Il Cibo della Mente - Pamela

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Il Destino della ...
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Il Cibo della Mente’s Recent Updates

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Il Cibo della Mente - Pamela is now following Elle Eloise's reviews
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Il Destino della Rosa Blu by Alexandra Rose
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Il Destino della Rosa Blu by Alexandra Rose
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Collezione Privata by Eveline Durand
Collezione Privata
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Awaken by Barbara Bolzan
Awaken
by Barbara Bolzan (Goodreads Author)
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Fino a perdermi nel tuo abbraccio by Denise Aronica
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Ho appena inviato a Denise un messaggio vocale di ben 20 MINUTI per cercare di esprimere quello che ho provato leggendo il suo romanzo. Chissà se a voce sono più brava, visto che con le recensioni scritte sono una frana :P Secondo me la gente che le ...more
Il Cibo della Mente - Pamela is on page 54 of 288 of Fino a perdermi nel tuo abbraccio: Un applauso a Denise, che nelle prime 23 pagine è riuscita a farmi versare più di una lacrima...
#MannaggiaATe 😭😭😭
#TiOtiooooo 💔
#NonÈVeroTiAmo 💖
Fino a perdermi nel tuo abbraccio by Denise Aronica
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Fino a perdermi nel tuo abbraccio by Denise Aronica
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Echo by Rachel Sandman
" ♥♥♥ miao! XD "
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Virginia De Winter
“Alzò una mano e l’accostò al suo viso, chiedendogli tacitamente il permesso. Lui irrigidì le spalle e rimase immobile, nello sguardo aveva la stessa sfida e la stessa supplica.
Gli toccò il livido a lato dello zigomo, piano, con la punta di un dito e lui serrò le palpebre cosicché temette di avergli fatto male ed esitò a un soffio dalla sua pelle.
Gabriel aprì gli occhi incontrando i suoi e allora lei sentì la mano muoversi per volontà propria, posarsi con delicatezza sulla sua guancia, le dita sfiorargli i capelli morbidi dietro l’orecchio.
Aveva l’altra mano stretta a pugno talmente forte che le giunture le dolevano, il cuore sembrava sul punto di schiantarsi da un momento all'altro.
Gabriel con un sospirò distolse il capo, gli occhi di nuovo chiusi, un’esitazione nella piega delle labbra che lo rese, per un momento, molto vulnerabile.
«Per favore», le disse, turbato. «Allontanati».
Sophia si posò una mano sulla bocca per reprimere una parola disperata e si ritrasse.
«Perdonami, non sarei dovuta venire».
Lui si alzò. «Perché sei qui? Se non è per compiacerti del tuo potere o per goderti le percosse dei tuoi amici, perché sei venuta?»
Sophia scosse il capo. «Ho detto che mi dispiace».
Chinò il capo, ma lui le posò sue dita sotto il mento e la indusse a guardarlo di nuovo.
«È così, Sophia?», sussurrò. «Sei rimasta impigliata nella tua stessa rete?»”
Virginia De Winter, L'Ordine della penna

George R.R. Martin
“Mai, mai dimenticare chi sei, perché di certo il mondo non lo dimenticherà. Trasforma chi sei nella tua forza così non potrà mai essere la tua debolezza. Fanne un'armatura e non potrà mai essere usata contro di te.”
George R.R. Martin, A Game of Thrones

Virginia De Winter
“Se lui avesse potuto dire il suo nome ancora una volta, a voce così bassa da poterla sentire invece che ascoltarla.Se lo avesse fatto, così piano da non permettere alla veglia di ricordarle perché quel suono non poteva più renderla felice.Se solo non avesse mai smesso di piovere.Eloise, sei sveglia?Sì, e non voglio.Sotto la mano il cuscino era fresco e morbido, negli spazi tra le sue dita se ne insinuavano altre, calde e dure perché abituate a riempire di lusinghe l'elsa di una spada, non solo la pelle di una donna. Prendeva la sua una mano fatta per accarezzare e per uccidere.Una mano che l'aveva accarezzata, e poi uccisa.«Axel».Forse c'era stato uno scatto di esultanza profonda, perché ridestandosi aveva pronunciato per prima cosa il suo nome.Qualcosa che aveva a che fare col possesso e il riconoscimento.Qualcosa di così profondo che, se non si fosse opposta, avrebbe finito per precipitarvi dentro.Qualcosa che tra loro due era sempre esistito.L'aveva accarezzata.A quanto le avevano raccontato, lui era stata la prima cosa del mondo su cui aveva aperto gli occhi. Un fagottino di neonata, avvolta tra le braccia di un bambinetto di tre anni appena, che sollevava di colpo le palpebre incontrando per la prima volta due occhi blu pieni di amore e trionfo fissi su di lei.E poi uccisa.Una cicatrice che si risvegliava pulsando, lo spettro di dolore di un arto amputato, che esisteva solo nel ricordo dei nervi e bruciava, bruciava come fuoco.Lui era sete, tanta da accettare di annegare pur di riuscire a bere.«Axel».«Sono qui».”
Virginia De Winter, L'Ordine della spada

Erin Morgenstern
“The finest of pleasures are always the unexpected ones.”
Erin Morgenstern, The Night Circus

Virginia De Winter
“«Vuoi una scelta?». Le sussurrò quella domanda sulle labbra prima di spingerle con forza con le proprie. Allentò quella tensione squisita soltanto quando la sentì scuotere il capo in segno di diniego, allora rise, piano, facendole scorrere una mano tra i capelli.
«Non sarebbe stato giusto concedertela», le rispose.
La sua voce soffice le solleticò la pelle arrossata del collo. «Io non ne ho mai avuta alcuna, dal momento in cui ti ho tenuta tra le braccia la prima volta».”
Virginia De Winter