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Le streghe non esistono

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La Casa del Popolo, le festa de l’Unità, i comizi, il Vietnam, gli Inti Illimani, i corsi di è l’universo del Retore, ex partigiano, comunista stentoreo e smanioso. Ma il Retore ha anche un bambino, Luca, che nel 1975 ha nove anni ed è affascinato da tutto ciò che sta dall’altra parte del cielo rispetto all’eroico furore paterno e ne riceve in cambio punizioni e sganassoni. Tra padre e figlio si erge la mamma, che – poiché partecipare a comizi e feste dell’Unità non frutta uno stipendio – lavora per pagare l’affitto e non appena il Retore chiude un occhio introduce il piccolo Luca al suo mondo di amiche femministe, gay e drag queen cultrici della “pericolosa” cultura angloamericana.
La ribellione del protagonista alla prepotenza ideologica ed esistenziale paterna è tanto coraggiosa quanto sono tempi in cui i padri hanno sempre l’ultima parola. Ma al termine di un anno cruciale, vissuto tra Sesto Fiorentino, il drammatico ricovero in un ospedale svizzero e la prospettiva di un viaggio di partito in Crimea, sarà la rovente campagna senese a offrire al figlio la chiave per sovvertire il claustrofobico sistema del qui Luca viene iniziato alla magia, misteriosa espressione della dionisiaca presenza femminile nell’universo. “Avrai accesso a una sapienza che è negata ai maschi... La foresta è femmina e rimane il luogo dello spavento” gli dice Graziosa, che forse è una eccentrica vecchina o forse una strega.
E per lui diventa chiaro che “Bosco una volta, bosco per quella era la mia sola casa”.
Ambientato in una Toscana dove gli antenati etruschi e i culti isiaci hanno lasciato tracce profonde che giungono fino alla fata dai capelli turchini e alle bellissime adepte di Graziosa, Le streghe non esistono è un viaggio dentro le correnti sommerse del pensiero libero e il rutilante, commovente romanzo di formazione di un intellettuale eccentrico, che tra la violenta ortodossia comunista del padre e l’irriverente femminismo magico della madre ha saputo trovare la sua personalissima via.

192 pages, Kindle Edition

First published April 19, 2023

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Luca Scarlini

96 books

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for LauraT.
1,397 reviews94 followers
May 21, 2023
Divertente scorcio di un'infanzia che sarebbe potuta essere la mia - se mio padre non fosse stato quel pennacolo di intelligenza che ben vedeva gli immensi problemi di quello in cui credeva - o meglio di come questo era stato realizzato. Mai preso la tessera del PCI, ma fatto il "retore". Ma l'ambiente era quello, le donne con le gonne lunghe egli zoccoli, le feste dell'unità, il non voler capire un mondo che cambia. La musica anni 70, il mal d'auto, le famiglie (nonne, zie) che ti tengono l'estate, che era luuunga.

Certo a Firenze, capitale mondiale della spocchia divisiva, tra una Festa de l’Unità e una manifestazione per il Vietnam, è in corso un momento di trionfo del finto povero, incarnato da sporchissimi hippy vaniloquenti e con i piedi fetidi (il non lavarsi le estremità è assurto a prova di genialità, fascino e indipendenza di pensiero) che hanno almeno quattro cognomi e cinque palazzi o castelli a testa, nonché patrimoni significativi, ma di questo non siamo proprio sicuri, perché alcuni sembrano veramente troppo miserabili (o forse la loro recita della divina povertà è perfetta).

Già, io, per speciale privilegio della Storia (ché all’epoca del fascio del Retore al più i pargoli cantavano solo: “Salve, o popolo d’eroi / salve o patria immortale”), studio con fervore l’idioma d’oltre cortina e posso cantare in coro con l’Armata Rossa. Ribadisco però, a suo scorno, ogni volta che se ne dia l’occasione, che mi piace di più l’inglese - ricordo quando mio figlio, in prima elementare, mi confessò comunto che "Gli piaceva più Religione che Inglese" LOL!!!

La signora Edit, una vicina di casa, cliente di mia madre per i maglioni da sci, cattolicissima, avversa a mio padre dalla prima volta che l’ha visto, con un litigio clamoroso sui fatti di Budapest del 1956 (in cui peraltro il Retore la pensava come lei, ma da sinistra, e quindi non voleva ammetterlo). - Nanni Moretti docet!

“Ma che gli hai messo, sembra Franco Zeffirelli, già mi sa che viene su finocchio!”
Questo è il tema ossessivo della sua conversazione con amici e retori che ha me come argomento. Per il Retore eroico partigiano, o per il partigiano eroe retorico, come per i suoi amici e sodali, il rampollo omosessuale è lo spauracchio maggiore.
Profile Image for Elena.
761 reviews8 followers
October 14, 2023
Mi è piaciuto molto, nei temi e nel linguaggio. Un romanzo di formazione che racconta un'infanzia non semplice che però ha saputo affermarsi.
Interessante
Profile Image for Marilyn Brizzolari.
6 reviews
February 23, 2024
L'argomento in sé è molto interessante, ma il plot risulta un po' noioso. Lo stile è godibile, ma secondo me poco adatto al romanzo di formazione che si propone di essere.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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