La complessa vicenda dei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica, con Roma simbolo e sede delle massime istituzioni di entrambi – un unicum rispetto a ogni altro paese –, è lunga ormai quasi un secolo e mezzo. Dal dopo Cavour (la cui celebre «formula» ha nel titolo del volume una significativa variante) a Giolitti, da Mussolini a De Gasperi fino ai nostri giorni; da Pio IX a Pio XII, da Giovanni XXIII all’attuale pontefice, Sergio Romano legge questa pagina di storia con la consueta capacità di sintesi critica, tinta qua e là di garbata ironia. Dal 1870 a oggi, non sempre il rapporto tra l’Italia e la Santa Sede è stato un modello di armoniosa collaborazione; spesso, prima e dopo il Concordato del 1929 (che chiuse ufficialmente sessant’anni di sdegnoso silenzio dei papi dopo la ferita di Porta Pia e la fine del potere temporale), si è trattato di una convivenza vissuta fra reciproche diffidenze e convenienze. Il non expedit di Pio IX, il patto Gentiloni, la nascita del Partito popolare, la contesa del fascismo con l’Azione cattolica, i referendum sul divorzio, l’aborto e la procreazione assistita: l’autore passa in rassegna incontri e scontri, corteggiamenti e compromessi che hanno caratterizzato il delicato confronto tra laicità e religione, in cui la delimitazione dei rispettivi ambiti è stata non di rado turbata o addirittura contraddetta da inopportune invasioni di campo.
Diplomatico, storico e pubblicista italiano (n. Vicenza 1929). Studioso di storia, in particolare di quella italiana e francese tra Ottocento e Novecento, e analista politico, ha ricoperto i più prestigiosi incarichi della carriera diplomatica (la sua ultima missione fu quella di ambasciatore a Mosca fra il 1985 e il 1989, che lo rese testimone privilegiato della fine della guerra fredda). Dal 1998 è editorialista del Corriere della Sera.