Una delle opere più famose del grande drammaturgo inglese: Sogno di una notte di mezza estate (1597), è una commedia in cinque atti composta intorno al 1595. In uno scenario di fate e di sogni, le storie e i destini degli uomini si mescolano a quelle degli elfi e dei folletti e trasportano il lettore in un mondo sospeso tra l'assurdo, la realtà ed una nota comica sempre presente in questa commedia. La Tempesta (1611), dramma in cinque atti, deriva la sua trama dalla commedia dell'arte italiana e fedele alle unità "aristoteliche" narra la storia, a lieto fine, di Prospero, duca di Milano, spodestato dal fratello Antonio.
William Shakespeare was an English playwright, poet, and actor. He is widely regarded as the greatest writer in the English language and the world's pre-eminent dramatist. He is often called England's national poet and the "Bard of Avon" (or simply "the Bard"). His extant works, including collaborations, consist of some 39 plays, 154 sonnets, three long narrative poems, and a few other verses, some of uncertain authorship. His plays have been translated into every major living language and are performed more often than those of any other playwright. Shakespeare remains arguably the most influential writer in the English language, and his works continue to be studied and reinterpreted. Shakespeare was born and raised in Stratford-upon-Avon, Warwickshire. At the age of 18, he married Anne Hathaway, with whom he had three children: Susanna, and twins Hamnet and Judith. Sometime between 1585 and 1592, he began a successful career in London as an actor, writer, and part-owner ("sharer") of a playing company called the Lord Chamberlain's Men, later known as the King's Men after the ascension of King James VI and I of Scotland to the English throne. At age 49 (around 1613), he appears to have retired to Stratford, where he died three years later. Few records of Shakespeare's private life survive; this has stimulated considerable speculation about such matters as his physical appearance, his sexuality, his religious beliefs, and even certain fringe theories as to whether the works attributed to him were written by others. Shakespeare produced most of his known works between 1589 and 1613. His early plays were primarily comedies and histories and are regarded as some of the best works produced in these genres. He then wrote mainly tragedies until 1608, among them Hamlet, Romeo and Juliet, Othello, King Lear, and Macbeth, all considered to be among the finest works in the English language. In the last phase of his life, he wrote tragicomedies (also known as romances) and collaborated with other playwrights. Many of Shakespeare's plays were published in editions of varying quality and accuracy during his lifetime. However, in 1623, John Heminge and Henry Condell, two fellow actors and friends of Shakespeare's, published a more definitive text known as the First Folio, a posthumous collected edition of Shakespeare's dramatic works that includes 36 of his plays. Its Preface was a prescient poem by Ben Jonson, a former rival of Shakespeare, that hailed Shakespeare with the now famous epithet: "not of an age, but for all time".
Sogno di una notte di mezza estate è stata una lettura più piacevole e divertente rispetto alla precedente, ossia King Lear. I personaggi mi sono apparsi più simpatici, più 'normali', più consapevoli delle proprie emozioni e di ciò che li circonda. La mancanza del 'contorno', della così detta scenografia, è stata questa volta smorzata dal ricordo di una amatoriale messa in scena a cui ho assistito alcuni anni fa, presso il teatro della mia cittadina. Gli attori avevano dato vita ad una versione molto onirica, con veli ovunque, musiche particolari, recitazione quasi allucinata. Un confezionamento perfetto per un'opera teatrale al limite tra sogno e realtà. Sento ancora la mancanza della parte narrativa, ma i dialoghi sono appassionati e piacevoli e si leggono con facile scorrevolezza.
