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Sisters Red (Fairytale Retellings, #1)
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Gruppo di lettura > Sisters Red: I settimana (14-20 nov): prologo - capitolo 8

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message 1: by Livia (last edited Nov 18, 2011 09:40AM) (new) - rated it 1 star

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Ok, non ce la faccio: anticipo questa discussione di qualche giorno rispetto a quando avrei dovuto aprirla originariamente. D'altra parte siamo in prova, vediamo come funziona.

Alla fine i primi 9 capitoli sono circa il 40% del libro (almeno stando ai conti di Kindle). Mi sono allungata un po', d'altra parte veniamo anche introdotti in un mondo nuovo. Mi raccomando, parliamo solo dei capitoli della settimana, niente spoiler per quelli seguenti.

Cosa succede

Il primo incontro delle sorelle March con i Fenris avviene quando queste sono poco più per bambine. La nonna muore per proteggerle, e a sua volta Scarlett lotta contro il Fenris per salvare Rosie. Sopravvive, ma perde l'occhio destro (o sinistro?) e riporta cicatrici su tutto il corpo.
Circa cinque anni dopo Scarlett e Rosie abitano ancora nella casa della nonna a Ellison (una cittadina della Georgia) e sono cacciatrici di Fenris.
Una sera Scarlett è sola e un Fenris la mette in difficoltà. In suo aiuto compare Silas, un vecchio amico d'infazia e suo compagno di caccia fino a un anno prima, quando ha lasciato tutto per andare a San Francisco.
Silas accompagna Scarlett a casa e lì incontra Rosie. Tra i due, che non si vedono da un anno, nasce subito un'attrazione.
Il giorno dopo Rosie incontra due Fenris; riesce a ucciderne uno, ma l'altro scappa. Il giorno seguente Rosie, Scarlett e Silas si organizzano per trovare e uccidere il Fenris. Riescono, ma nel frattempo scoprono che i Fenris di vari clan stanno arrivando a Ellison perché dalla prossima luna piena un uomo con predisposizione (Potenziale) potrà essere trasformato in un Fenris. Scoraggiati dalla prospettiva della cittadina invasa dai Fenris per un mese, le sorelle e Silas decidono di andare a combatterli ad Atlanta, dove i clan hanno origine. Scarlett pensa così di poter vendicare la sua vita spezzata uccidendo il capo del clan della Freccia, di cui faceva parte il Fenris che ha ucciso la nonna e che ha deturpato lei.
Dopo aver trovato alloggio in un piccolo appartamento fatiscente, i tre cominciano a esplorare la città. Scarlett è scoraggiata dal fatto di non poter attirare i Fenris poiché non può competere con l'avvenenza delle ragazze che frequentano i locali di sera ad Atlanta.
Rosie intanto combatte l'idea che la sua vita sia fatta solo di caccia e si lascia convincere da Silas a prendere lezioni di danza in un community center.

Ecco qualche domanda per dare il via alla discussione. (Rispondete solo a quelle che vi interessano! Non è il censimento.)

I Fenris si ispirano al lupo di Cappuccetto Rosso, ma una delle protagoniste non esita a paragonarli ai licantropi. Cosa pensate della resa di questo mostro in relazione alle fonti di ispirazione?
In particolare, se nell'immaginario comune il licantropo viene ucciso da un proiettile d'argento (o dall'argento in generale), perché nel romanzo (o almeno, fin qui) non viene mai considerata l'idea di combatterli con un'arma diversa dalle varietà di lame usate dai nostri?
Quando un Fenris muore il suo corpo si dissolve, o meglio "esplode in ombra": cosa ci dice questo della sua natura? E il fatto che siano immortali (come, immuni al tempo che passa)?
E ancora sulle fonti di ispirazione (qui Tanabrus dovrebbe essere molto più ferrato di me): i Fenris per il modo in cui cacciano e il modo in cui vengono combattuti e poi uccisi (si trasformano fisicamente nel momento dell'attacco, combattimento corpo a corpo, morendo esplodono), non ricordano vagamente i vampiri di Buffy?

