Sono solo ombre, il bene e il male
Nel Sudafrica di fine XIX secolo, Mittee e Selina sono due donne, una ricca e bianca, l'altra mulatta e povera, padrona e serva, ma anche legate da un rapporto di amicizia a volte burrascoso, ma sempre sincero.
Attorno a loro si muove la società dall'epoca, in cui il razzismo segna non solo il rapporto tra bianchi e neri, i kaffir, ma anche tra questi ultimi e i mulatti, pur sempre servitori, ma un gradino più sopra. E poi ci sono gli uomini: amati, contesi, spesso anche temuti e blanditi per i loro comportamenti violenti. Selina si innamorerà del futuro sposo di Mittee, sarà coinvolta e causa di una serie di delitti il cui scopo è mantenere le apparenze, non perdere lo status-quo acquisito, mantenere il proprio orgoglio intatto. A controbilanciare una serie di uomini discutibili, ci sono Fanie e poi il dottor Basil.
Al di là dell'ambientazione affascinante, il veld con i suoi paesaggi erbosi, gli animali che si fanno sentire soprattutto di notte, il romanzo non mi è piaciuto molto. Ho avuto la sensazione che l'autrice non avesse ben in mente che storia voleva raccontare. La prima parte è caratterizzata dalla relazione tra Selina e Janse, poi compare Paul e il suo duplice rapporto con Selina e Mittee e i suoi crimini, d'altra parte in parallelo si parla della situazione economica del Sudafrica, della carestia che lo ha flagellato in quegli anni, dei rapporti bianchi/kaffir, infine torna l'aspetto sentimentale con il dottor Basil e poi la guerra tra inglesi e boeri, le ribellioni dei kaffir e di nuovo il triangolo Mittee, Paul e Basil.
Lettura faticosa e poco soddisfacente, purtroppo.