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Perché Gli Uomini Sono Stronzi E Le Donne Rompicoglioni
151 pages, Perfect Paperback
First published January 1, 2010
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Community Reviews
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
August 27, 2023
"Perché gli uomini sono stronzi e le donne rompicoglioni" A. De Martini: 4
Mamma, mamma, mamma mia. Era tanto che non leggevo una tale sequela di pregiudizi fastidiosi. Tolte alcune considerazioni simpatiche, seppur generalizzanti da matti, ho trovato questo libro di una insensatezza allarmante nonostante sia stato scritto nel 2010. O forse è solo da leggersi in chiave umoristica? Ci sono poi delle innegabili ed empiriche verità, ma al mondo per fortuna esistono tantissime eccezioni, checché ne dica l'"ancestralità immutabile".
L'assunto è che gli uomini sono esseri puntati all'azione, alla dispersione del proprio seme come missione primaria e stronzi inteso come esseri statici/immoti/non interattivi e quindi denominati dalle donne con la connotazione negativa di stronzi (puzzolenti, inerti e inutili).
Le donne sono esseri relazionali, conservatrici del proprio nucleo familiare e, per questo motivo, rompicoglioni perché attente a ogni particolare che possa sconvolgere gli equilibri.
Nessuno dei due sessi può cambiare e, a conti fatti, è utile alla continuazione della specie che siano così diversi tra loro.
Questo è il consiglio finale dell'autore:
"Gli uomini, infatti, in quanto stronzi, cioè scansatori di impegni e di responsabilità interpersonali, tendono a fare poco, pochissimo, o comunque troppo poco rispetto alle aspettative soggettive delle persone a loro vicine e anche, va detto chiaramente, rispetto alle responsabilità oggettive ascritte al loro ruolo di partner, figli, genitori e così via. Allora, cari uomini, fate qualcosa per fare di più. Se non vi viene (e non vi viene) naturale, usate degli stratagemmi, delle tecniche di supporto.
E voi, carissime donne, fate qualcosa per fare di meno. Lo so, è difficile, quando si sa tutto di ognuno, e lo si sa così bene, così intimamente, onestamente, profondamente, quando si partecipa a ogni palpito del cuore di tutti e di questo si soffre e si gioisce, perché questo si vive, ah, com'è difficile trattenersi dal buttarcisi dentro al capofitto con analisi, sfoghi, prediche, rivendicazioni, lamenti, trucchi e sotterfugi, trappole, anticipazioni, sorprese e interessamenti. Vabè, però provateci. Provate a convincervi che non sempre intervenire è la scelta giusta. Liberatevi dal dogma secondo cui è sempre meglio dire le cose, tirarle fuori, metterle sul tavolo, affrontarlo insieme. Non sempre. A volte un silenzio, una carezza, un sorriso sono più che sufficienti. E andare oltre quel delicato confine segnato dalla descrizione, dove la distanza non è disinteresse ma una diversa forma di accoglienza, fa più male che bene. Insomma, uomini e donne: nessuno può chiedervi di essere meno stronzi e rompicoglioni. Però è lecito chiedervi di fare un po' meno gli stronzi e un po' meno le rompicoglioni."
Mamma, mamma, mamma mia. Era tanto che non leggevo una tale sequela di pregiudizi fastidiosi. Tolte alcune considerazioni simpatiche, seppur generalizzanti da matti, ho trovato questo libro di una insensatezza allarmante nonostante sia stato scritto nel 2010. O forse è solo da leggersi in chiave umoristica? Ci sono poi delle innegabili ed empiriche verità, ma al mondo per fortuna esistono tantissime eccezioni, checché ne dica l'"ancestralità immutabile".
L'assunto è che gli uomini sono esseri puntati all'azione, alla dispersione del proprio seme come missione primaria e stronzi inteso come esseri statici/immoti/non interattivi e quindi denominati dalle donne con la connotazione negativa di stronzi (puzzolenti, inerti e inutili).
Le donne sono esseri relazionali, conservatrici del proprio nucleo familiare e, per questo motivo, rompicoglioni perché attente a ogni particolare che possa sconvolgere gli equilibri.
Nessuno dei due sessi può cambiare e, a conti fatti, è utile alla continuazione della specie che siano così diversi tra loro.
Questo è il consiglio finale dell'autore:
"Gli uomini, infatti, in quanto stronzi, cioè scansatori di impegni e di responsabilità interpersonali, tendono a fare poco, pochissimo, o comunque troppo poco rispetto alle aspettative soggettive delle persone a loro vicine e anche, va detto chiaramente, rispetto alle responsabilità oggettive ascritte al loro ruolo di partner, figli, genitori e così via. Allora, cari uomini, fate qualcosa per fare di più. Se non vi viene (e non vi viene) naturale, usate degli stratagemmi, delle tecniche di supporto.
E voi, carissime donne, fate qualcosa per fare di meno. Lo so, è difficile, quando si sa tutto di ognuno, e lo si sa così bene, così intimamente, onestamente, profondamente, quando si partecipa a ogni palpito del cuore di tutti e di questo si soffre e si gioisce, perché questo si vive, ah, com'è difficile trattenersi dal buttarcisi dentro al capofitto con analisi, sfoghi, prediche, rivendicazioni, lamenti, trucchi e sotterfugi, trappole, anticipazioni, sorprese e interessamenti. Vabè, però provateci. Provate a convincervi che non sempre intervenire è la scelta giusta. Liberatevi dal dogma secondo cui è sempre meglio dire le cose, tirarle fuori, metterle sul tavolo, affrontarlo insieme. Non sempre. A volte un silenzio, una carezza, un sorriso sono più che sufficienti. E andare oltre quel delicato confine segnato dalla descrizione, dove la distanza non è disinteresse ma una diversa forma di accoglienza, fa più male che bene. Insomma, uomini e donne: nessuno può chiedervi di essere meno stronzi e rompicoglioni. Però è lecito chiedervi di fare un po' meno gli stronzi e un po' meno le rompicoglioni."
September 13, 2013
Partito con diffidenza, mi sono ricreduto in fretta. Il libro è breve, sintetico e chiaro; il tono leggero improntato sul "non prendiamoci troppo sul serio" lo rende ulteriormente scorrevole. Interessante, perché mette nero su bianco tanti concetti che sono lì nell'aria ma raramente concretizzati ed enunciati con pregnanza. Ha anche un fine: quello di insegnare a non sgridare le onde, che non possono farci niente. E funziona più di quanto ci si aspetti.
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