Le vittime dei Fenris sono ragazze giovani e belle. Sono attratti dall'aspetto (Scarlett usa colori vivaci e capelli curati per farsi seguire, ma deve fare attenzione a non far vedere le sue cicatrici) e dagli odori (non quello naturale della pelle ma profumi e fragranze artificiali). Dunque si cibano di gioventù e di bellezza, ma cosa significano gioventù e bellezza in questa storia?
A questo proposito, la recensione delle Book Smugglers che mi ha fatto conoscere questo libro punta il dito contro una scena in cui Scarlett e Silas commentano le ragazze di Atlanta:

His eyes narrow in something between disgust and intrigue, as though he’s not certain if he likes looking at them or not. I want to comment, but I stay quiet. Somehow it feels important to wait for his reaction. Silas finally turns to look at me in the shadows.

“It’s like they’re trying to be eaten, isn’t it? he asks pointedly.

“Can I tell you how glad I am that and Rosie aren’t like them?”

“No kidding.” I grin, relieved. “Rosie could be if she wanted, though. She’s beautiful like they are.”

“Beauty has nothing to do with it. Rosie could never be one of them. Do you really think they’d dress and act like that if they knew it was drawing wolves toward them?”


Il commento di Ana:

"No. NO. NO. NO. NO. JUST NO.

By then, I was beyond uncomfortable, I was downright angry. The meta is thus: the girls should know better. If they knew better, they would change their behaviour and would not be attacked. This is what I read. But this is not what I should be reading.

NEVER, EVER blame the victims. The blame always, always lies with the criminal (or predator)."


Secondo voi l'autrice vuole veicolare questo messaggio? Le ragazze sono colpevoli delle aggressioni e violenze ricevute, per farla breve "se la cercano", vestendosi in un certo modo e assumendo certi atteggiamenti?

Sempre su questo piano, è interessante considerare quante volte le persone vengano paragonate al cibo, anche al di fuori del contesto della lotta contro i Fenris (secondo Rosie, nel capitolo 4, le ragazze al grocery store guardano Silas come se fosse un carrello di dolci).

Relazioni tra i personaggi.
Le sorelle vivono una vita di ossessioni: per Scarlett la caccia ai Fenris, per Rosie il debito verso Scarlett. Entrambe parlano della rabbia e della rovina di Scarlett per le cicatrici che porta in volto e sul corpo. A vostro parere quanto le ragazze sono effettivamente conscie delle proprie ossessioni e quanto delle ossessioni dell'altra? Secondo voi l'autrice riesce a mostrare i conflitti interiori delle due?
I nomi delle sorelle sono legati al rosso e al carattere delle due: per Scarlett un tono più cupo, per Rosie uno più sereno. Secondo voi c'è la possibilità che si vada incontro a un ribaltamento delle cose? Inoltre Rosie e Silas chiamano Scarlett "Lett", lasciando da parte "Scar", cicatrice. Scarlett non fa mai notare questa "gentilezza" da parte dei suoi cari, secondo voi come la vive? Peggiora o migliora le cose per lei?
Il rapporto tra Rosie e Silas muta istantaneamente nel momento in cui si rivedono dopo l'anno in cui quest'ultimo era in California. Silas rimane affascinato da Rosie perché in quell'anno si è fatta donna, e Rosie dal canto suo comincia a vedere Silas come interesse romantico proprio perché non più bambina. Ma cosa sappiamo della loro relazione prima dell'anno di lontananza? La mutua attrazione tra i due è basata solo sull'aspetto fisico? In generale come vi sembra gestito lo sviluppo della romance?

Plot e background.
Il piano di spostarsi ad Atlanta è pratico, ha possibilità di riuscita? E in particolare, cosa sperano di ottenere i tre, oltre alla vendetta di Scarlett sul capo del clan della Freccia?
Le sorelle March si sostentano da cinque anni vendendo la roba che trovano in casa ed eventualmente facendo qualche lavoretto. Sono riuscite sempre a evitare che le istituzioni venissero a scoprire che non hanno un adulto che si occupa di loro. Secondo voi questa situazione è credibile?
Il vecchio padre di Silas era la fonte di informazioni per le sorelle March per i Fenris. In tutto questo, perché Silas è diventato cacciatore? Solo per affetto nei confronti delle sorelle?


Tanabrus Oooh!

