A quasi quarant’anni dal delitto Moro, questo libro rimane il punto di riferimento fondamentale per chi voglia farsi un’idea di quanto successo tra il marzo e il maggio del 1978, quando Aldo Moro fu rapito dalle Br e poi ucciso. I due autori hanno squarciato un silenzio durato molti anni e finalmente hanno messo a disposizione di tutti testimonianze, documenti, interrogatori rimasti nei cassetti delle procure e delle commissioni parlamentari per troppo tempo. Dal questo libro si può ripartire per provare a chiarire la tragedia politica più grave della nostra storia repubblicana. Non possiamo ignorare il ruolo pesante che l’Ucigos, la polizia di Cossiga, ha avuto in tutta questa vicenda, insieme al comitato di crisi, le cui relazioni, qui proposte per la prima volta, lasciano esterrefatti. Non è vero che non si poteva fare sono state ignorate segnalazioni e bloccati ordini di perquisizione che sarebbero stati decisivi, ci sono adesso le prove che i covi di via Gradoli e via Montalcini volutamente non sono stati scoperti, alla magistratura è stato permesso di operare solo a omicidio avvenuto e chi tra la polizia sarebbe potuto intervenire è stato messo da parte. Anche le implicazioni internazionali contano eccome in questa Kgb, Raf, Stasi e Cia hanno avuto un ruolo non secondario, senza togliere naturalmente alcuna responsabilità alle Br. Moro doveva essere eliminato. La sicurezza e la ragion di Stato non giustificano l’immobilismo. E il dolo. Viene fuori ancora una volta la malattia cronica della nostra democrazia, così fragile da non poter mai essere trasparente. Basti pensare a tutti gli uomini dei servizi segreti e dei corpi dello Stato iscritti alla P2, che in quei mesi stavano nella sala di comando. Coincidenze? Chi vigilava sulla nostra sicurezza attentava anche alla nostra libertà, eliminando un personaggio che sapeva troppe verità, le più imbarazzanti. Qui sta il cuore del “caso Moro”.
Non amo le copertine scritte con il "caps lock" ma per questo libro vale la pena (si può foderare oppure leggere l'e-book). L'affaire Moro è emblematico degli intrighi politici dell'Italia degli anni '70. Incredibile quanti interessi si incrociarono sulla pelle del povero statista che a quanto pare venne condannato a morte dai suoi stessi compagni di partito. Le BR sequestrarono Moro e da quel momento tutta la vicenda venne manipolata da più parti, tanto da diventare un prigioniero talmente scomodo (per le BR e per il governo) da non avere altra scelta al di fuori dell'eliminazione fisica. Ci furono diverse occasioni per liberarlo ma tutta l'indagine era nelle mani del Ministero dell'Interno (leggi Cossiga, leggi P2) che insabbiò ogni tentativo di arrivare alla liberazione. Pubblicamente si disse che lo stato non scendeva a patti con il terrorismo, dietro le quinte si approfittò dell'occasione per liberarsi di un personaggio molto scomodo (Moro stava per fare un governo con il Partito Comunista). Anni dopo venne fuori che tutti i dirigenti dei servizi segreti e dei vari organismi che gestirono quella situazione erano membri della loggia P2. Moro per gli stessi motivi era scomodo sia per la CIA che per il KGB. Durante la prigionia rivelò importanti segreti di stato alle BR per cui a maggior ragione vennero insabbiati i ritrovamenti del suo memoriale e delle sue lettere fino agli anni '90, quando quelle rivelazioni non potevano più creare troppi danni. Chi scrive è Ferdinando Imposimato, giudice del processo che venne istruito dopo la morte di Aldo Moro.
E' incredibile quanti interessi ci siano dietro a questo caso! Questo pover uomo era scomodo e di intralcio a troppa gente per le sue larghe vedute (Cia, Kgb e a rappresentanti del suo stesso partito). Le Brigate rosse lo hanno rapito con l’intento di ottenere uno scambio di prigionieri politici, ma si sono dovuti rendere conto che l’unica scelta che rimaneva loro era quella dell’eliminazione fisica. All’epoca dei fatti lo stato disse che non poteva scendere a patti con i terroristi, ma di fatto con le ricerche successive, i ritrovamenti, i processi e le dichiarazione dei pentiti, il giudice Imposimato dimostra che ci furono molte occasioni per arrivare Moro e salvarlo durante la prigionia che vennero insabbiate; che molti agenti dei servizi segreti e degli enti che gestirono la situazione facevano parte della P2; in più Moro con le lettere e scritti che non vennero mai pubblicati (documenti poi ritrovati successivamente nei covi delle BR quando non erano più in grado di fare danni) rivelò importanti segreti di Stato da renderlo davvero un personaggio scomodo. In questo libro il giudice Imposimato fa una ricostruzione minuziosa e documentata dell’affare Moro, cercando di essere il più distaccato possibile, mostrando le mille facce della vicenda. Non sempre per me è stato semplice seguire la storia soprattutto per la quantità di persone totalmente sconosciute, anche perché all’epoca dei fatti ero molto piccola e non ho ricordi della vicenda se non le immagini e i racconti che ci vengono propinati dalla tv all’avvicinarsi della ricorrenza del ritrovamento del corpo dell’onorevole Moro nella baule della Renault 4. Un libro che deve essere letto!
Un'analisi completa di tutta la vicenda Aldo Moro. Il problema è che, nonostante presenti parti veramente interessanti, a me il tutto è sembrato veramente *troppo completo*. Ho letto la prima metà con discreto interesse (tutta la parte in cui racconta le indagini per trovare la prigione del popolo è davvero bella), ma sono poi arrivata alla fine con stanchezza e fatica, tanto da dover saltare a piè pari qualche capitolo dal quale non riuscivo a schiodarmi. Mi è sembrato che, alla fine dei conti, tutti i dettagli siano stati ripetuti e ribaditi troppe volte. A mio parere in meno pagine si sarebbe riuscita a dare una visione più semplice e più chiara della vicenda, e a mantenere più alto l'interesse anche dei lettori che, come me, tendono a dimenticare facilmente i mille nomi di persone coinvolte pur essendo interessati alla vicenda. In conclusione direi che forse non è stato proprio il libro su Moro che stavo cercando, anche se sono sicuramente contenta di averlo letto.
Molto completo, forse un po' prolisso, aiuta a farsi un'idea su tutto il caso Moro e il funzionamento della Prima Repubblica senza essere esageratamente di parte. Tuttavia sembra abbastanza convinto sull'accusa verso Andreotti, Cossiga & co.
Ricostruzione un po' complessa di una serie di vicende legate al rapimento Moro e alle B.R. Punta il dito verso 2 politici e alla CIA e al KGB facendo un rapido excursus anche sul periodo storico.
Molto ricche le note e i riferimenti
Credo che la figura di Moro sia un po' lasciata da parte e forse meritava qualche approfondimento quanto scritto nelle lettere e nei memoriali per cercare di comprendere meglio quali messaggi volesse dare (alcuni passi sono analizzati)
Molto interessante e agghiacciante per molti versi
President Aldo Moro was kidnapped by the Red Brigades and then killed after 55 of fruitless bargain with the state. But behind all this, other people 'up above' let this killing happen. Why and who? In this book the author, a judge investigating this case, tries to answer. Lies, omissions, false leeds (the Ucigos found where Moro was kept prisoner but didnt tell anybody). One of the many Italian mysteries