Jump to ratings and reviews
Rate this book

حریق در باغ زیتون

Rate this book
این رمان روایتگر سرگذشت خانواده‌ای روستایی در ایتالیاست. مادربزرگ خانواده، زنی سالخورده، کاردان، مذهبی و مقاوم در برابر دشواری‌هاست. او بر تمام ارکان خانواده نظارت دارد و با درایت تمام امور آن را برعهده گرفته است. شوهر و پسر ارشد او درگذشته‌اند و پسر دیگرش نیز مردی میان‌سال است که عمری را به بطالت و تنبلی سپری کرده است و رفتاری شبیه کودکان دارد. تلاش این خانواده برای بقا، مسائل روستا، ارتباط با همسایگان، آرزوها و رفتار طبقه‌ی متوسط و فرودست و تقابل سنت و نیازهای عصر جدید، محتوای اصلی این رمان را تشکیل می‌دهد.

269 pages, Paperback

First published January 1, 1918

2 people are currently reading
58 people want to read

About the author

Grazia Deledda

414 books278 followers
Grazia Maria Cosima Damiana Deledda was an Italian writer who received the Nobel Prize for Literature in 1926 "for her idealistically inspired writings which with plastic clarity picture the life on her native island [i.e. Sardinia] and with depth and sympathy deal with human problems in general". She was the first Italian woman to receive the prize, and only the second woman in general after Selma Lagerlöf was awarded hers in 1909.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
23 (31%)
4 stars
29 (39%)
3 stars
18 (24%)
2 stars
1 (1%)
1 star
2 (2%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Dafne.
238 reviews40 followers
August 24, 2023
Leggere un romanzo della Deledda è come fare un viaggio nel tempo; un viaggio tra usi, costumi, credenze e tradizioni popolari ormai quasi in disuso.
Pubblicato dapprima a puntate presso il supplemento mensile del Corriere della Sera, “La lettura”, nel 1917/18 e poi pubblicato in volume unico l'anno dopo, L'incendio nell'oliveto – anche se appartiene alla fase di maturità letteraria dell'autrice nuorese – è un romanzo poco conosciuto. Sin dal suo esordio, infatti, ha ricevuto tiepidi consensi e non molto unanimi e anche all'estero ha avuto poca diffusione (in quegli anni fu tradotto solo in olandese).
L'incendio nell'oliveto racconta la storia della famiglia Marini, composta dall'anziana Agostina, la nuora Nina, i nipoti Agostino, Annarosa e il piccolo Gavino, e il figlio dell'anziana, Juannicu.
La famiglia Marini è una famiglia decaduta a livello sociale a causa di varie vicissitudini che le sono accadute nel corso degli anni, e per risollevare le sorti della famiglia, la nonna Agostina progetta il matrimonio tra sua nipote Annarosa e il giovane avvocato Stefano Mura, figlio di una ricca famiglia loro lontana parente. Questo piano matrimoniale non va giù ad Annarosa, già innamorata del povero Gioele. Annarosa cerca di opporsi a questa decisione, tentando di non cedere alle antiche leggi di un codice sociale che non tiene conto dei sentimenti delle persone, ma solo della ricchezza e del prestigio economico.

