Poly e Gabriele hanno sedici anni. Due vite diverse, fatte di storie che stanano rimpianti dentro al cuore. Fatte di illusioni e di domande. Fatte di sogni troppo acerbi per essere veri. Lei si perde nel ricordo di un amore che non c'è più, lui cerca un padre che è ormai lontano. Eppure il destino comincia a giocare con loro. A far incontrare le strada parallele su cui avevano camminato fino ad allora. E a quel punto è tempo di non dare più spazio al passato. È tempo di capire. Di non perdersi in vicoli senza sblocco. Di non confondersi, perché è quella la cosa giusta da fare. Amare. Amare il sapore giusto. Quello di un bacio, non di una lacrima.
Una storia d'amore, durata quel poco che basta per 'volare', per staccarsi dalla quotidianità e abbandonarsi a quell'impulso che mischia il folle e il razionale insieme, di cui tutti parlano e solo pochi conoscono veramente.
Una stella perché di meno non si può dare. Ecco le 4 ragioni:
1) Le frasi. Dio mio. Quanto le ho odiate. Cortissime. Con un punto alla fine. Proprio come sto scrivendo in questo momento.
Da leggere così è veramente brutto. Soprattutto se le frasi risultano ripetitive.
2) Gabriel adottato. Non che sia sbagliato, ma la maniera in cui è stata trattata proprio no. Si poteva tranquillamente allungare il brodo inserendo più emozioni. Invece no, tempo un paio di capitoli e si riconcilia alla madre come se nulla fosse. So random!
3) E se le emozioni di Gabriel sono state poche, quelle di Poly ANCHE TROPPE. Ho capito che ti sei lasciata con Marco, ma hai smesso solo a pagina 73... Su 170 e passa pagine di questo libro. Anche lì di un ripetitivo incredibile...
4) La morte di Gabriel. Non che sia infattibile morire dopo essere pestati da 5 ragazzi insieme, ma il ridicolo viene con la pagina dopo la sua morte. "Un anno dopo". Niente emozioni a caldo di Poly. Nulla di tutto ciò. E il modo in cui è stato scritto il pezzo di "Un anno dopo" fa pensare che, dopotutto, Poly non era così innamorata. È come se dicesse "Si ok è morto l'anno scorso, ma si va avanti ye". NO!
Dò una giustificazione all'unica stella che ho dato: mi ha dato compagnia in un viaggio in treno di due ore. Per il resto, dritto nella spazzatura, nel cestino dell'umido...
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