Bucarest, 1992. Nicu è uno studente della Facoltà di Giornalismo e collabora con la rivista Jurnal Universitar. In redazione arriva la notizia che un gruppo di studenti liceali vuol mettere in scena l'adattamento teatrale di Dichiarazione d'amore, un film di culto per i giovani romeni degli anni Ottanta, quando ancora il regime comunista, sotto la guida di Ceausescu, sembrava saldo. Appena Nicu entra nella palestra del liceo "Ion Neculce", dove si stanno svolgendo le prove, è immediatamente colpito e affascinato dall'attore protagonista, il diciassettenne Gabriel. Figlio di un importante architetto e professore universitario, abituato, per la sua straordinaria bellezza, a sedurre chiunque, Gabriel è a sua volta attratto da Nicu. Ma nella Romania di quegli anni l'amore tra due ragazzi non può avere vita facile.
"Io non sono mai stato uguale a niente. E non è stato semplice."
Bucarest, anni Novanta. Mentre la Romania post-comunista si risveglia su un mondo diverso ed estraneo, un gruppo di liceali prepara l'adattamento teatrale di Dichiarazione d'amore, film cult e scandalo nella Romania ancora comunista degli anni Ottanta. Uno spettacolo che ormai non desta più alcun scalpore nella società post-comunista, al contrario della passione omosessuale che si consuma tra Gabriel, il giovane protagonista dello spettacolo, e Nicu, giovane giornalista in prova mandato ad assistere alle prove. Un parallelo non casuale: se negli anni Ottanta il film scandalo poteva essere metro delle chiusure e dei limiti della società rumena, ma anche del desiderio di apertura, lo stesso accade alla storia tra i due ragazzi, che ben presto diviene simbolo delle contraddizioni e delle difficoltà di una nazione ancora in crescita. Cosa può significare, dunque, l'amore tormentato dei due ragazzi in un paese in cui "l’odio per i froci era come il tifo per la nazionale di calcio, come la bandiera, unisce tutti"? E cosa può significare, soprattutto, per i due protagonisti? A ben vedere, il loro è un rapporto capace di scardinare violentemente gli equilibri. Porta l'intera società, fatta di compagni di classe, di università, genitori, docenti, a confrontarsi con se stessa. Minaccia di far cadere Gabriel, adolescente ribelle perennemente in bilico sul filo della sua identità, che non riesce mai a mettere a fuoco se stesso, che si sente troppo diverso, troppo solo, senza punti di riferimento, e che in realtà vorrebbe disperatamente essere come gli altri. Trascina infine Nicu in un triangolo amoroso, perché lui ha già qualcuno: Vittorio, un italiano perennemente in completo Armani che lavora a Bucarest. E apriamo la doverosa parentesi sul singolare personaggio di Vittorio: perché proprio un italiano? La risposta arriva subito non appena si scopre che il romanzo è scritto da un rumeno, ma in italiano (con l'aiuto di un editor). Vittorio finisce allora con l'incarnare la difficile mediazione, il confronto tra queste due culture e nazioni apparentemente distanti; Vittorio stesso diviene simbolo e punto di vista per il lettore italiano, che vede se stesso con gli occhi dell'altro. La forza di questo romanzo sta dunque nel valicare le barriere, nell'oltrepassare i limiti del romanzo di genere, nel superare i cliché e i pregiudizi, mostrando come una storia d'amore riesca davvero a cambiare la vita. Forse non un intero paese, ma almeno la vita di qualche persona.
La premessa (amore gay in un paese omofobo come la Romania recentemente uscita da una dittatura, negli anni 90) è decisamente accattivante. La prosa scorre piacevole e i protagonisti e le varie situazioni sono raccontati con realismo e in maniera molto diretta. Ciò che "rovina" il libro sono le ultime pagine, in cui l'amore tra Nicu e Gabriel si tinge di rosa, diventando stucchevole e anche poco credibile, stile più adatto a un romanzo d'appendice. Forse sarebbe stato meglio approfondire di più, sembra proprio che manchino interi capitoli per comprendere come si sia passati da A a B.
Lessi questo libro tempo fa, e me ne innamorai. Ci volle tempo, non lo nego, ma alla fine mi appassionò. E' un libro che un roallercoaster di emozioni. Tratta un tema non tanto "originale", ovvero l'omosessualità e l'amore tra due ragazzi, però la cosa interessante sta nel fatto che la storia è ambientata in una società che purtroppo vede questo orientamento non come qualcosa di buono, e soprattutto di "non giusto", come qualcosa di "non normale", ma come qualcosa di sbagliato, come qualcosa da recriminare, da punire; e di interessante è anche il modo in cui si sviluppa la storia. Il finale è un finale bellissimo, senza dubbio, pieno di speranza, molto poetico a mio avviso, ma... al contempo un po' agrodolce... Se qualcuno fosse interessato al mio pensiero più nello specifico su questo breve, ma meraviglioso romanzo, può trovare una "recensione" che ho fatto sul mio blog “The Perks of Being Me", in cui parlo della trama, dell'autore e un breve commento sulla storia e sul finale.
Un libro molto semplice, nulla di particolarmente notevole come scrittura, ma tutto sommato una bella storia d'amore ambientata in un Paese dell'Est che è una cosa rara da trovare. Personalmente mi scoccia un poco questo battere sempre su personaggi bellissimi e stupendi che si innamorano appunto della loro apparenza, ma capisco che almeno in questo libro c'è l'età a giustificarlo perchè parliamo di ragazzi liceali, quindi si perdona. ben peggio quando trovo storie di uomini adulti che si innamorano di pettorali e faccia, lì proprio sono cose ridicole... e di cose ridicole ultimamente ne ho lette tante.
Confido nella crescita dell'autore perchè io non sono un letterato ma sullo stile deve lavorare. Comunque un libro piacevole, non impegnativo.
Romanzo senza pretese che racconta l'amore fra due ragazzi in una Romania intollerante. Il romanzo è piacevole e facile da leggere, scritto in estrema semplicità suonando forse alle volte un po' scolastico. Mi dispiace che l'autore in alcuni passaggi abbia speso parole per descrivere il carattere dei personaggi. Personalmente, mi sarebbe piaciuto inquadrarli sulla base delle loro azioni e comportamenti.
Libro molto bello nella sua semplicità , personaggi che entrano subito nel cuore emozionando e divertendo. Molto interessante anche il panorama storico della Bucarest appena uscita dalla dittatura comunista, scrittura scorrevole e mai ripetitiva.
Molto carino davvero. La Romania è uno stato che accusiamo troppo spesso di tante cose. Ha una storia alle spalle triste che ha inevitabilmente cambiato i suoi abitanti.
Bucarest, anni Novanta. Mentre la Romania post-comunista si risveglia su un mondo diverso ed estraneo, un gruppo di liceali prepara l'adattamento teatrale di Dichiarazione d'amore, film cult e scandalo nella Romania ancora comunista degli anni Ottanta. Uno spettacolo che ormai non desta più alcun scalpore nella società post-comunista, al contrario della passione omosessuale che si consuma tra Gabriel, il giovane protagonista dello spettacolo, e Nicu, giovane giornalista in prova mandato ad assistere alle prove. Un parallelo non casuale: se negli anni Ottanta il film scandalo poteva essere metro delle chiusure e dei limiti della società rumena, ma anche del desiderio di apertura, lo stesso accade alla storia tra i due ragazzi, che ben presto diviene simbolo delle contraddizioni e delle difficoltà di una nazione ancora in crescita.