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Introduzione alla filosofia della scienza

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445 pages, Paperback

First published January 1, 1994

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Giulio Giorello

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Giulio Giorello (Milano, 14 maggio 1945 – Milano, 15 giugno 2020) è stato un filosofo, matematico, accademico ed epistemologo italiano. Conseguì due lauree: la prima in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano nel 1968 (sotto la guida di Ludovico Geymonat), la seconda in Matematica all'Università degli Studi di Pavia nel 1971.
Ricoprì dal 1978 al 2015 la cattedra (già di Ludovico Geymonat) di Filosofia della scienza presso l'Università degli Studi di Milano; fu inoltre Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza) dal 2004 al 2008.
Diresse la collana Scienza e idee di Raffaello Cortina Editore e collaborò, come elzevirista, alle pagine culturali del quotidiano milanese Corriere della Sera.
È morto a Milano il 15 giugno 2020, presumibilmente per complicanze dovute al COVID-19.

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Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 75 books149 followers
January 12, 2018
La quarta di copertina di questo libro afferma "Questo volume è rivolto a studenti universitari, a insegnanti e a tutti coloro che ritengono che le teorie scientifiche non siano semplici "ricette di cucina" (Croce) ma tentativi audaci e coraggiosi di interpretare e cambiare il mondo. Mah. Secondo me è adatto solo a studenti universitari (di filosofia). Io ho una formazione scientifica e non certo filosofica, e ho preso questo libro pensando che come dice il suo titolo fosse una introduzione alla filosofia della scienza, e quindi spiegasse i concetti di base. Mi sono trovato invece di fronte a un gruppo di saggi (i "capitoli" del libro); gli ultimi tre, di Roberto Festa, Matteo Motterlini e Giulio Giorello, sono riuscito a seguirli abbastanza, ma il primo (di Giorello e Motterlini) presupponeva una quantità tale di conoscenze pregresse da farmi sentire uno buttato in mezzo a una piscina per vedere se imparava a nuotare da zero, e gli altri tre (di Michele Di Francesco, Bernardino Sassoli e Maria Spranzi) li ho piantati dopo poche pagine senza alcun rimpianto. Alla fine della lettura ho in effetti un'idea più chiara del significato degli slogan su falsificabilità e paradigmi che sentiamo sempre raccontati (anche se più che Kuhn sono Lakatos e Feyerabend a essere contrapposti a Popper); ma ho il sospetto di aver fatto molta più fatica di quanto sarebbe stato effettivamente necessario.
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