Vite de' prencipi di Vinegia di Pietro Marcello, tradotte in uolgare da Lodouico Domenichi. Con le uite di quei prencipi, che furono dopo il Barbarigo, fino a doge Priuli. Nelle quali s'ha cognitione
This edition features a leather binding on the spine and corners, adorned with gold leaf printing on the rounded spine. Additional customizations are available upon request, such as full leather binding, gold screen printing on the cover, colored leather options, or custom book colors. Reprinted in 2019 from the original edition published many years ago [1558], this book is presented in black and white with a sewn binding to ensure durability. It is printed on high-quality, acid-free, natural shade paper, resized to meet current standards, and professionally processed to maintain the integrity of the original content. Given the age of the original texts, each page has been meticulously processed to enhance readability. However, some pages may still have minor issues such as blurring, missing text, or black spots. If the original was part of a multi-volume set, please note that this reprint is a single volume. We hope you understand these limitations and appreciate our efforts to preserve this valuable piece of literary history. We believe this book will be of great interest to readers keen on exploring our rich cultural heritage and are pleased to bring it back to the shelves. We welcome your feedback and suggestions. Italian, 454. Full leather binding is available for an additional $25 beyond the price of the standard leather-bound edition. {Folio edition also available.} Complete Vite de' prencipi di Vinegia di Pietro Marcello, tradotte in uolgare da Lodouico Domenichi. Con le uite di quei prencipi, che furono doppo il Barbarigo, fino al doge Priuli. Nelle quali s'ha cognitione di tutte le istorie uenetiane fino all'anno 1558. Con una copiosissima tauola di tutte le cose memorabili, che si contengono in 1558 [Leather Bound] by Pietro Marcello
Nato a Caserta nel 1976, è autore giovane e consapevole, osservatore attento della realtà che lo circonda. Nel 2000 è assistente alla regia del documentario Gennarino di Leonardo Di Costanzo, e aiuto regista del film Il ladro di Sergio Vitolo nel 2002. Sempre nel 2002 realizza il radiodocumentario "Il Tempo dei Magliari" trasmesso da Radio 3 nel contenitore "Centolire". Nel 2003 realizza i corti Carta e Scampia. Nel 2004 ha realizzato il film documentario Il cantiere, vincitore dell'11a edizione del festival Libero Bizzarri. L’anno seguente ha portato a termine il film documentario La baracca, che ottiene il premio del pubblico al Videopolis 2005. Nel 2005 ha collaborato come volontario per una ONG in Costa d’Avorio per la realizzazione di un docu-film dal titolo Grand Bassan. Nel 2007 ha firmato la regia de Il passaggio della linea, un documentario girato interamente sui treni espressi che attraversano l’Italia. Il film è stato presentato alla 64. edizione del Mostra del Cinema di Venezia all’interno della sezione Orizzonti e si è aggiudicato il Premio Pasinetti Doc e la Menzione speciale premio Doc/it. Il documentario ha, inoltre, partecipato a numerosi festival internazionali riscuotendo l’apprezzamento della critica. Tra gli altri premi possiamo ricordare il Premio Doc it Visioni Italiane 2008 ed il premio Casa Rossa doc al Festival di Bellaria. Candidato come Miglior Documentario di Lungometraggio ai premi David di Donatello 2008, il film è andato in onda su Rai 3 all’interno di DOC3 ed è uscito in edicola con la rivista “Internazionale”. A seguito dell'incontro con Enzo Motta, il futuro protagonista del suo film, grazie anche alla Fondazione gesuita San Marcellino di Genova, realizza il documentario drammatico La bocca del lupo, film poetico che contrappone immagini d’archivio a immagini girate oggi a Genova e racconta la vera storia d’amore tra due ex-detenuti in quel di Genova, l’emigrato Enzo e il travestito Mary. Il film presentato in oltre 20 festival internazionali ha ottenuto quest’anno innumerevoli riconoscimenti importanti al Torino Film Festival, al Festival Cinéma du Réel di Parigi, al Festival di Berlino e al Festival di Buones Aires. In Italia ha vinto il Nastro d’Argento e il David di Donatello per il miglior documentario dell’anno. Il film è da poco uscito anche nei cinema francesi; "La bocca del Lupo" orchestra una sinfonia di immagini e suoni che si impongono con la forza di un poema", così ha scritto Le Monde, che al film ha dedicato un’intera pagina.