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Lo specchio si fa verde a primavera

È il 1984 a New Delhi, e la città è scossa dalle violenze anti-Sikh dopo l’assassinio di Indira Gandhi.
Nella famiglia di Chhobi e Sonali, tuttavia, un piccolo clan di bengalesi rifugiatisi a Delhi a seguito della partizione dell’India, tutto sembra seguire il corso ordinario delle cose.
La bella Sonali si è appena vestita e come sempre ha scelto d’istinto ciò che le dona di più: le tinte capaci di accenderle riflessi dorati sulla pelle e di esaltare l’ambra liquida dei suoi occhi. Chhobi, sua sorella, una ragazza sensibile e intelligente che non bada molto alle apparenze, non può fare a meno di guardarla ammirata. Dida, la nonna indomabile che tiene unita la famiglia a dispetto di tutte le avversità, i lunghi capelli sciolti intorno al viso in una serie di riccioli umidi, intona la sua preghiera mattutina con i più disparati nomi di Krishna. Dadu, il nonno, siede già da qualche ora sulla vecchia seggiola di vimini e, mentre si accarezza la cisti sul mento, continua a sognare la sua terra, i fiumi perduti della sua giovinezza. Ma, la madre, si aggira già per la casa col volto di chi è in lotta perenne con la solitudine dopo essere rimasta vedova a trent’anni.
Tutto sembra uguale a ieri e all’altroieri, ma tutto non lo è più. Come la città fuori, anche il piccolo continente della famiglia di Dida è scosso dalla tempesta.

384 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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Selina Sen

4 books

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Pragna Bhattacharya.
3 reviews1 follower
October 8, 2015
The book has nothing exceptional ,the book revolves around the few characters.The description of a typical Bengali household is felt well in the book.The stark contrast in characters of two sisters,their aspirations,their approach to life is penned well.Good one time read!!
Profile Image for Marta.
896 reviews13 followers
January 17, 2020
A mirror greens in spring (2007)

Ambientato nel 1984 a Dehli, mescola le vicende private di una famiglia di bengalesi (trasferitisi in seguito alla partizione dall'India) con avvenimenti storici, come l'assassinio di Indira Gandhi. In alcuni punti il libro è troppo didascalico: si sfrutta il fatto che Chhobi lavori per una rivista sulla città per inserire spiegazioni storico-artistiche su monumenti, o addirittura le si fa dare da lei, rendendola troppo maestrina. In effetti anche la distinzione tra Sonali, passionale e istintiva, e Chhobi, riflessiva e rigida, è troppo marcata, tanto da risultare innaturale. Un elemento che mi è piaciuto molto è invece il cibo, usato per veicolare ricordi o per sottolineare l'umore; per il resto ho trovato l'atmosfera del libro troppo cupa, con un senso continuo di tempesta imminente. Sicuramente la parte migliore è il finale, con Dadu che si sente finalmente a casa dopo una vita a morire di nostalgia. Le note ai termini indiani in fondo al libro sono scomode da consultare a causa dell'elevato numero, sarebbe stato meglio metterle a piè di pagina o tradurre direttamente i termini quando possibile.
Profile Image for dukhtar.
24 reviews1 follower
August 2, 2020
If you're looking for a good plot, there is hardly anything of importance or urgency that happens in this book. It's only in the last 50 pages that the 'big' plot point begins unravelling, and even that doesn't really engage you enough to continue if you aren't invested in the characters or the writing.


Instead, what I enjoyed here was the fiction of the everyday: the descriptions of food and the seasons and what it is like to live in a household run by women. I have plenty of bits highlighted in my copy of this book where the imagery was really charming. So if that's something you like, you might enjoy this on a rainy afternoon!
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