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Il rifiuto. Considerazioni semiserie di un fisico sul mondo di oggi e di domani

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Tutti i beni che per secoli gli uomini hanno cercato affannosamente di procurarsi si stanno tramutando in mali. Il cittadino medio del mondo industrializzato ha troppo di tutto, a volte persino di beni culturali. Ne rimane soffocato e finisce per distruggere colle sue mani la propria umanità.

129 pages, Paperback

First published January 7, 1978

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Giuliano Toraldo di Francia

14 books3 followers
From https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giuli...

Figlio del generale e geografo Orazio e di Gina Mazzoni, Giuliano Toraldo di Francia è stato professore ordinario di fisica superiore presso l'Università di Firenze dal 1971 al 1991, venendo nominato professore emerito nel 1992. È stato direttore dell'Istituto di ricerche sulle onde elettromagnetiche del CNR e presidente della Società italiana di fisica dal 1968 al 1973. Oltre all'attività scientifica, si è occupato di filosofia della scienza.

È stato anche presidente della Società italiana di logica e filosofia della scienza, del Forum per i problemi della pace e della guerra e della Scuola di musica di Fiesole.

Si è occupato variamente di fisica matematica, di ottica, di microonde, di laser, di meccanica quantistica, di fondamenti della fisica. Tra i contributi principali sono da ricordare, nel campo dell'ottica, la formulazione del principio dell'interferenza inversa e la dimostrazione sperimentale dell'esistenza delle onde evanescenti (evanescent waves).

I suoi contributi più recenti hanno riguardato la divulgazione della filosofia della scienza e i rapporti tra scienza e società e tra cultura scientifica e cultura umanistica. È stato anche uno dei traduttori in italiano del manuale La fisica di Feynman (tit. orig: Feynman Lectures on Physics), opera di Richard Feynman.

Era un appassionato dantista. È padre dell'architetto Cristiano Toraldo di Francia.

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Profile Image for Rosalba.
249 reviews34 followers
March 3, 2013
La sincerità fino in fondo non la si può avere se non ci si munisce anche di una buona dose di umiltà. Non ho verità o certezze da comunicare. Tento solo di analizzare e interpretare quello che vedo, nel modo che mi sembra più ragionevole.

Un saggio di poche pagine, molto scorrevole e istruttivo, di piacevole lettura, con molti spunti di riflessione su tematiche sociali, politiche, ambientali e culturali . Giuliano Toraldo ci esorta a riflettere sulle cose, a porci domande, a rifiutare verità calate dall’alto, vendute come vere o imposte dalla pubblicità e dalla Tv. La sua lucida analisi è quanto mai attuale, nonostante questo piccolo saggio sia stato scritto più di trent’anni fa. Questo anziano professore ci ha lasciati lo scorso anno e, pochi giorni fa, (voglio ricordarlo), se n’è andato anche un altro grande vecchio, Stéphane Hessel, del quale avevo letto il saggio “Indignatevi”. Due personalità geniali, lucide e brillanti le cui esortazioni di rifiuto dovremmo ascoltare, riflettendo sulle cose, modificando certi nostri comportamenti, sia riguardo al consumismo sfrenato che alle scelte politiche e sociali.
Per chi li vuol conoscere:

http://youtu.be/UI-YptdEhUQ

http://youtu.be/0cZ0vaq21NY
Profile Image for Guido.
130 reviews65 followers
March 23, 2013
Scritto con profonda onestà, questo libro merita di essere letto e conosciuto: se risente un po' degli anni non è certo colpa del suo autore, perché è evidente che sapeva guardare molto lontano, conservando una perfetta indipendenza di pensiero. Non c'è traccia, nelle sue considerazioni, di compromessi e sotterfugi per apparire "corretto"; né dell'esibizionismo di chi si vanta dei suoi successi accademici. È lo sfogo di uno scienziato che criticava il premio Nobel, il perverso meccanismo della ricerca finalizzata alla pubblicazione, il funzionamento dell'università italiana; e sapeva vedere con chiarezza in molte questioni sociali, con un po' di rabbia, di malinconia e molta discrezione. Il linguaggio è quello della sua cultura, indubbiamente vastissima, ma mai ostentata: ricorre spesso alla forma antica del dialogo, come in omaggio alla sua formazione e a una tradizione che gli è evidentemente cara: un espediente gradevole e molto valido. È stato davvero confortante leggere della sua distanza da tante idee grossolane e mediocri, popolarissime tra i presunti intellettuali dei suoi tempi (e dei nostri), e vederlo esaltare invece il valore della crescita individuale: anonima, umile, ma più rivoluzionaria di tanti vuoti ideali che si sentono spesso gridati ai quattro venti. Se provassi a fare qui un riassunto dei temi trattati in questo libro rischierei di semplificarlo e sminuirlo; ma ne cito volentieri un frammento, che per motivi personali mi è rimasto impresso in modo molto piacevole:

- Grazie mille dell'invito. Ma non so. Ci penserò. Ora devo andare.
- Dove hai la macchina?
- Non ce l'ho. Vado in autobus.
- In autobus!?
Incredulità generale. L'effetto è più o meno lo stesso che se avessi detto, vado col cammello. Il giovane Rodolfo mi guarda addirittura con disgusto.
- Ma sarà affollato, ti toccherà stare in piedi. E poi dovrai aspettare almeno dieci minuti.
- Pazienza. È bel tempo. E del resto voglio prima fare una passeggiatina.
Romini mi guarda scuotendo la testa e sorride:
- Originale fino in fondo, eh?
- Fino in fondo.
Profile Image for piperitapitta.
1,063 reviews478 followers
October 24, 2014
�� pi�� facile commentare un bel romanzo che un saggio intelligente, perch�� in fondo il rischio di essere banali �� sempre in agguato.

