Questo libro raccoglie gli scritti relativi alla vicenda che dal 1965 vide coinvolto don Lorenzo Milani in un processo per apologia di reato, per aver difeso l'obiezione di coscienza alla coscrizione militare. In apertura viene proposta la lettera ai giudici, conosciuta anche come "L'obbedienza non è più una verità". Segue la lettera con cui il priore di Barbiana replicò a un documento dei cappellani militari in cui si definiva l'obiezione di coscienza "un insulto alla patria, estraneo al comandamento cristiano dell'amore ed espressione di viltà". Questa lettera è all'origine della denuncia che porterà don Milani a processo. Vengono poi raccolte le lettere che durante il procedimento giudiziario don Milani indirizzò all'avvocato difensore, assegnatogli d'ufficio. Per aver difeso gli obiettori di coscienza, dopo un'assoluzione in primo grado, il priore di Barbiana è condannato in appello, ma il reato - recita la sentenza postuma - "è estinto per la morte del reo".
Don Lorenzo Milani, nome completo Lorenzo Carlo Domenico Milani Comparetti (Firenze, 27 maggio 1923 – Firenze, 26 giugno 1967), è stato un presbitero, scrittore, docente ed educatore cattolico italiano.
La sua figura di prete è legata all'esperienza didattica rivolta ai bambini poveri nella disagiata e isolata scuola di Barbiana, nella canonica della chiesa di Sant'Andrea. I suoi scritti innescarono aspre polemiche, coinvolgendo la Chiesa cattolica, gli intellettuali e politici dell'epoca; Milani fu un sostenitore dell'obiezione di coscienza opposta al servizio militare maschile (all'epoca obbligatorio in Italia); per tale motivo fu processato per apologia di reato[1]. In primo grado venne assolto "perché il fatto non costituisce reato", mentre in appello morì prima che si giungesse a sentenza.[2]
Il suo libro Esperienze Pastorali, inizialmente dotato dell'imprimatur ecclesiastico,[3] fu oggetto di un decreto del Sant'Uffizio del 1958 contenente la proibizione di stampa e di diffusione[4] e, solo nel 2014, dopo 56 anni, la ristampa del libro non ha più avuto proibizione da parte della Chiesa.
Una raccolta che riesce davvero nell'arduo compito di delineare una figura come quella di Don Milani in tutta la sua complessità . A renderla perfetta avrebbe contribuito anche 'lettera ad una professoressa'.
"Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersi far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto." Il mio primo libro letto sul Kindle. Il resto qui: http://dopolapioggia.wordpress.com/20...
L'ho recuperato per completare la lettura de "L'obbedienza non è una virtù". Sono molto interessanti le lettere inserite, compongono un quadro completo della vicenda e dell'autore, una figura molto affascinante e carismatica, con un'ironia pungente
"Il ragazzo non è ancora pienamente imputabile e non esercita ancora diritti sovrani, deve solo prepararsi ad esercitarsi domani ed è perciò da un lato nostro inferiore perché deve obbedirci e noi rispondiamo di lui, dall'altro nostro superiore perché decreterà domani leggi migliori delle nostre. E allora il maestro deve essere per quanto può profeta, scrutare i "segni dei tempi", indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso." Letture molto interessanti, rappresentano in maniera chiari e decisa il pensiero di don Lorenzo Milani. Da leggere e apprezzare, insieme agli altri suoi scritti.
"È il momento di tornare a leggere Don Milani" cita la prefazione del 2019. Quel tempo non è mai finito. Davanti a chi in chiesa si batte il petto e seduto sopra i suoi privilegi poi in ufficio toglie a chi non ha niente, non si può non pensare al maestro di anime che è stato il priore di Barbiana. Grazie di questi spunti di riflessione.