Plot e background
E' la cosa che più mi ha dato fastidio. O quasi.
L'assenza di realismo (che deve sempre essere presente, tarato sulla realtà fantastica quanto si vuole del libro) mi ha colpito allo stomaco. E forte.
Ricapitoliamo: le due bambine vivono in una casetta sperduta nel bosco assieme alla nonna (la mamma no, è in giro per il mondo a rimorchiare fustacchioni). Arriva il lupo cattivo. La nonna, una pratica e sbrigativa tedesca, lo riconosce,gli sbatte la porta in faccia e cerca di far nascondere le bambine. Il lupo entra, la uccide, squarcia per bene Scarlett che però riesce a coglierlo di sorpresa e a ucciderlo. Ok.
Poi le due bambine in qualche modo ingannano l'intero apparato sociale americano fingendo che la mamma sia con loro. Scompaiono dal mondo, e nessuno le cerca.
Ok, fino a qui volendo posso anche crederci.
Ma se siamo in una piccola cittadina, abitata da boscaioli (che si costruiscono le proprie camere da soli e creano case tipo gli elfi di Feist... please...) e da gente comune che ha avuto l'emozione della vita con la tragedia delle due sorelline (con la nonna sbranata da un cane selvatico che ha sfondato il portone, come no), nessuno si accorge che le due si presentano tutti i mesi da qualche losco figuro a vendere pezzi di mobilia e vestiti? Suvvia, c'è un limite a tutto.
Capisco che si volesse mantenere il parallelo con la favola, ma qui si esagera. E moltissimo.
(Silas penso sia diventato cacciatore perché, come ripetono tutti più volte, una volta che sai la verità non puoi tornartene semplicemente alla condizione precedente. Se sai che il mondo pullula di licantropi travestiti da uomini, e sai che in pochi sapete e potete combattere, il senso di responsabilità ti porta a lottare. O almeno così accade nei libri e nei telefilm.)
Il piano di andare ad Atlanta e di far fuori più Fenris possibile è una vaccata. Ma del resto si tratta di un ragazzino che ha fatto per un anno una vita seminomade (e ha tratto vantaggio della malattia paterna per fregare i fratelli) e di due ragazzine adolescenti per le quali la vita ha un raggio di pochi km. Fatti a piedi. Non penso abbiano una grande capacità di ragionamento logico.

Relazioni tra personaggi
La relazione tra Scarlett e Rosie è complicatissima.
Scarlett è marchiata indelebilmente, e lo ha fatto per difendere (anche) la sorellina. Vorrebbe continuare a proteggerla per sempre, ma allo stesso tempo per sopravvivere (proprio mentalmente) ha bisogno delle ultime due persone "di famiglia" che le rimangono: Rosie e Silas.
Rosie d'altro canto è consapevole della cosa, e pure del fatto che senza Scarlett lei ora sarebbe stata mangiata dal lupo. Quindi l'affetto e il debito la tengono ancorata a una vita che non fa per lei e che non le piace. Lo fa per dovere, ma vorrebbe una vita normale.
Silas è come Rosie (ma non sappiamo le sue vere motivazioni per la caccia, probabile c'entrino le sorelline) ma non ha debiti e si è potuto prendere un anno sabbatico, si può concedere una vita oltre quella vita di caccia.
Francamente il tutto mi ricorda le discussioni senza fine tra l'Osservatore Giles e le Cacciatrici Buffy e Faith. Giles le voleva ligie al dovere, sempre impegnate nella caccia ai vampiri. Come le altre cacciatrici della storia. Faith cacciava invece solo per divertimento, e per divertimento faceva ogni altra cosa volesse. (Poi il tutto nascondeva seri problemi, ma si divaga) Buffy invece era una vita di mezzo: consapevole del proprio dovere, sapeva di dover passare la vita a uccidere non morti. Ma voleva anche cercare in tutti i modi di mantenere una vita vera, una vita sociale: liceo, università, amici, ragazzi. La differenza probabilmente tra Rosie e Buffy è l'assenza del gruppo di amici (e di una vita normale prima della trasformazione).
Il romance comunque è abbastanza triste (ma vabbé, non è certo la parte che prediligo. Sopratutto se si parla di una ragazzina al primo amore. Almeno però i toni alla Twilight hanno una giustificazione, vista la vita da suora fatta finora).

Vittime
A questa cosa non avevo dato importanza. Effettivamente, vista da un certo punto di vista, la critica è condivisibile. E' evidente la critica alle ragazze di un certo tipo.
Però alla fine è quasi lo stesso messaggio della storia originale da cui si prende spunto (Cappuccetto rosso serviva a insegnare alla bambine a non fidarsi degli sconosciuti, a non dar loro confidenza, a seguire alla lettera gli ordini dei genitori).

