Mooolto carino. Scorrevole, scanzonato, è breve ma ti regala tanti spunti di riflessione su quella che è la (disastrosa deriva della) scuola pubblica italiana, o quantomeno di una certa sgangherata scuola pubblica di periferia.
Nello specifico, qui, di un ecomostro sul litorale di Ostia, raccontato con tutto lo scorato disincanto della "pressoré" Silvia, giovane precaria romana alle prese con adolescenti problematici, coatti tatuatissimi più assidui dei giardinetti che dei banchi di scuola, fascistelli giovani e adulti dell'ultim'ora - visto che il precariato non si fa mancare nulla, neanche le classi serali gremite di dolenti madri di famiglia e ingenui rappresentanti delle forze dell'ordine cui il 7 e mezzo in italiano è stato dipinto come il lasciapassare "pe' fa carriera".
Magari, si'ora mia, magari.