Prendete la pancia di un uomo, Roversi. Aggiungete una moglie, un lavoro e centodieci chili di abitudini. Ora siate rudi: togliete la moglie, il lavoro e le abitudini. I centodieci chili, invece, chiudeteli a chiave nel bagno delle donne del cinema Corallo. Deciso a non uscire più finché non avrà portato a termine quella pausa di riflessione che in tanti gli hanno consigliato di prendersi, sarà il resto del mondo a venirlo a cercare: preti, maniaci, fotografi, cani, travestiti, psicanalisti, fabbri, venditori porta a porta. E donne, naturalmente. Roversi darà udienza a tutti, ma non aprirà la porta a nessuno.
❓Qual è il luogo dove andate a rifugiarvi per riflettere?
Per Roversi, il protagonista di questo bellissimo libro, è il bagno delle donne del Cinema Corallo.
Pensate l'assurdità di una situazione come questa. Roversi va al lavoro come tutti i giorni in una ditta che produce prodotti a base di patate e viene chiamato dal suo capo che gli riferisce che è tempo che si prenda una pausa di riflessione. A distanza di poche ore, davanti ad una cenetta romantica, anche la moglie gli dice che devono prendersi una pausa di riflessione.
Dopo aver ricevuto due porte sbattute in faccia nello stesso giorno, decise di chiudersi veramente dietro una porta e di non uscirne più. La porta del bagno delle donne del cinema Corallo e segue il consiglio, inizia a riflettere...
Il gabinetto diventerà il suo guscio di protezione, un grembo materno, un confessionale e anche una sorta di prigione.
La condizione di disoccupato si contrappone alla parola 'occupato', che pronuncia a tutti coloro che bussano alla sua porta.
Giuseppe è l'unico nome maschile comune a tutte le persone maschili che gli faranno visita durante la sua reclusione, anche un cagnolino che ospiterà per un periodo. Che cosa curiosa. Mi sono chiesta il significato di questa scelta. Che abbia a che fare con la figura paterna? In effetti il libro inizia così: ✒ Mettiamo che io abbia un figlio, che un bel giorno vuole sapere che lavoro fa suo papà. Io gli direi: ma io non sono il tuo papà. Mettiamo che lui dica non scherzare, lo devo scrivere in un tema per la maestra. Allora gli direi : e va bene sono il tuo papà. Però da stamattina sono anche disoccupato.
Un libro spassoso come pochi. Una lettura veloce, semplice e molto scorrevole. Vi farà emozionare ma in particolar modo di farà ridere a crepapelle. Le lacrime, insomma sono assicurate 🤣.
Ho letto questo libro con un interesse particolare, perché dietro a questa esilarante parodia, ho trovato tantissimi spunti di riflessione. • La riflessione è ciò che Vitali ci esorta a fare e questo libro è la chiave che vi aprirà la porta dentro cui siete rinchiusi senza saperlo. • Il finale davvero geniale, ovviamente non posso anticiparvi nulla 🤐 • Ve lo dico senza mezzi termini. Voi avete bisogno di questo libro. Anche io ne avevo bisogno ma non lo sapevo. ○ Superconsigliato e @massimovitali grazie ❤ • Da questo romanzo è stato tratto il film " Nel bagno delle donne", del regista Marco Castaldi, ora in programmazione su Sky Cinema. •
L'impiegato Gregorio Roversi, un omone di centodieci chili, vive una vita abitudinaria come tante, sino a quando, nello stesso giorno, viene licenziato dalla ditta in cui lavora e lasciato dalla moglie. Decide così di chiudersi nel bagno delle donne del cinema Corallo per riflettere sulla sua vita.
Passano i giorni e Roversi resta lì, nei 5 mq del bagno, dormendo nel pavimento e riuscendo a procurarsi il cibo grazie alla proprietaria del cinema, che "lo assume" per farsi riferire i commenti dei clienti del suo locale.
Intorno a Roversi ruotano vari personaggi: i suoi genitori, la ex moglie Emilia, il suo ex capo, il suo amico Pancaldi, il vicino di casa e tanti altri, ma nessuno, a parte il cane Giuseppe, riuscirà ad entrare nel bagno in cui è rinchiuso il protagonista.
La particolarità di questo esilarante romanzo di Massimo Vitali è che tutti i personaggi maschili, a parte il protagonista e l'amico Loris Pancaldi, si chiamano "Giuseppe": il suo datore di lavoro, il fabbro, l'idraulico, lo psicoterapeuta, il prete e persino il cane.
La storia, benché ambientata quasi interamente in un bagno, appare ben congegnata, con un ritmo reso sempre dinamico e divertente anche grazie ai tanti dialoghi ironici e ai giochi di parole e doppi sensi utilizzati ad arte dall'autore.
Massimo Vitali per noi è stata una gran bella scoperta, leggeremo sicuramente volentieri anche le altre pubblicazioni di questo autore.
Consigliato se avete voglia di un romanzo che vi faccia sorridere ma anche riflettere sulle cose importanti della vita.