Fenris
L'unica cosa buona del tutto è il nome scelto per i lupi, Fenris, il docile lupacchiotto della mitologia norrena.
Per il resto... capisco il voler placcare da vicino la favola, ma renderli vittime del fascino dei colori sgargianti? far vestire di rosso le vittime? Tristezza a pacchi.
E poi, vogliamo parlare di questi licantropi completi (forma umana, forma ibrida, forma lupina) che pur essendo forti, veloci e letali sono sconfitti tranquillamente da un paio di adolescenti privi di poteri particolari?
E peggio ancora, un dettaglio che mi ha fatto cadere le braccia (mi trattengo giacché qui ci sono delle signore), introdotto negli ultimi capitoli letti: sono pochi, quindi l'arrivo di un Potenziale è un evento talmente importante da aver attirato in città membri di tutte le sette. Nugoli di Fenris.
Bene.
Ora, se sono così pochi che un nuovo Fenris scatena tutto questo putiferio, come diavolo è possibile che nessuno abbia notato "toh, in questa cittadina e nei suoi dintorni muoiono nostri associati come mosche... andiamo lì in massa e scopriamo che accade"?
Un nuovo Fenris fa mobilitare tutti, CENTO Fenris morti in qualche anno nella stessa zona non insospettiscono nessuno?
Puttanata clamorosa, in grado di distruggere libri molto più solidi e ben fatti di questo.
Epic fail.

(Per quanto riguarda la loro morte, penso che questi Fenris siano un incrocio tra la mitologia del licantropo (al riguardo, chi vuole un buon libro può leggere L'ultimo licantropo di Duncan) e quella del vampiro. Da sempre infatti il vampiro è immaginato incenerito dalla luce solare (o, a seconda del tempo e del luogo, anche dalla morte). Da qui secondo me arriva la morte "senza traccia" dei Fenris.



In definitiva, per quanto mi riguarda il libro al momento è abbastanza orrido per:
-sorelle che vivono da anni beffando il sistema sociale e nel frattempo sopravvivendo con la vendita di pezzi della casa
-romance tra una ragazzina al primo amore e il bel (?) ragazzone macchina-dotato con cui è cresciuta (e la storia col quale potrebbe uccidere la sorella)
-Licantropi uccisi a sciami da una ragazzina priva di poteri. E adescati come idioti con un mantellino rosso e una treccia.
-Licantropi così rari da scatenare raduni di massa per l'arrivo di UN nuovo Fenris, ma nessuno fa nulla con CENTO licantropi uccisi dai due ragazzini nei boschi.

Assurdo.


Tintaglia | 4616 comments Mod
Premesso che Livia mette in luce dettagli cui non avevo prestato attenzione (il diminutivo di Scarlett, che lascia fuori con delicatezza la parte che la ferisce, "Scar"), probabilmente perchè il romanzo sta facendo l'unica cosa che un romanzo non mi deve fare: mi annoia a morte.

Riassumo le mie impressioni fin'ora, fate salve le vostre osservazioni, soprattutto quelle di Tan sulla scarsa credibilità di elementi anche fondamentali della trama:

- L'AMBIENTAZIONE: assolutamente indefinita sia nel tempo che nello spazio: e con "indefinita" non intendo l'indefinito fiabesco del "C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano lontano...", cosa che sarebbe cascata a fagiolo, ma nel senso di "io ci metto qualche elemento moderno, facciamo che è l'America rurale di oggi, ma non troppo, altrimenti mi tocca far usare armi da fuoco e togliere tutte le scene di combattimento " (> a domanda rispondo: secondo me è questo il motivo fondamentale, ma magari sono troppo cinica) "e mettere dentro, chessò, computer e cellulari, che non saprei come gestire - perchè vuoi che i Fenris non vadano in rete e non scoprano le nostre cacciatrici?" (Anche qui, come nota Tan. ne spariscono una media di venti all'anno, tutti nella stessa zona, e nessuna delle bestiole si mette il problema...).
D'altra parte, abbiamo due ragazze che vestono regolarmente Jeans e maglietta (e devo capire come Rosie si porti dietro i coltelli. Deve avere pantaloni davvero peculiari), ma nessuno (tantomeno i Fenris) si stupisce che zompettino in giro con mantelline scarlatte. Mah.

