Vincenzo Rovini, magistrato in pensione con la passione per la scrittura e la sua compagna, Càrola Heisengarten, vengono uccisi a colpi di arma da fuoco; lui a Roma, lei a Letojanni, in Sicilia. Non può essere una coincidenza. Il dottor Italo Agrò, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, è convinto che la soluzione del "doppio caso" si trovi tra le pagine del nuovo romanzo, ancora inedito, di Rovini, "La strana storia di Catènio La Strada", un appassionante giallo su appalti truccati e relazioni adulterine che Carola si era preoccupata di nascondere, spedendolo alla sorella, poche ore prima di essere assassinata. Dovrà quindi leggere il manoscritto dalla prima all'ultima pagina.
Il dottor Agrò, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, deve indagare sull'uccisione, a distanza di poche ore, di un magistrato in pensione e della sua compagna. In realtà i due delitti sono avvenuti in due regioni diverse, il primo a Roma e il secondo in Sicilia. Tutto ruota attorno al nuovo romanzo, intitolato "La strana storia di Catenio La Strada", che il magistrato stava per consegnare al proprio editore. Grazie ad una precauzione presa da una delle due vittime, il romanzo arriva tra le mani di Agrò, che si immerge nella lettura e scopre la verosimiglianza dei fatti narrati nel romanzo con la realtà. I legami tra politica e mafia sono talmente evidenti, che gli investigatori non hanno alcuna difficoltà ad associare i personaggi fittizi ai nomi reali e ha procedere con gli arresti del caso! Non male, ma non è riuscito a conquistarmi completamente. I personaggi sono comunque ben caratterizzati e il libro si legge con discreto interesse.
Durante la lettura delle prime pagine questo libro mi ha molto rapito. ho trovato uno scrivere molto fluido perfetto per un giallo. L'idea di un giallo in un giallo l'ho trovata molto bella. Cio' che non mi ha permesso di andare oltre le tre stelle è stato il modo con cui vengono allacciate le due storie. Avrei preferito un racconto intervallato tra le due storie tant'è che a fine del secondo racconto non ricordavo i nomi delle vittime del primo racconto. Non un capolavoro, ma un libro che senza grandi pretese si legge volentieri.
Vorrebbe avere il carattere di denuncia di Sciascia e la simpatia siciliana di Camilleri: ma manca dell'acutezza e della profondità del primo, e del brio innato del secondo. Resta giusto la simpatia-amore per luoghi vicini e cari.