Tre racconti d’atmosfera noir, tra il fumo dei locali, il blues e il jazz, musicisti, gangster e giocatori.
Il primo ci porta a Chicago negli anni 30, in una sala biliardo dove un ragazzino suona il blues, e per farlo “bisogna aver conosciuto almeno una volta nella vita la malinconia. E quella non la insegnano da nessuna parte”. Willi Hope è il campione di carambola del pianeta, capace di fare mille punti di seguito, un fenomeno fin da bambino, capace di sfidare e vincere chiunque, ma quella sera, la sfida, a tempo di blues è “speciale”: l’avversario è un istrionico, grottesco e scorrettissimo Al Capone…
Il secondo è ambientato a New York all’inizio degli anni 60’, in un Jazz club minore dove ogni sera si esibisce Max Coleman, un sassofonista semi alcolizzato e spesso ubriaco, ma in grado di incantare ogni sera il pubblico con nuove emozioni, perché nel jazz “ogni pezzo è unico, come se cucissi un abito sempre diverso, con l’ago del tuo sassofono e il filo della musica”. La grande serata è l’incontro con Diane, pianista e cantante affermata e sopraffina e finché dura la musica è attrazione a prima vista con la passione che esplode sulle note di Ellington (terzo incomodo un gangster macchietta di sé stesso, bizzoso e irascibile che nulla può)
L’ultimo, si svolge negli anni 80 a Las Vegas, niente più locali di second’ordine e niente più musica ma i grandi casinò dove si gioca a poker ad alti livelli, giocatori di professione dai nervi d’acciaio e cuore saldo o milionari con soldi da buttare, questo è il target. David Dam è un professionista sempre pronto a giocarsi tutto, dentro o fuori dal tavolo da gioco, uno stregone capace di leggerti negli occhi il bluff perché a poker non conta avere buone carte ma far credere di averle; la sfida è con un produttore cinematografico tanto ricco quanto strafottente e pieno di boria.
Tre racconti con personaggi volutamente sopra le righe, l’autore è bravo a giocare con le parole per creare l’atmosfera anche se le trame sono un po' da fumetto… Non importa riescono ad attrarre il lettore (a mio giudizio solo l’ultimo è leggermente inferiore e un pochino più scontato) e l’unico rammarico è che finiscano presto, scoppiando quasi tra le mani quando avevamo cominciato a divertirci… Perfetti per una serata in cui si vuole evadere dalla realtà e divagare tra le atmosfere del passato (sono anche appassionato di jazz..); quattro personalissime stelle.