Pietro Citati ha nostalgia dei pomodori che mangiava da bambino, durante le lunghe estati al mare. Il pomodoro era il frutto supremo di quelle vacanze, con le sue forme diverse, complicate, con le sue spaccature e screziature "e talvolta generosi aspetti barocchi, che piacevano ai pittori napoletani del diciassettesimo secolo". Il rimpianto per la propria felice infanzia ha fatto del Citati adulto un osservatore incomparabilmente acuto dei bambini tra i tre e i dieci anni. Insieme ai pomodori e ai bambini, Citati ama i lunghi secoli della civiltà europea. Dai tempi dell'Odissea e di Erodoto - dice in questo libro in cui si combinano miracolosamente frivolezza e profondità - il volto dell'Europa non è molto cambiato. I nostri caratteri sono immutati: la pazienza, la tolleranza, l'ironia, la straordinaria capacità di trasformarci, recitare, diventare diversi, rimanendo sempre identici a noi stessi. Citati non crede a tante interpretazioni moderne della società in cui viviamo. Ci parla della globalizzazione per dirci che in realtà in questi ultimi decenni è avvenuto il fenomeno opposto: il mondo è caduto preda della differenziazione, della frantumazione, della moltiplicazione. Percepisce il senso di decadimento e di vergogna oggi diffuso in Italia, ma subito osserva che il nostro è un paese pieno di eccezioni: al Nord, al Sud, al Centro c'è sempre una piccola oasi, un paese, una cittadina polverosa di secoli, di cui uno, appena li vede, ama le strade, le case, gli orti, e persino i cittadini.
He was a famous Italian writer and literary critic.
He wrote critical biographies of Goethe, Alexander the Great, Kafka and Marcel Proust as well as a short but unforgettable memoir on his thirty-year friendship with Italo Calvino.
In Kafka, Pietro Citati has the great writer declare: "'I am like you, I am a man like you, I suffer and rejoice as you do, like a meticulous and buoyant angel, a being who lives far away in a world that did not belong even to him."
From 1973 to 1988, he contributed to the cultural section of Corriere della Sera and had been the literary critic for la Repubblica since 1988.
le vie dell’ironia sono infinite! e io mi sono ritrovata solo adesso a leggere questo libro che ho comprato quasi dieci anni fa e che avevo anche dimenticato di possedere. non sapevo neanche che si trattasse di una raccolta di articoli degli ultimi trent’anni. mi ha stupito per la leggerezza della scrittura di Citati, che non conoscevo; per l’attualità dei temi e per la sua lucidità nell’interpretare fatti e animi. è stata una conversazione gradevolissima.