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Intorno ai libri > Book Packaging

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message 1: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Il blog The Readventurer dedica una parte della loro rubrica Odds & Ends al book packaging:

(In case you have never heard of book packaging, it is a process of writing books, when a firm comes up with an idea, plot outline, even marketing campaign for a book and then hires a writer to produce the requested product


Una pratica molto comune nel mercato librario dell'infanzia.

http://www.thereadventurer.com/1/post...

Sono presenti diversi link che illustrano il processo o riportano esperienze personali. Io vi lascio le copertine di alcuni libri YA prodotti da packager:

- La nota serie The Vampire Diaries The Awakening (The Vampire Diaries, #1) by L.J. Smith

- Uno dei nostri romanzi preferiti di _tutti i tempi_
Fallen (Fallen, #1) by Lauren Kate

- Uno dei primi romanzi di Maureen Johnson
13 Little Blue Envelopes (Little Blue Envelope, #1) by Maureen Johnson

- Un altro noto I am Number Four (Lorien Legacies, #1) by Pittacus Lore prodotto dall'agenzia di James Frey (quello che scrisse falsi memoir)

- Uno dei recenti YA a sfondo mitologico Fury (The Fury Trilogy #1) by Elizabeth Miles


message 2: by LauraT (new)

LauraT (laurata) | 249 comments Non lo sapevo neanche io, ma devo dire che non mi sorprene piu' di tato


message 3: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4617 comments Mod
Io invece non credevo fosse abbastanza comune per i libri rivolti ai più piccoli, soprattutto con intento educativo (chessò, si commissiona a un autore una serie di libri sul coccodrillo che si lava i denti, impara a lucidarsi le scaglie e così via), e un certo tipo di libri (tipo instant book) per adulti; ma credevo che il campo della letteratura per adolescenti fosse relativamente libero - nei limiti, è chiaro, di quello che scriveva Livia nel topic sugli agenti letterari, ovvero libero all'interno di quelle che sono o si credono essere i trend del mercato.
Avrei pensato che gli editori ricevessero già abbastanza monnezz... ehm, prodotti sul genere in voga al momento, senza doversi disturbare a commissionarne altri.
Inoltre, ma Lauren Kate non era un'esordiente, prima di affliggerci con Fallen? Come ha fatto a farsi commissionare una cosa del genere? *curiosità curiosità*


message 4: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Gli autori che scrivono per i book package sono sempre esordienti o quasi: lavorare all'idea di qualcun altro è un modo per fare gavetta, e con i book package almeno c'è la possibilità (a seconda del progetto) di poter firmare il libro con il proprio nome, al contrario del lavoro di ghost writer. Per essere presi mandi il curriculum con una prova di scrittura e l'agenzia decide se affidarti il lavoro.
Ma si tratta comunque di un posto pieno di svantaggi: il lavoro di scrittura viene pagato indipendentemente dall'anticipo offerto dall'editore e probabilmente senza percentuali sulle vendite (nei link che ho postato ci sono degli esempi), e poi possono licenziarti in qualsiasi momento e continuare a usare il tuo nome, come successo a L.J.Smith con TVD. Non è in alcun modo il tipo di lavoro in cui si lancerebbe un autore che ha già pubblicato, anche solo con discreto successo, un'idea sua.

Notare che anche tutti i vari Piccoli Brividi, Babysitter club erano book package (che in questo caso facevano anche largo uso di ghost writer).


message 5: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4617 comments Mod
Notare che anche tutti i vari Piccoli Brividi, Babysitter club erano book package (che in questo caso facevano anche largo uso di ghost writer).

Di questo ero sicura. :)
Semplicemente non capivo come un editore potesse affidarsi a uno sconosciuto con la certezza che cucini esattamente la zuppa che vuole lui; certo che, se i contratti sono di questo tipo, effettivamente vedo difficile che qualcuno di più chiara fama si cimenti in operazioni del genere.

Una nota: c'è bisogno di book packaging? Voglio dire, la produzione editoriale non è più che abbondante anche senza, e molto direzionata dalle mode? Perchè investire risorse così?


message 6: by Livia (last edited Jun 08, 2012 08:10AM) (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Semplicemente non capivo come un editore potesse affidarsi a uno sconosciuto con la certezza che cucini esattamente la zuppa che vuole lui

Nota che non sono gli editori a costruire i book package, ma agenzie specializzate. Da qui la situazione è inversa: perché un editore dovrebbe considerare il lavoro di un esordiente quando l'agenzia X (dove lavorano persone che conosce, che lavorano nell'ambiente da anni, ecc.) gli garantisce un prodotto vendibile lavorato oltre che da uno scrittore che ha già superato una prima selezione anche da un team che si occupa della costruzione della trama e eventualmente anche di una parte del marketing? (per dire, potrebbe aver già pensato di lanciare una serie di prodotti collegati alla serie, dall'abbigliamento ai videogiochi).

Una nota: c'è bisogno di book packaging? Voglio dire, la produzione editoriale non è più che abbondante anche senza, e molto direzionata dalle mode? Perchè investire risorse così?

Considerando sempre che l'editore vede l'agenzia di book packaging esattamente come vede un autore (= non ci sono spese in più), c'è bisogno di book package sì:
- già detto, l'agenzia progetta la storia perché sia vendibile (contro l'autore che invece ha una sua visione eccetera)
- l'agenzia si propone di sfruttare il progetto iniziato il più possibile: non esiste "sette libri e poi basta", se la serie vende e lo scrittore dei primi sette libri non vuole continuare viene licenziato e l'incarico di continuare viene dato a qualcun altro. Lo stesso, se l'agenzia (e l'editore) pensa che la serie venderebbe di più scegliendo una certa strada anziché quella che vuole prendere lo scrittore, lo scrittore viene licenziato (come successo per The Vampire Diaries e L.J. Smith, di nuovo).
- L'agenzia (come scritto anche prima) spesso offre anche supporto nel marketing.
Questi i primi vantaggi che mi vengono in mente.
Notare che il book packaging nasce prima del boom che ha avuto il mercato della narrativa dei ragazzi con HP e Twilight. Prima quasi tutti i prodotti commerciali erano book package; adesso gli editori sono alla caccia dell'esordiente che possa essere The Next Big Thing oppure cavalcare l'onda dell'ultimo trend, ma sempre attraverso gli agenti, che allo stesso modo (molti, non tutti) cercano di uniformare il prodotto prima di darlo in visione agli editori - proprio come fanno le agenzie di book packaging.


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