La matematica e la poesia sono nella più stretta parentela, perché entrambe sono il frutto dell'immaginazione. La poesia è creazione, finzione; e la matematica [...] la più sublime e meravigliosa delle finzioni (D.E.Smith) So quanto questo sia poco condiviso e difficile da essere trasmesso. Ma non smetterò di provarci! Grazie al brioso Bruno D'Amore che riesce sempre a dare, con leggerezza e simpatia, stimoli e spunti interessanti nei suoi libri e nelle sue lezioni.
Così scrive la poetessa Wislava Szymborska: "Non ho difficoltà a immaginare un'antologia dei più bei frammenti della poesia mondiale in cui trovasse posto anche il teorema di Pitagora. Lì c'è [...] una grazia che non a tutti i poeti è stata concessa" (2006)
«La matematica è quella disciplina in cui non si sa di che cosa si parla, né se quel che si dice è vero o falso».
... fino a quando non arriva il professor D’Amore a dimostrarti che la matematica trova applicazione e riscontro - fin dai tempi antichi - in tantissime altre discipline quali la pittura, la musica, la poesia, l’astronomia, la filosofia ed ancora, e perché no?, in politica e nella società. Gli aneddoti che di volta in volta compaiono sono interessanti ed alleggeriscono la parte più tecnica del testo.
Aritmetica, algebra, logaritmi, espressioni, frazioni, potenze, radici... e poi ancora, la geometria: punto, segmento, retta, piano, lato, perimetro, spigolo, area, poligono, raggio, diametro, tangente... teoremi, postulati, enunciati, paradossi... quanti di noi conoscono questi termini? Praticamente tutti, o almeno tutti coloro che hanno frequentato le scuole superiori, di qualsiasi orientamento.
Anche se quasi tutti lo hanno probabilmente vissuto in questa maniera:
Il vero compito dello studente a scuola non è quello culturale di apprendere la matematica, ma di rispondere al meglio delle sue interpretazioni a quel che secondo lui l’insegnante si aspetta, per arrivare a ottenere la tanto agognata sufficienza.
Ahimè, anch’io ho fatto parte di questa nutrita schiera...
Ma vuoi mettere il romanticismo (matematico) degli egiziani?
A questo punto narra la storia che una splendida fanciulla, impietosita e con grande atto d’amore, raccolse i vari pezzetti dell’occhio, da 1/2 fino a 1/64, e li reinserì con cura e con affetto nella cavità oculare rimasta vuota di Horus; fatto ciò, Horus riprese la vista e amò per sempre la fanciulla.
Ecco, tolti alcuni passaggi come quello appena citato, questo saggio non mi ha fatto fare passi avanti nella materia, non ha fatto scoccare la scintilla, per cui, come dice l’Autore, per me la Matematica resterà confinata dove è rimasta finora, al limite del mio interesse.
Tuttavia, non mi è dispiaciuto averlo letto.
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Dopo aver letto un libro così resta il rimpianto di aver fatto malissimo matematica nonostante il liceo scientifico, e di non aver mai avuto un insegnante di filosofia in grado di spiegare le connessioni tra il pensiero filosofico e matematico. A parte le fasi di disorientamento dovute alle mie lacune, veramente interessante: non avrei mai pensato esistesse, per esempio, l'etnomatematica. Fa venire voglia di leggere e approfondire, il massimo merito, credo, per un libro.
Speravo si collegasse di più all'influsso che la matematica ha avuto nella produzione di alcuni artisti ma è più focalizzato sul contrario, ovvero come la stessa possa avere una sua valenza poetica di per sé. Nonostante i buoni propositi il testo non è riuscito ad appassionarmi perchè forse per una digiuna della materia come me, mi sfuggiva il diletto tra i parallelismi matematici e il loro aspetto lirico. Resta un testo ricco di spunti bibliografici utili a chi volesse approfondire l'argomento
Qui si passa dal tono colloquiale ed espressamente dedicato ai ragazzi, ad una visione della matematica come umanesimo, non a caso Bruno D’Amore è laureato anche in filosofia.
Tu conosci il concetto di Technoracy? “Technoracy è la familiarità consapevole con la tecnologia, gli aspetti operativi della quale sono, nella maggior parte dei casi, inaccessibili alla persona comune. Ma le idee di base che stanno dietro gli strumenti tecnologici, le loro potenzialità e i pericoli che comportano, i principi morali che stanno alla base dell’uso della tecnologia sono questioni essenziali da diffondere tra i ragazzi fin dall’età più giovane. La storia ci mostra che l’etica e i valori morali sono strettamente legati al progresso tecnologico. I tre aspetti precedenti costituiscono insieme ciò che è essenziale per l’essere cittadini in un mondo che si sta muovendo rapidamente verso una civiltà a livello planetario.”
Bruno D'Amore ha sempre avuto un approccio molto personale nei suoi libri. In questo caso direi che la scelta è molto felice. Il tema, più che quello che il titolo farebbe pensare, non è la bellezza per così dire poetica della matematica ma la sua filosofia. D'Amore non entra nel merito dei temi specifici - quantunque l'accenno alla definizione gödeliana di matematica "di destra" e "di sinistra" sia davvero allettante - ma riesce molto bene a trasmettere al Lettore (con la L maiuscola..) il senso di meraviglia per come essa riesca a funzionare. Pensate un attimo: com'è che possiamo essere certi che le dimostrazioni geometriche per esempio sui triangoli, fatte con l'ausilio di un disegno, valgano per tutti i triangoli possibili? E come è possibile che un ragazzo passi dal riconoscimento per intuizione di un risultato all'astrazione che gli si richiede quando cresce? (Tra l'altro, D'Amore è molto critico con la riforma universitaria del 3+2, e non si perita di scriverlo a chiare lettere nel testo). All'interno della trattazione, D'Amore inserisce inoltre brani di altri "amici matematici", il che da un lato gli permette di entrare meglio nei temi che tratta e dall'altro mostra paradossalmente come non esista in realtà un pensiero unico della matematica.
I rapporti difficili e intensi tra la matematica e la scuola, i processi di apprendimento, la filosofia, la politica... E la passione per l'umanesimo e la conoscenza, di cui la matematica è tanta parte. Forse un libro un po' veloce e sintetico... ma denso di rimandi ad altre letture e approfondimenti. Se la filosofia vi ha appassionato ma ha lasciato qualche dubbio, se la matematica vi ha sempre vagamente attirato ma pure tenuto distante, è giunta finalmente l'ora di lasciarsi alle spalle i danni fatti dai docenti del liceo, e abbracciare finalmente l'unità meravigliosa della conoscenza umana.