Anche in quest'opera ho ritrovato molte caratteristiche tipiche della bibliografia deleddiana che tanto me la fanno amare. Come in altri romanzi della Deledda, anche questo romanzo affascina e coinvolge il lettore, in un'atmosfera suggestiva. Come suo solito l'autrice affronta con abilità i temi a lei più cari: la famiglia, l'ordinamento sociale, il mantenimento del prestigio sociale, la contrapposizione tra vecchi e giovani, tra tradizioni e cambiamenti, tra ricchi e poveri, tra la vita reale e i sogni; e ancora la tensione tra libertà individuale e autodeterminazione, tra il senso di responsabilità nei confronti della famiglia e i propri desideri.
La penna dell'autrice dipinge una Sardegna rurale, feudale, regolata da severi codici di comportamento e di divisione ferrea in classi sociali che viene ribadito più volte nel corso del romanzo, “i ricchi con i ricchi, i poveri con i poveri”; una società in cui non viene contemplato che un/una padrone/a ricco/a si possa sposare con un suo servitore povero, quindi di classe sociale inferiore, pena – se ciò dovesse accadere – il decadimento sociale.
La scenografia di questo romanzo è quasi teatrale, a tratti claustrofobica, tutta interni e poco esterni; infatti è ambientato per lo più all'interno di casa Marini, anzi all'interno della stanza in cui si trova il camino presso cui è seduta la nonna, come una regina sul trono, da cui osserva ciò che la circonda.
Una particolarità che mi è piaciuta del romanzo è che al suo interno troviamo dei giochi di luce e buio; la luce della luna, del focolare o delle candele che sono le uniche fonti di luce che rischiarano l'interno della casa; mentre gli esterni sono sempre illuminati dalla luce del sole. L'interno della casa descritto sempre in penombra è una metafora della situazione familiare in cui i personaggi vivono.
I paesaggi esterni sono sempre descritti attraverso i discorsi dei vari personaggi; gli viviamo e gli vediamo solo attraverso i loro occhi; noi lettori non gli percepiamo in prima persona come in altri romanzi, ma restiamo sempre fermi all'interno della casa o del cortile di casa Marini.
Anche se le magnifiche descrizioni della natura sono inferiori rispetto ad altri romanzi, ne ritroviamo alcune che come sempre sono pura poesia, ad esempio quella del tramonto sui monti e sulle campagne circostanti. A proposito di natura, il vento è l'elemento naturale che è sempre perennemente presente nei romanzi della scrittrice sarda; il vento che sconvolge e agita tutto, è una metafora dello sconvolgimento e della lotta interiore dei personaggi.
La Deledda si conferma anche stavolta una grande conoscitrice dell'animo umano. I personaggi sono incredibilmente vividi e reali nella loro complessità; e in quest'opera più che i dialoghi sono il silenzio e gli sguardi dei personaggi a rivelare molto su di loro, sulla loro personalità, sui loro disagi interiori.
Nella bibliografia deleddiana, la figura della donna è quasi sempre al centro del romanzo. Donne forti e passionali, diverse tra loro, per censo o per carattere ma sempre guidate dai loro sentimenti a cui però molto spesso sono costrette a rinunciare. Ne L'incendio nell'oliveto abbiamo delle figure di donne tutte diverse tra loro – nonna Agostina, la nuora Nina, la giovane Annarosa e la serva Mikedda – ma tutte accomunate da un disagio interiore anche se per motivi diversi.
Nonna Agostina anziana ottantenne, dopo aver perso il marito e il figlio maggiore, ha preso le redini della famiglia e ha mandato avanti la casa per tanti anni. Colpita da paralisi alcuni anni prima ora è costretta a sedere tutto il giorno su una sedia vicino al camino, acceso o spento che sia, che ravviva con una canna dalla punta di metallo. Da lì osserva tutto ciò che la circonda. È una donna forte, autoritaria, religiosa e severa, dalla volontà inflessibile, che decide i destini della famiglia, che mortifica la passionalità dei più giovani, richiamandoli al senso del decoro, del dovere e al rispetto dei precetti religiosi. Agostina è la metafora delle antiche convenzioni e tradizioni ed è la rappresentazione vivente dell'oppressione di queste ultime.
La nuora Nina, è la giovane vedova del figlio maggiore, madre del piccolo Gavino, è una donna taciturna e sottomessa alla volontà della nonna, che però cerca di ribellarsi al suo ruolo di vedova.
Annarosa è una giovane ragazza di neanche vent'anni, dibattuta tra l'amore che prova per Gioele e le nozze con Stefano, per cui comunque prova dell'attrazione. Disobbediente, continuamente lacerata tra dovere e desiderio, tra la realizzazione della sua felicità e il danno e il dolore che la sua scelta può recare alla sua famiglia, cerca di opporsi in tutti i modi alla decisione pianificata dalla nonna.
I personaggi maschili, invece, rimangono un po' in secondo piano e non sono delineati in maniera approfondita come quelli femminili. Tra le tante figure maschili spicca su tutti la figura di zio Juanniccu, figlio minore di nonna Agostina. È un uomo di poco più di cinquant'anni, un po' rimbambito, trasandato, scapestrato, scansafatiche; quasi sempre ubriaco, gira tutto il giorno qua e là per le case dei parenti e rientra in casa solo per cenare e dormire. Un po' ribelle, non accetta la mentalità retrograda della sua famiglia; osserva con attenzione la realtà che lo circonda e dice con coraggio ciò che gli altri non dicono e ciò che lui pensa, senza filtri e senza pensare alle conseguenze delle sue azioni. È un po' una “bocca della verità”.
Agostino, che porta il nome della nonna, è invece un ragazzo rigido e fedele alle tradizioni e cerca di portarle avanti con caparbietà.

