Che cos'è "La Macinatrice"? E cosa c'entra il più misterioso quadro di Marcel Duchamp con questo immane piano che qualcuno sta preparando? Nei pressi del mattatoio Torrenuova Carni Srl, al di sotto di una casa editrice di facciata, la Torrenuova Edizioni Srl, che pubblica libri effimeri e riviste trendy, gay o femministe, cattoliche o no global, prende forma il primo sito vivente che permette a ciascuno di raggiungere il centro delle proprie ossessioni erotiche: Vagina's World. Starà ad Andrea, anonimo ufficio stampa caduto prima nelle maglie del web, come cliente di Vagina's World, poi nella rete della casa editrice fantasma, andare in fondo al mistero per svelarne la sconvolgente verità.
Massimiliano Parente (Grosseto, 1970) è uno scrittore italiano. Si è laureato a Roma in storia dell’arte contemporanea con una tesi su Marcel Duchamp. Ha collaborato con quotidiani e riviste, dal settembre 2009 collabora in esclusiva per Il Giornale. Ha pubblicato i romanzi: Incantata o no che fosse (1998), Mamma (2000), Canto della caduta (2003). In seguito ha iniziato la scrittura di una monumentale trilogia, diventata per molti lettori un libro di culto, formata dai romanzi La macinatrice (2005), Contronatura (2008), L’inumano (2012), e raccolta e pubblicata da La nave di Teseo in un volume unico con il titolo Trilogia dell’inumano (2017). Ha scritto i romanzi Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler (2014), L’amore ai tempi di Batman (2016), il saggio sulla Recherche di Marcel Proust L’evidenza della cosa terribile (2010), i pamphlet La casta dei radical chic (2010) e, insieme a Vittorio Feltri, Il vero cafone (2017). Ad aprile del 2018 ha pubblicato il provocatorio saggio Scemocrazia – come difenderci dal pensiero comune. Nel 2018 ha pubblicato il romanzo Parente di Vasco e nel 2020 la raccolta Tre incredibili racconti erotici per ragazzi.
Nella periferia romana ha sede la Torrenuova (Edizioni e Carni), una misteriosa azienda stratificata ai limiti della legalità che ha come obbiettivo ideale quello di ridisegnare l’immaginario sessuale collettivo. Il protagonista, Andrea, è un giovane nichilista con un matrimonio fallito alle spalle e ancora ingabbiato nell’amore per Elena, figlia di Giandomenico Torrenuova e amante di Marco Monti - entrambi soci e figure cardine del progetto. Una parola ossessiona il protagonista: “La macinatrice”, che potrebbe costituire la chiave di volta di un segreto aziendale ma forse anche individuale. Un romanzo circolare, non solo perché inizio e fine coincidono ma anche perché ogni pagina, ogni riga, rimanda all’inizio, alla fine e a qualsiasi altro punto della narrazione. Gli avvenimenti o elementi dell’intreccio sono esposti così come avvengono nella mente, cioè in maniera contingente e a volte contraddittoria senza ricercare alcuna linearità temporale o visione cinematografica degli eventi, ripetendo ossessivamente alcuni frammenti e dimenticandone altri. L’unica costante, tutto ciò che è salvato da un flusso di parole onnifago che dice tutto e il suo contrario, è la chimera del dettaglio di una fotografia nitidissima da 50 milioni di pixel contenuta in una cartellina verde che Andrea custodisce gelosamente, “Quel rosso brillante, il candore rosato a contatto con l’incarnato, l’ovale sottostante simile a un lago ceruleo sulla neve e al centro dell’azzurro il cerchio perfetto dell’iride come convesso, un buco nero al contrario”.