Un'originale ricostruzione dell'atteggiamento del Vaticano nei confronti del nazismo negli anni drammatici del secondo conflitto mondiale e una riflessione sul ruolo e sulle responsabilità di Pio XII.
«Il problema dei 'silenzi' non è solo una questione del mondo ebraico, ma riguarda tutti, anche i cattolici».Pio XII è una figura controversa. Da un lato protagonista di azioni riconosciute a tutela delle vittime del nazifascismo, in particolare nei mesi drammatici dell'occupazione di Roma; dall'altro accusato per i troppi 'silenzi' a fronte delle notizie drammatiche che arrivavano in Vaticano, già dal 1939, dai territori occupati da Hitler, a partire dalla Polonia.Andrea Riccardi ricostruisce la storia e le ragioni di quei silenzi, avvalendosi di una ricca documentazione consultabile per la prima volta. Solo nel 2020 l'Archivio Apostolico Vaticano ha, infatti, reso accessibili agli studiosi i documenti del pontificato di Pio XII. Frutto di questa straordinaria opportunità di ricerca e a firma di uno degli storici più accreditati sulla materia, l'analisi e l'interpretazione di un nodo rilevantissimo della storia del Novecento.
Seconda lettura dell'estate per il Premio Friuli Storia 2023, scelta in base alla prima impressione che mi hanno fatto i tre libri.
Allora, i primi cinque capitolo sono stati una noia totale. Il succo del discorso è: la Chiesa avrebbe voluto fare tanto ma non ha potuto fare nulla per non mettere a rischio la vita dei cattolici nelle varie parti del mondo. Tutto questo ripetuto per 160 pagine. Perfino il capitolo sulla mia Polonia è stata una palla.
Poi, però, si riprende. Si va nel dettaglio di cos'è stato effettivamente fatto tra Roma, l'Ungheria, la Romania e la Cecoslovacchia. E il tutto diventa un filino più interessante.