Quindi: ambientazione indefinita e in certi punti, a mio giudizio, contradditoria.

E personaggi che le tengono dietro.
I PERSONAGGI: è vero, le due sorelle sono ossessionate, ma non la vedo, non la sento: e trovo quantomeno anomalo il comportamento di Scarlett: ti fai massacrare a dodici anni per proteggere tua sorella, ma ne vuoi fare una cacciatrice comunque, e la usi come esca: certo, mettendoti molti problemi, ma lo fai. Ora, a rigor di logica, se odiassi e temessi i lupi così tanto, io spedirei mia sorella al college dall'altra parte del Paese, la armerei peggio di un mercenario, MA NON LA FAREI CACCIARE NEMMENO PER ERRORE. Perchè, scusate, ma possono mettere tutte le ingenue ragazze del mondo su un piatto della bilancia, ma mia sorella sull'altra peserebbe comunque di più.
Mi sembrano personaggi nel complesso molto banali, della profondità di pozzanghere: fammi vedere gli incubi di Scarlett, come vedevo quelli di Katniss, come immaginavo quelli di Peeta.
Silas, invece, mi sconforta come personaggio: lo trovo piovuto dal cielo (nel vero senso della parola: la sua prima apparizione come Deus ex machina durante un combattimento che sta andando male per Scarlett mi ha depresso) giusto per fornire il materiale per il romance e le tensioni all'interno del gruppo. Tensioni, anche qui, che non sento, semplicemente leggo.

IL ROMANCE: neanche volendo potremmo mettere in campo una storia più banale. E aggiungerei: più basata sull'aspetto fisico, che sembra l'unico tema ricorrente nel romanzo, che altro. Silas si accorge di Rosie perchè è "cresciuta". Rosie di Silas perchè... mah... probabilmente non vede un essere umano di sesso maschile più di una volta al mese, e l'ormone corre.
Negano con sè stessi l'attrazione, ma c'è la pelle d'oca quando si trovano l'uno in presenza dell'altro.

...ma DAI! Basta! Tutto visto, rivisto e stravisto!

IL NEMICO: oltre alle note fatte da Tan, che condivido, aggiungo: ma questi lupacchiotti (lenti, tra l'altro, e non troppo forti: altrimenti ti voglio vedere a buttar giù un lupo con un coltello - ti voglio vedere sopratutto a tener testa a due o più...) come campano? Nel senso: sono sempre attraenti e ben vestiti (devono attirare le prede), frequentano i locali, viaggiano da un punto all'altro del Paese. Come lo fanno, in pratica? Come sono organizzati, a parte i branchi?
Due note dolenti, inoltre: mi irrita la questione del "morso che toglie l'anima, quindi il lupo diventa cattivocattivo e caccia le fanciulle giovani e attraenti" (ma non innocenti: caccia le Libellule, le ragazze che, appunto, si truccano a profumano, si mettono in mostra, vogliono una vita sessuale attiva): che senso ha, se il lupo stesso non può scegliere cosa essere o cosa fare? Che senso ha rimarcare che vogliono spaventare la vittima (e qui altro dubbio: son tutti raffreddati, che con l'olfatto da canide non sentono che Scarlett e Rosie NON HANNO PAURA?): se sono lupi non gli interessa il tormento della vittima, se sono umani (anche solo parzialmente) è troppo facile dire che "perdono l'anima": non te la puoi cavare così, cara.
Secondo punto che mi infastidisce è, appunto, il dissolversi in ombra. Un vampiro di solito si dissolve in cenere perchè viene bruciato dal sole, o perchè ha vissuto talmente a lungo che la morte definitiva disintegra quello che di corporeo è rimasto. C'è un motivo.
Un licantropo no, ha carne e sangue con cui avere a che fare. Quindi, a mio (imperfidito) parere, i lupacchiotti si dissolvo in ombra perchè così le nostre ragazze non hanno il problema di... ehm... "disporre" dei corpi. Cento corpi in un raggio di pochi chilometri. Un problema in meno per loro, un problema in meno per l'autrice.

