Questo volume, che colma una vistosa e prolungata lacuna editoriale a fronte di una crescente attenzione della critica e dei lettori, riunisce e rende largamente accessibile per la prima volta il corpus della produzione di Margherita Guidacci: dalle acerbe ma già personalissime Prime del 1939-1940, maturate controcorrente nell'ambiente ermetico fiorentino di formazione, al folgorante esordio del '46 con La sabbia e l'Angelo, fino alle postume liriche testamentarie di Anelli del tempo (1993). Dall'arco cinquantennale delle raccolte e delle "disperse" balza con lucente, appartata coerenza una delle figure più alte e limpide del Novecento poetico italiano, intrisa di vaste e profonde consonanze europee (la Guidacci fu traduttrice sensibile ed eclettica, soprattutto di prosa e poesia inglese e dai prediletti Donne, Emily Dickinson ed Eliot, ma anche da Guillén e da poeti slavi e cinesi): la voce oggettiva, drammatica e tenera ad un tempo, di una "Sibilla" profondamente classica e cristiana, dall'ethos intensamente civile e religioso ma non confessionale né omologabile ad ortodossie ideologiche o letterarie, fedele solo alla "crescita" interiore e cosmica, al dono del proprio raro dono.
Poetessa poco conosciuta, ma comunque tra le voci più alte del Novecento italiano. In questa edizione sono raccolte tutte le poesie, curate da un'altra poetessa di grande spessore.