Luciano Mecacci è uno psicologo italiano, già professore ordinario di psicologia generale presso la Facoltà di Psicologia dell'Università degli Studi di Firenze. Ha lavorato nell'Istituto di Psicologia di Mosca, nel campo della psicofisiologia e della storia della psicologia russa e nel Laboratorio di Neurofisiologia del CNR di Pisa. E' socio dell'Associazione Italiana degli Slavisti.
Avrei voluto dare più stelline, ma non ho potuto perché la lettura si è spostata su binari decisamente diversi da quelli di partenza. Il titolo e la copertina mi dispiace dirlo ma ingannano, perché attirano quanti amano il personaggio di Marilyn Monroe pur con le sue fragilità e pensano di aver trovato un libro che scandagli gli aspetti psicologici della sua vita e soprattutto il suo rapporto con le figure dei terapisti, ma non è quello che poi ci si ritrova a leggere. O meglio, il primo capitolo accenna a questo, ma poi il saggio abbandona totalmente Marilyn per concentrarsi al 99% su Freud come padre della psicanalisi, e dei suoi colleghi e successori, dei loro rapporti con questa nascente disciplina e con tutte le distorsioni che questi nuovi metodi ed approcci hanno provocato nel rapporto con i vari pazienti, i danni che hanno causato alle loro vite e i casi di manipolazione e alterazione della realtà dei casi clinici, nonché gli innumerevoli casi di ricoveri per depressione e relativi suicidi... È sicuramente una lettura interessante e permette di entrare davvero a fondo in questa realtà con le sue dinamiche. Personalmente ho appreso molto seppur moltissimi nomi a me sono sconosciuti, a parte i grandi come Freud stesso, Jung, Skinner, Gardner. Ma diciamo che i 3/4 della lettura per me sono stati pura informazione, dotta e articolata, ma che si è discostata da quello che pensavo di leggere. Ricchissine le note per ogni capitolo, sicuramente l'autore ha fatto un super lavoro di documentazione, ma non sono rimasta soddisfatta al 100% per i contenuti, un po' complessi da comprendere per i "non addetti ai lavori".
Gli psicanalisti non ne escono molto bene, si ha anzi l'impressione che sia proprio la tecnica psicanalitica ad avere insita la probabilità di biases, distorsioni, ambiguità e, in sintesi, del fallimento.