Mi ha talmente coinvolto che ho capito solo a metà libro che i protagonisti dei vari capitoli narrati in prima persona erano persone diverse e non la stessa persona. Questo il livello di appeal e di chiarezza. Dopo averlo terminato ho insistentemente pensato ad un aggettivo per definirlo nel suo complesso. Ecco, l'aggettivo è "squallido". E' squallida l'atmosfera globale che si respira in tutte le pagine, sono squallidi i personaggi e sono squallide le loro storie, e in fondo, dopotutto, chi ha bisogno di leggere tutto questo squallore? Nessuno, secondo me. E' un romanzo generazionale inutile, perchè non soddisfa alcun bisogno. Non appaga l'animo, non è gioia per gli occhi e la mente, non fa riflettere, semmai imbruttisce, incupisce e lascia alla fine con un pessimo sapore. Decisamente, non ce n'era bisogno.
Altra riedizione di un vecchio libro di Cappelli, che ora che è diventato famoso evidentemente vende. Il libro merita, a mio modestissimo parere, dato che vi si ritrovano gli elementi che i fan (quale io mi considero) conoscono: ironia, vita di provincia, ricerca del successo, sesso. Soprattutto sesso, direi, anche in maniera un po' fastidiosa a volte, ma vabbè.
Ah, l'edizione è sin troppo cara e sfarzosa, ma se lo si vuol leggere si deve fare questo sforzo.