La bocca, i piedi, la schiena, le orecchie, le unghie, la barba... ogni parte del corpo sembra vivere di vita propria in una serie di aforismi, frasi,apologhi e annotazioni. Ogni parte del corpo, da singolare, diventa plurima attraverso l'esplosione metaforica che la descrive. Sono testi che evocano le più attuali sperimentazioni estetiche del post-umano. Ma più che il fascino dell'inorganico, Scarpa persegue il tema della disseminazione dell'io e del suo superamento. Attraverso il corpo atomizzato passa il mondo intero. Passa tutto ciò che è raggiungibile dai sensi e dalla coscienza. Anche, o soprattutto, la morte intorno alla quale ruotano, alla fin fine, molti racconti.
“Le mie dita tentano di oltrepassarsi. Lanciano un trampolino elastico sul vuoto. Io cammino in avanti lungo l’asse stretto, mi molleggio per prendere lo slancio, mi tuffo lontano da me stesso.”
Libretto simpatico. Il merito e l'idea di Scarpa stanno nel portare con sè il lettore nell'esplorazione delle dimensioni personali della propriocezione, dell'esterocezione, della sensibilità cinestetica e di come queste si fondono con il vissuto, di come si innestano ed amalgamano con i significati attribuiti dall'Io (la sensazione della lingua che batte sui denti è più o meno uguale per tutti ma io la esperisco in un certo modo, che ora ti spiego). È una prospettiva mostrata molto di rado. Non è la descrizione di un ambiente o la spiegazione di un sentimento, né l'illustrazione di una concatenazione di eventi dalla quale si sviluppa una storia comunemente intesa. È la rappresentazione della personale e intima relazione che lo scrittore ha con il suo essere in carne e ossa, stimoli fisici processati dalla mente e caricati di significati, con una sensibilità che riesco a descrivere al meglio con l'aggettivo "cannabinoide". È un esperimento, un concept i cui elementi sarebbero potuti essere inseriti all'occorrenza nel corso della produzione letteraria. Scarpa ci ha fatto un libro intero con il rischio di ricadere nell'esercizio di stile.
In questo libro tutto è semplice e scontato, forse è per quello che risulta così piacevole: è quello a cui siamo abituati ma da un punto di vista esterno, nuovo e per me anche romantico.