📽️Dal libro è stato tratto il film omonimo in programmazione su Sky cinema con Luca Vecchi, Francesca Reggiani, Paolo Triestino e la partecipazione di Nino Frassica.
Attenzione: valutazione valida per l'audiolibro. Il libro, la sua lettura, sono esperienze molto diverse e il mio giudizio non è applicabile. Non adatto ad essere ascoltato, secondo me. E' pieno di giochi di parole che nell'ascolto vengono completamente annientati dalla voce del lettore, che è pure l'autore, cosa che dovrebbe garantire il giusto "tono" del racconto ma che almeno nel mio caso non è stata una scelta convincente. Se amate i giochi di parole, il nonsense, le storie un poco assurde che però nascondono grandi verità e potrebbero (sottolineo POTREBBERO) pure fare riflettere è il libro per voi. A me è rimasta solo l'irritazione per un protagonista che ho trovato infantile e per una fine che non mi ha convinto affatto. Potrei anche provare a leggerlo... ma so già che probabilmente non lo farò.
Leggero, ironico, scorrevole, intelligente, sfizioso. La scrittura è molto piacevole, il libro si fa leggere. E ti fa sorridere e riflettere. Leggo e immagino già le scene del film, che presto andrò a vedere!
“Se sono rose” di Massimo Vitali è l’esempio di quanto la creatività e l’amore per le parole possano dare vita a storie surreali e allo stesso tempo dense di significati.
Nello stesso giorno, il capo e la moglie di Roversi gli dicono che sarebbe meglio se si prendesse una pausa di riflessione, per pensare un po’ a che tipo di dipendente e marito sia stato negli ultimi anni. Per una serie di coincidenze, rimane chiuso dentro il bagno delle donne di un cinema e… decide di restarci.
Inizierà una vera e propria processione, una via vai di personaggi alquanto variegati, che finirà per assottigliare il tempo per riflettere. O forse, no?
Alcuni busseranno a quella porta più di una volta, come l’amico di sempre Pancaldi. Altri saranno compagni di viaggi inattesi ma dai quali sarà difficile separarsi. Tutti, per un motivo o per un altro, saranno capaci di strapparvi una risata.
I miei preferiti? Be’ la madre di Roversi vince facile con le sue lasagne al ragù (non sapete che voglia mi è venuta), ma ho provato sin da subito un moto di simpatia per Zanetti, per il quale alla fine ero davvero contenta!
In “Se son rose” troviamo continui giochi di parole, associazioni, doppi sensi, assonanze, contrasti di significati. Vitali prova a “sviare” il lettore, ma il significato è sempre lì, a portata di mano, ed è impossibile non coglierlo.
L’ambientazione è sempre la stessa, ma quello che potrebbe considerarsi un limite, Massimo Vitali è riuscito a trasformarlo in un’opportunità. Il ritmo è tenuto alto dai dialoghi, serrati, folli, sconclusionati e toccanti e dall’alternanza di capitoli brevi.
Il finale l’ho trovato senza alcun dubbio geniale.
Dal libro è stato tratto un film, “Nel bagno delle signore” disponibile su Sky, ma non lo so se lo vedrò, onestamente. Mi sono affezionata a questo Roversi qui.
Un libro “particolare” ….quando tutte le cose si mettono male Roversi decide di chiudersi nel bagno del cinema corallo e …ascoltere gli avventori che restano fuori dalla porta e le loro storie. A tratti ironico a tratti surreale e una lettura scorrevole su un fatto assurdo ma che porta a riflettere che non e la fuga dalla situazioni a darti la salvezza ..ricorda molto i libri di Pennac. Ne si ne no ma sempre meglio delle letture fatte negli ultimi tempi.
2,5* Ascoltato su Audible (Mio primo esperimento con gli audiolobri, che, come temevo, probabilmente non fanno al caso mio) Meh... Niente di sconvolgente o particolarmente originale.
Se son rose é uno di quei libri che più lo leggi e più significati nascosti riesci a trovare, ecco perché in futuro lo rileggerò. Il libro é piccino ed é ottimo per una lettura "di compagnia" quando non ti aspetti molto e invece hai trascorso una bella settimana leggendo la storia tragicomica di Roversi. Non ho letto la vecchia versione, quindi non posso dire quali siano le parti nuove che sono state aggiunte dall'autore, però posso dire che qualche capitolo poteva essere rimosso e la lettura non ne avrebbe inficiato. Ciò che caratterizza Roversi é la fame, come se fosse perennemente affamato. Ma non solo di cibo, di tutto, forse perché ci sono delle cose che mancano. Il libro nella sua brevità oltre a presentare le disavventure del protagonista ci accompagna verso quelle situazioni e quei problemi che molti di noi vivono e si portano dietro (a volte senza saperlo). Sicuramente non è il caso di agire come Roversi, ma spunti di riflessione ce ne sono e alla fine della lettura qualcosa ti lascia questo romanzo da cui ti aspettavi solo leggerezza, divertimento, ironia, ma ci sono anche malinconia e amore.