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Storie di ordinaria falsità. Leggende metropolitane, notizie inventate, menzogne: i falsi macroscopici raccontati da giornali, televisioni e Internet

Falsi racconti hanno sollevato le folle. Le false notizie, in tutta la molteplicità delle loro forme come semplici dicerie, imposture, leggende, han-no riempito la vita dell'umanità.
Marc Bloch

Notizie false ma assolutamente vere. Sembra impossibile, ep­pure: leggende di guerra, dal Vietnam all'Iraq; terribili epidemie trasmesse attraverso lettere infette, siringhe, lattine, frutta avvelenata; e poi messaggi subliminali, abusi satanici, ladri d'organi, finti attentati... Dentro queste notizie "gridate" c'è del vero ma anche un ingrediente di falsità che le rende appetibili a giornali, televisioni e Internet. Perché abbiamo bisogno di miti e leggende e abbiamo voglia di crederci.
Un catalogo delle false verità che più sono circolate anPaolo Toselli che attraver­so il passaparola, che illustra come le comunicazioni istituzionali vengano sempre più spesso distorte da fonti incontrollabili. Un libro che è insieme racconto e denuncia: per giudicare con occhio più accorto quello che accade, provando a sorridere delle paure che ci teniamo dentro.

236 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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Paolo Toselli

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Roberta.
2,069 reviews344 followers
March 15, 2013
Il problema di questi libri è il tempo: con quel che ci vuole a catalogare una leggenda e a raccogliere i dettagli ad essa connessa, probabilmente tale leggenda è già passata di moda.

Superato il capitolo iniziale sulla guerra contro Saddam Hussein, la lettura scorre bene. Non credo sia stata una buona idea esordire proprio con il tema più assurdo. Io avrei fatto il contrario: partire dalle voci comuni (quelle, per intenderci, raccolte da Elio e le Storie Tese nella splendida "Mio cuggino") e terminare con quelle più assurde, per spiegare come la concretezza della guerra generi paure razionali e irrazionali.

Si tratta per me di una rilettura. Molte cose appaiono vecchie, se considerate che ai tempi della prima pubblicazione le catene di sant'Antonio avevano appena cominciato a spostarsi dalle fotocopie alle email: internet era ancora relativamente nuovo e gli utenti meno smaliziati nell'intuire la veridicità di un appello. Non che oggi sia cambiato molto: ciclicamente il mio wall di Facebook viene invaso da appelli vaghi, che vanno bene per tutte le stagioni, e a nulla serve il mio postare smentite o spiegazioni. Eppure è così facile fermarsi a verificare se una notizia possiede quelle poche, chiare caratteristiche che fanno di lei una bufala. Personalmente consiglio a chi volesse approfondore l'argomento di dare un'occhiata al sito di Paolo Attivissimo: è un ottimo punto di riferimento in lingua italiana.

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