E siccome il raffreddore recede, e oggi mi sento buona, sorvolo sul fatto che credo che tutti abbiamo capito che sia il fortunello candidato diventare lupo, e sulle due occasioni in cui le nostre eroine si fanno vedere (o un lupo viene visto) ma i testimoni (l'autista dell'autobus, la ragazza tenuta in ostaggio, e il ragazzo incaricato di portare prede) penseranno di aver sognato o avuto un incubo. In pieno giorno. Capitasse a me, cambierei spacciatore, perchè dovrei 1) essere drogata; 2) esser drogata di roba veramente cattiva.

Notazione sulle libellule: quello che a me ha colpito è il misto di attrazione e disprezzo con cui le guarda Silas: perchè disprezzo? Perchè mostrano la loro bellezza, ma non per scopi più nobili del mostrarsi stesso, dell'essere graziose e piacevoli, del giocare il gioco del corteggiamento?
Rosie non sarebbe mai così: certo, è bella, ma la sua bellezza ha uno scopo più alto, quindi Silas può sentirsene attratto senza provare disgusto?
Ha messo molto a disagio anche me come brano, ma ribadisco: più per la reazione di Silas che per altro.


Tanabrus Insomma, per ora 'sto libro è un successone :D


Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Intervengo adesso anche con i miei commenti (anche se penso che dalle mie domande si sia capito un po' da che parte sto, eh?).
Devo ammettere che non sono rimasta per nulla entusiasta da questi primi capitoli. Noia, sì, ma soprattutto imbarazzo per la superficialità e la pigrizia con cui l'autrice affronta ogni singolo aspetto della storia: personaggi, relazioni, ambientazione, plot, e ancora di più l'elaborazione del retelling, che sarebbe il motivo per cui questo romanzo (e la trilogia di cui fa parte) è stato scritto in primo luogo (immagino).
Durante la lettura ho avuto l'impressione che ogni azione dei personaggi e ogni evento stesse lì solo perché l'autrice ne aveva bisogno per far funzionare la storia che aveva in testa. (Esempio: ci spostiamo ad Atlanta in un mini appartamento... no, il piano non ha alcun senso, però ne ho bisogno perché così Rosie e Silas si trovano a vivere a stretto contatto). Mentre io preferirei avere la storia da leggere, non le intenzioni dell'autrice. (E, notare, Sisters Red non è l'esordio di Jackson Pearce).

Ripartiamo dal retelling e dalla mancata elaborazione: come dice Tanabrus troppe cose stanno lì solo per attinenza con la fiaba e dentro la storia non risultano credibili. Mi sembra che la Pearce si sia data il compito di rievocare la storia senza dare una rilettura personale, andando a cambiare solo i dettagli (due ragazze anziché una sola, big deal). Ma anche senza analizzare Cappuccetto Rosso su più livelli di lettura! Dunque sì, i Fenris rappresentano i predatori sessuali, ma le vittime sono solo donne, e solo donne belle -- senza considerare che la bellezza nelle fiabe rappresentava il bene e la purezza e l'innocenza e quelle cose lì, che magari in un contesto reale oggi verrebbero rappresentate in modo diverso, perché ora non venitemi a dire che le donne vittime di violenze sono solo donne belle e giovani. E soprattutto, non venitemi a dire che sono solo donne.
Il disgusto nei confronti delle Libellule poi magari non è un intenzionale colpevolizzazione delle vittime, ma, almeno a mio parere, solo un'ennesima dimostrazione della superficialità della Pearce, che letteralmente non si rende conto di quello che scrive, e dà per buona una mentalità che per anni ha avuto la meglio ma che oggi è l'ultima cosa che si vuole sentire da un'autrice di romanzi dedicati alle ragazze. Altro che empowering! Va bene se sei una badass che caccia i Fenris, ma se ti piace andare a ballare col trucco e il parrucco no, devi mortificare la tua persona, altrimenti se ti capita qualcosa, be', è perché te lo meriti. E secondo me questo è un messaggio diverso da quello della fiaba, quello di essere avveduti perché nel mondo esistono i pericoli.

Per quanto riguarda il plot, Tanabrus ha fatto delle ottime osservazioni. Il piano "non possiamo affrontare tanti Fenris a Ellison, quindi andiamo ad Atlanta dove ce ne sono ANCORA DI PIU'!!!" non ha alcun senso, ma anche il comportamento dei clan dei Fenris soffre moltissimo di una spiccata idiozia di fondo.