Ho sempre desiderato leggere questa opera del maestro Shakespeare poichè ovviemente, come tutti, ne ho sentito parlare in ogni dove e perchè questo titolo enormemente accattivante ha sempre esercitato sulla mia anima di lettrice un grande fascino. Premetto che di questo autore ho letto solamente "Amleto" anni fa, che ricordo mi piacque tantissimo e poi per molto tempo non mi sono più avvicinata alla sua produzione, forse per quella sorta di timore reverenziale che il nome di questo genio della letteratura inglese sucita in molti lettori e, in questo caso, su di me. Devo dire che questa commedia mi ha sorpreso moltissimo perchè non mi aspettavo qualcosa di così divertente e buffo, non avendo mai precedentemente approfondito molto la vicenda. Nel complesso non posso assolutamente dire che non mi sia piaciuta, anzi, l'ho trovata incredibilmente piacevole, eppure la parte più esigente di me ne è rimasta un tantino delusa, conseguenza questa del fardello delle grandi aspettative che prima o poi investe ogni lettore. La storia è di una originalità e brillantezza assoluta, frizzante, spesso con un effetto tragicomico quando i sentimenti amorosi dei personaggi si fondono, si sovrappongono in maniera comicamente errata in un miscuglio bizzarro e irresistibile che non può non far sorridere. I personaggi si troveranno legati l'un l'altro, anche se appartenenti a mondi molto diversi, come il mondo umano e il mondo fantastico, così che le disavventure amorose di giovani amanti, fate, folletti, re e regine, generate da un pasticcio del dispettoso Puck, animeranno tutta la vicenda. Il problema per me è che la vicenda mi ha preso fino ad un certo punto, poi ha cominciato paradossalmente un po' a stancarmi. Non capivo bene quale fosse il punto della storia, continuamente avevo la sensazione di non afferrare molte parti della vicenda e, secondo me, alla fine questo è stato parzialmente vero. Purtroppo dopo l'ultima pagina, ho dovuto prendere atto che di ciò che avevo appena letto non mi era rimasto molto e che, anzi, nonostante la brevità della storia, spesso avevo dovuto interrompere la lettura perchè cominciavo ad annoiarmi. Si tratta, mi rendo conto, di una cosa stranissima e forse paradossale, dato che la vicenda è molto divertente, eppure su di me non ha avuto molta presa. Ecco da cosa nasce quel sottile senso di delusione suscitatomi da quest'opera.
LA TEMPESTA: 4/5
Tutt'altro effetto ha avuto invece su di me la lettura de "La Tempesta", di cui ignoravo trama, personaggi ed ambientazione e sulla quale non avevo alcun tipo di aspettativa, cose che probabilmente hanno contribuito a farmela apprezzare così tanto. Ho amato soprattutto l'ambientazione, descritta da Shakespeare con assoluta maestria, tanto che sono riuscita ad immergermi pienamente nella vicenda, riuscendo a vedere nitidamente nella mia mente il mare in tempesta, la nave in procinto di naufragare, l'isola, la caverna dove vive Prospero, legittimo Duca di Milano messo anni prima in fuga su una scialuppa con la figlia Miranda ancora avvolta in fasce, dopo il tradimento di suo fratello Antonio, desideroso di ottenere il posto di regnante. L'atmosfera cupa, inquietante che fa da sfondo all'intera vicenda mi ha intrigato moltissimo e mi ha tenuta incollata alle pagine, tanto che ho letto la commedia tutta d'un fiato perchè ero troppo curiosa di scoprirne il finale. Anche i personaggi sono secondo me indimenticabili, all'inizio si fa un po' fatica a destreggiarsi tra i vari nomi poichè non sono pochi, ma poi ci si abitua e tutto scorre perfettamente. Nonostante fosse un'ambientazione così lontana dal mondo in cui vivo, mi sono sentita pienamente coinvolta dalle storie, dai sentimenti dei personaggi. Mi sono arrabbiata con loro, ho sofferto con loro, li ho capiti, criticati, ammirati, quasi fossi anch'io lì su quell'isola ed è stata una sensazione magnifica. Molti sono i sentimenti dell'animo umano che qui Shakespeare mette in risalto. Questa infatti è una storia di dolore, di vendetta, di amore, sentimenti che alla fine lasceranno spazio al più potente di tutti: il perdono. Mi è piaciuto molto anche il finale, poichè mi ero talmente affezionata ai personaggi che desideravo ardentemente che potessero vivere alla fine tutti serenamente. La scrittura così densa, eppure fortemente evocativa ha fatto in modo che adorassi questa commedia. In definitiva, dato che sia La Tempesta che l'Amleto mi sono piaciute molto di più di Sogno di una notte di mezza estate, credo di poter affermare che la mia preferenza va più allo Shakspeare narratore di vicende tragiche, che allo Shakespeare comico. Credo che leggerò presto un'altra delle sue opere!
Ho amato più la prima opera... Più divertente e coinvolgente rispetto alla seconda opera. I personaggi mi sono piaciuti anche di più, un piacevole intermezzo tra libri più pesanti.