L'incendio nell'oliveto è un romanzo capace di emozionare, intenso e suggestivo, dalla prosa evocativa e scorrevole, capace di rapire l'attenzione del lettore con l'incalzare degli eventi.
Quella descritta dalla penna della Deledda è una Sardegna matriarcale, in cui la famiglia è al centro del racconto, con i suoi affetti, amori, invidie, drammi e gelosie che si scatenano e si consumano tra i suoi componenti.
Nonostante tutti cerchino di ribellarsi alle decisioni e alle tradizioni ataviche sarà l'incendio del titolo a riportare ancora una volta tutti attorno alla figura di nonna Agostina, donna dura, forte e coriacea come la corteccia di un olivo.

PS: molto interessante ed esaustiva la prefazione di Luisa Mulas, naturalmente da leggere al termine della lettura del romanzo.

[...] l'uomo fa sempre il suo tornaconto. O crede di farlo! E tenta d'ingannare gli altri, mentre è se stesso che inganna.
Profile Image for Sonia.
293 reviews8 followers
April 30, 2025
In questo breve romanzo, Grazia Deledda racconta la storia di Annarosa, una giovane donna divisa tra l’amore adolescenziale per Gioele, ragazzo di umili origini, e il matrimonio con il facoltoso Stefano, voluto dalla sua famiglia. Nonostante il desiderio di opporsi al matrimonio combinato, Annarosa ha timore di ribellarsi all'autoritaria volontà della nonna, figura dominante della famiglia.
L’opera è ambientata in una Sardegna rurale dei primi del Novecento, ancora profondamente radicata nelle tradizioni e segnata da nette divisioni sociali. Dopo un inizio narrativo piuttosto lento, la scrittura della Deledda si fa sempre più coinvolgente. I personaggi sono intensi e splendidamente tratteggiati, e lo stile conferma, ancora una volta, il talento indiscusso della grande scrittrice sarda.
Profile Image for ZaRi.
2,315 reviews885 followers
Read
April 8, 2016
باد فرو خواهد نشست. آن جنگل خسته آرام خواهد گرفت. بار دیگر همه چیز آرام و بعد باز طوفان خواهد شد و بعد باز آرامش. تنها چاره آدم این است که ثابت بر جای بماند مثل ریشه کوه. نباید به آنچه پیرامونش رخ می دهد چندان اهمیتی بدهد. آری باید ثابت ماند. آرام و همه چیز را برای خود درک و توجیه کرد...!

Profile Image for Pep Bonet.
932 reviews31 followers
November 23, 2018
This is rural Sardinia. There are landowners and servants. Landowners are rich and poor. And there’s love and marriage. And a motto: owners with owners and servants with servants. And there’s an old son of the Nonna, single, fool and drunkard, who tells the truth, like children.

Eventually things fall in place and the economy takes precedence over all other considerations. Set in the time between Sarajevo and Italy entering the war, it depicts a feudal society, a close insular society. But hope, as the Dante famously wrote, was to be left at the door.

I needed some time before I got into the story and was able to identify all the characters, linked by family relations, all of them an uncle or an aunt of somebody. But once you get into the story, you must reach the end.

The language used sounds a bit old to my non-Italian ears, with peculiar words and ample use of Sardinian names, including some hesitation: is it Mikedda or Michedda, if it sounds the same?

Interesting novel from other times (100 years to be precise) that one can read as a testimony of old writing, with the added interest of being written by a woman, the first Italian woman to receive the Nobel prize.
Profile Image for Simone Caria.
8 reviews
August 29, 2022
Sono rimasto incollato al libro un paio di giorni. Verismo puro. Rappresentazione pressoché impeccabile della mentalità e dei costumi in Sardegna nei primi decenni del Novecento. Modi di pensare e di vivere che si protrarranno fino agli anni settanta nell'isola. Dopo questo libro sono diventato un grande fan di Grazia Deledda che si conferma migliore tra tutti gli scrittori sardi mai esistiti.
Profile Image for Pete.
254 reviews5 followers
July 27, 2019
Short novel of simple rural life, and the tensions arising from rigid social codes, marriage in the interest of financial security, and futile rebellion against the laws of fate and plans of the matriarch of the household on the eve of wartime.
Profile Image for Veronica.
5 reviews
February 19, 2023
Libro ideale per chi ama le storie d’amore, soprattutto quelle d’altri tempi. Il linguaggio non è moderno e talvolta dialettale. Merita tanto
Displaying 1 - 9 of 9 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.