All’inizio c’è il mondo. Non è tutto uguale: qui è caldo, lì è madre, là è rumore. Ben presto cominciamo a distinguere e a riconoscere: di nuovo caldo, ancora madre, altro rumore! Ciononostante, tutte queste cose appaiono inizialmente del medesimo conio, mere porzioni di quel tutto che è. Solo col trascorrere del tempo questo tutto si veste di forme: gli oggetti si staccano dallo sfondo e acquistano una loro individualità; le sensazioni acquisiscono contorni definiti; i rumori cambiano a seconda delle cose che ci circondano. Cominciamo a fare e a prevedere. Cominciamo a dare nomi, a usare verbi, a dipingere aggettivi. Questo nostro meraviglioso evolverci è materia di studio per gli psicologi e i biologi, ed eventualmente per i sociologi. Ma per il filosofo esso è soprattutto fonte di un’ambiguità profonda e ancora più misteriosa, diciamo pure di un dilemma: stiamo imparando a riconoscere la struttura del mondo o stiamo imponendo al mondo una certa struttura? È la realtà che poco per volta ci rivela i meccanismi secondo cui è organizzata, o siamo noi a organizzare il flusso informe e continuo della nostra esperienza?
Achille C. Varzi is an Italian-born philosopher. He teaches at Columbia University, where he has been a member of the philosophy faculty since 1995.
Varzi has made notable contributions to the fields of philosophical logic (mainly vagueness, supervaluationism, paraconsistency, formal semantics) and metaphysics (mainly mereology and mereotopology, causation, events, and issues relating to identity and persistence through time). His first book, Holes and Other Superficialities (1994, with Roberto Casati), was an exploration of the realist ontology of common sense and naive physics. His more recent work is inspired by a nominalist-conventionalist stance.
Varzi is currently an editor of The Journal of Philosophy and an advisory editor of the Stanford Encyclopedia of Philosophy. Varzi is also a prolific writer for the general public and contributes regularly to several Italian newspapers.
Achille C. Varzi is a second cousin of the Italian racecar driver Achille Varzi.
"Sui tavoli non ci piove" ma siamo davvero sicuri? Esistono davvero i tavoli e cosa sono esattamente? Eterno dilemma tra la realtà come è per se' e la realtà come la vediamo noi: dobbiamo fare riferimento alle verità scientifiche o al senso comune? E se cominciamo a dubitare dell'esistenza dei tavoli cosa accadrà quando cominceremo a riflettere su vita, mente, libertà, linguaggio, significato, Dio? Non c'è che dire, il tema scelto dal nostro filosofo è stimolante e ricco di suggestioni, peccato che i capitoli del libro risultino poco amalgamati e consequenziali tradendo probabilmente l'origine spezzettata del testo per cui alla fine il lettore non capisce bene a quale conclusione l'autore voleva condurlo.