Inchiesta giornalistica e di costume, utile per capire un poco di più sulla comunità cinese in Italia. Ora che l'ho capita un po' di piu', sono contento di essere italiano - anche se poi, leggendo gli altri libri della stessa casa editrice, verrebbe voglia di essere apolide... Mondo fatto di formalismi e rigidità e fatica, dominato dalla ferrea volonta' di 'avere', perchè è sinonimo di 'essere' molto più che nella cultura occidentale. Popolo di commercianti e sgobboni, giocatori d'azzardo e lavapiatti, bambini che aiutano i genitori a cucire borse. Ora la seconda generazione ha svoltato, non vive più nelle cantine, va alla Bocconi, diventa importatore, gira con macchine importanti. E, come diceva Tremonti già nel 2006, ci stanno mangiando vivi.
Posso dire che leggerlo mi ha chiarito molti aspetti della comunità cinese in Italia ma al contempo ha fatto chiarezza anche su altri aspetti di questo nostro "bel paese" di cui ahimè non ero a conoscenza.