È una notte qualsiasi. Dunque è una normale tragica notte qualsiasi. Domattina i giornali saranno pieni di numeri, di statistiche. Perché sono cose che capitano agli altri. Non ci pensa Clorinda, che stanotte compie diciotto anni ed è finalmente pronta a volare via. Da un padre troppo presente, da un'esistenza trascorsa in solitudine, da una gabbia di ricordi e di ossessioni. Vola verso il luogo dei suoi sogni, là dove tutto è musica, sorrisi, palpiti, una discoteca. Non ci pensa Franco, che sta correndo all'impazzata con gli occhi fissi sulla strada e con la testa piena di rabbia e di dolore perché non riesce a cambiare, a laurearsi, a diventare un poliziotto come suo padre. Invece il destino ci ha pensato. A far incontrare Clorinda e Franco. In uno schianto. In un urlo. E poi nel silenzio. A mettere sulla strada di Franco e Clorinda una giovane donna dal passato difficile e dal presente il vice questore Chiara Monti. E tutto il suo cuore gonfio di segreti. Dall'incidente, Franco esce con un senso di colpa che gli brucia l'animo. Così, per non morire consumato da quell'angoscia, comincia a raccogliere per conto di Chiara tutte le informazioni possibili sulle "stragi del sabato sera": la dinamica degli scontri, i referti medici, la storia delle vittime. E si rende conto con terrore che quegli incidenti apparentemente casuali sono uniti l'uno all'altro. Che sono anelli di una catena destinata a legare per sempre lui, Clorinda e Chiara.
Ho amato "Genia" ma questo ho fatto veramente fatica a finirlo. Sono tanti gli elementi che non mi hanno convinto a partire dai protagonisti, troppo belli, fighi e patinati, e spesso insopportabili. Lui, il bel tenebroso e lei la classica sbirra (gnocca) con problemi famigliari. L'idea di base della storia è interessante ma è sviluppata senza ritmo, senza mordente e la noia è sempre dietro l'angolo. E la lunghezza del libro (quasi 600 pagine!) non aiuta di certo. Infine più che un thriller per adulti, ho avuto in molti passaggi la pessima sensazione di leggere uno young adult per ragazzini. Grossa delusione!
Il peggiore del 2010 Le recensioni lo esaltavano, per me è davvero scadente sia come idea che come scrittura; inverosimile e assurdo, non lo consiglio.