Quindi non dir�� nulla, se non che merita di essere letto, per rendersi conto da soli che essere grandi pensatori non �� cosa da nulla: �� dire cose a volte anche ovvie, alla portata di qualsiasi persona dotata di un minimo di cervello.
Con la differenza per��, tra la persona comune e il grande pensatore, che il secondo ci arriva con trent'anni di anticipo!

(Molti, purtroppo, invece non ci arrivano mai: e questo �� il vero problema)

[dimenticavo]
Un grazie di cuore a Cesaresa26: grazie a lui questo saggio ha ripreso a circolare.

[edit - 05/05/2011]
Ho scoperto grazie dal commento di @Chik della scomparsa, avvenuta nei giorni scorsi, di Giuliano Toraldo di Francia; indubbiamente �� stato un uomo che "ha vissuto", ma certe perdite, anche se avvengono a novantaquattro anni, ci fanno sempre sentire un po' pi�� soli.

Qui il ricordo di Piergiorgio Odifreddi sull'inserto culturale di Repubblica.

http://www.flickr.com/photos/lapitta/...
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews114 followers
January 27, 2014
Classe dell'altro ieri. L'autore � un fisico ed anche un filosofo. (empirico sia chiaro! Mica ho cambiato idea) Con brio scorrevole ed onest� intellettuale stabilisce alcune condizioni della societ� fino a teorizzare necessari rifiuti per non essere sommersi da protesi inutili, cultura inclusa. Ovviamente c'� una dose di utopia, talvolta himalayana, ma l'impianto generale ha dalla sua un'indubbia correttezza d'impostazione ed i passaggi logici sono chiari. Per cui anche se non siete sempre d'accordo (io tra questi *) � un libro leggibilissimo tutt'ora e assai serio. In ogni caso - come sottoprodotto - otterrete una messe di nozioni scientifiche e metodi e interazioni tra scienza-cultura umanistica e vita pratica in genere, che non sono cos� frequentemente concentrati e facilmente divulgati. Vera cultura robusta insomma. Se pensate che l'argomento sia sdato, e che oggi solo interessi la penuria di fonti d'energia o minerali critici, ricordate che quasi tutti i prodotti tecnici di largo consumo sono in fase ultramatura e che vi stanno spremendo soldi per comperare ulteriori performance risibili, facendo cartello tra loro per non produrre a due lire ci� che vi converrebbe acquistare. Altro che stant�o. Preveggente. Risente ovviamente di alcune particolarit� dei tardi anni settanta, ad esempio per evidenziare alcuni interessanti punti cruciali, usa la tecnica del colloquio galileiano con tre personaggi fittizi ma plausibili: un guru radicalchic che somiglia al notissimo scrittore Moralini e una sturmfemministarrabbiata tipo V. Solanas. Due figure emblematiche che i piccini d'oggid� stenterebbero a credere quanto spazio occupassero nel dibbbattito socio-cultural-politico, il cazzeggio insomma, in quegli anni. Nonostante oggi nel mondo ce ne siano cos� pochi, meno della tigre viola o dello yak arancione, tanto da ispirare quasi la tenerezza che si riserva alle specie in pericolo, era cos�, pur essendo di fatto poche centinaia, erano creduti mille volte di pi� e scimmiottati da milioni. In compenso il terzo personaggio - ahim� - un ricco paraculo sbur�n del sottobosco politico industriale � vispo e vivo e vegeto tutt'ora, con pochi cambiamenti, nonostante ebbe l'impudenza di autodefinirsi, invece che lo Zombie, addirittura "il nuovo che avanza". Non � pi� pubblicato. Pare che l'Editore preferisca concentrarsi sul core business. Colonna sonora: Pink Floyd - Wish You Were Here Ah, i pi� piccini possono stupirsi che allora ci fosse qualcuno come l'Autore, che dialogasse con gente di cui - di fatto - non condivideva che poco. Erano altri tempi. Si credeva servisse, non come oggi che se un pisquano chiede se fa bene ad andare a cent'allora contro un muro gli si sorride e consiglia "Centotrenta! Vai agile! Vai sul sicuro!". (*) Ad esempio teorizza la necessaria abolizione della propriet� privata. A parte che ne parla come una cosa differita che prima o poi l'uomo far�, atteggiamento che ricorda chi dice "il protone non � eterno, bens� ha una vita media di venticinque miliardi di anni", non conosce il mio cuginetto Gerberto. Lo conoscesse esigerebbe non solo un rogito blindato per casa sua, ma pure un fucile nel caso veda Gerberto, detto Flagello di Zio, affacciarsi sul vialetto.
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