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Silenzi eloquenti: Borges, Mies van der Rohe, Ozu, Rothko, Oteiza

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Mentre l’irrequieto Ventesimo secolo è da poco terminato, cresce l’importanza di un gruppo ristretto di opere e di artisti, radicati proprio in questo ultimo secolo, che hanno coltivato la poetica del silenzio e che sono stati capaci di interpretare, per mezzo di questa, la caotica e ambigua realtà della nostra epoca. Queste pagine sono destinate a decifrare alcune interpretazioni di questa poetica del silenzio. Carlos Martí tesse il suo discorso attraverso l’analisi comparata delle opere di uno scrittore, Borges, di un architetto, Mies van der Rohe, di un regista, Ozu, di un pittore, Rothko, e di uno scultore, Oteiza, arricchendo la sua trama con il sostegno e il confronto delle parole di filosofi, musicisti e poeti.L’associazione di questi cinque nomi rappresenta una precisa scelta dell’autore tesa ad indicare la presenza di alcuni poli di attrazione o linee di forza che attraversano l’arte del Ventesimo secolo, mettendo in evidenza quanto discipline tanto diverse tra loro come la letteratura, l’architettura, il cinema, la pittura e la scultura abbiano la stessa radice in un carattere specifico della conoscenza umana. Inoltre, al di là delle pur importanti differenze geografiche e culturali che li distinguono, c’è uno specifico tratto comune nell’opera di questi cinque maestri: il loro rifiuto dell’arte intesa come aggressione isterica al significato promossa dalla pseudo-cultura critica e mediatica, e l’affermazione dell’arte come contemplazione, introspezione destinata a svelare il mistero del mondo. Questo saggio e il suo tema - il silenzio nelle sue molte possibili accezioni - risultano quindi essere non solo un espediente per scandagliare alcune questioni teoriche della composizione artistica e per evidenziare il ruolo delle discipline artistiche nella nostra rumorosa società, ma si presentano anche come precisa proposta di metodo storico-analitico, sintetizzabile con le parole del pittore spagnolo, Ramon Gaya, quando dice: “Ove ci rendiamo conto della naturalità e della verità dell’arte, in quello stesso momento, noi ci rendiamo conto dell’artificialità e della menzogna della critica d’arte”.

174 pages, Paperback

First published January 1, 2002

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Carolina Pinedo.
41 reviews1 follower
March 26, 2021
"Lo único capaz de oponerse al ruido es el silencio. El silencio abre una profunda brecha en el escenario convulso y febril de nuestra vida cotidiana. Genera una oquedad, un tiempo suspendido y un espacio vacío que nos sustrae del torbellino de la actualidad. Pero, paradójicamente, esta invocación al silencio no es otra cosa que una reivindicación de la palabra. Puesto que el silencio no se opone a la palabra, de la cual es un radical aliado, sino al ruido, que es su más irreconciliable enemigo".
Profile Image for Mel.
186 reviews33 followers
September 7, 2016
Breve obra de Carlos Martí Arís que, lejos de pretensiones ambiciosas, consigue trascender más allá del ámbito arquitectónico para enredarse en un comparatismo interartístico de la poética del silencio. Porque en el fondo las artes no son más que una serie de ramas nacidas de un mismo árbol, cuyas raíces son tanto la palabra como el silencio, opuestos al ruido vacuo.

"Existe una íntima relación entre el silencio y la palabra poética porque el poema tiende por naturaleza al silencio. O lo contiene de una forma natural. Poética: arte de la composición del silencio. Un poema no existe si no se oye, antes que su palabra, su silencio".
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