descrizioni, analisi e critiche sui miei libri di testo dell’università; ho sempre apprezzato la sua opera ma non più di tanto forse perché fuorviata da tutte quelle critiche dei grandi esperti. Questo piccolo libro, che ad occhio sembra una guida di viaggio, mi ha aiutato a comprendere ciò che stava dietro alle opere di questo grande fotografo, facendomi scoprire una concezione della fotografia simile a quella che ho sempre avuto io.
Il libro in sé non è molto completo ed esaustivo ma di sicuro mi ha fatto venir voglia di approfondire.
"In ogni luogo, in ogni momento c'è qualcosa in preparazione. Basta aspettare, bisogna guardare a lungo perché il sipario si degni di aprirsi. Così aspetto e, ogni volta, mi gira in testa la stessa frase pomposa: Parigi è un teatro dove si paga il biglietto con il proprio tempo perso."