Quanto all'ambientazione, è possibile che alcune cose in realtà siano credibili per la realtà americana e non per la nostra (pensare tutti i ragazzi che smettono di andare a scuola prima dei 16 anni, da noi sarebbe molto più difficile da spiegare). Ma visto l'andazzo generale, penso che siano solo ulteriori trovate dell'autrice "perché sì".

e mettere dentro, chessò, computer e cellulari, che non saprei come gestire - perchè vuoi che i Fenris non vadano in rete e non scoprano le nostre cacciatrici?

Questo, assolutamente! Mi sono dimenticata di accennare alla strana assenza della tecnologia.

I Fenris:
(e qui altro dubbio: son tutti raffreddati, che con l'olfatto da canide non sentono che Scarlett e Rosie NON HANNO PAURA?)

No, perché apparentemente sebbene siano creature naturali barra animali, l'olfatto lo usano per roba tipo profumi da supermercato.

Sull'esplosione in ombra:
Quindi, a mio (imperfidito) parere, i lupacchiotti si dissolvo in ombra perchè così le nostre ragazze non hanno il problema di... ehm... "disporre" dei corpi. Cento corpi in un raggio di pochi chilometri. Un problema in meno per loro, un problema in meno per l'autrice.

E' esattamente quello che ho pensato io. Sebbene sia possibile che la Pearce si sia documentata sulla mitologia di licantropi e vampiri (anche se non ci credo tanto), penso che il dissolversi del cadavere sia solo una soluzione di comodo. Devo dirlo: per essere un romanzo con un'impostazione così cruenta (la protagonista piena di cicatrici, i combattimenti corpo a corpo con i coltelli) sento veramente poco la realtà della violenza e della morte: è tutto molto pulito, e il fatto che i cadaveri di fatto non esistano è un punto fondamentale in questo; le protagoniste di fondo non devono mai confrontarsi con la loro natura di assassine. Onestamente la trovo una visione troppo infantile per trovare spazio nella YA (con tutto che nei paranormal romance si è visto di peggio), spero che nel resto del romanzo compaia almeno un altro punto di vista.

Sui personaggi e le relazioni non mi dilungo perché non li trovo credibili o ben sviluppati in alcun modo. Piatti, piatti, piatti. E per lo più parlano con la voce dell'autrice: l'ossessione di Scarlett viene riconosciuta e bollata come tale nei capitoli col suo PoV, ma Scarlett continua a comportarsi come se non ne fosse conscia. Non c'è un vero conflitto.

E aggiungerei: più basata sull'aspetto fisico, che sembra l'unico tema ricorrente nel romanzo, che altro.

Decisamente, non c'è altro. Se alla fine Scarlett dovesse scoprire che uuuuh, la sua vita non è irrimediabilmente rovinata dalle cicatrici, scoppierei a ridere, perché per il resto del romanzo tutti (non solo lei nel suo complesso) non hanno fatto altro che affermare che la bellezza è l'unica cosa che conta.

sorvolo sul fatto che credo che tutti abbiamo capito che sia il fortunello candidato diventare lupo

Come se ci fossero molte possibilità... LOL. (Sempre che a sorpresa non sia il fratello citato 2 volte.)


Tanabrus Sorprese in questo libro? La vedo dura...

(comunque ho il terrore di cosa possa fare l'autrice (è una donna???) con Hansel e Gretel, e con la Sirenetta è_é)


Tintaglia | 4616 comments Mod
Tanabrus wrote:

(comunque ho il terrore di cosa possa fare l'autrice (è una donna???) con Hansel e Gretel, e con la Sirenetta è_é)"


Io no. Non temo i libri che non mi vedranno nemmeno col cannocchiale. :P

@Livia: sulla tecnologia: se l'autrice avesse detto "siamo nell'America rurale degli anni '60-'70-'80", avrei capito e giustificato: ci sono le automobili e non i cellulari, ci sono i telefoni fissi e non internt. Ma così, dove siamo? Quando siamo? In un luogo magico in cui c'è l'auto di Silas che ti fa comodo, ma non il PC perchè altrimenti hai problemi a gestire la tua farraginosa storia? Ma insomma!


Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Insomma, questo libro è Gli occhi del cuore della YA fantastica americana, eh?

Tanabrus wrote: "(comunque ho il terrore di cosa possa fare l'autrice (è una donna???) con Hansel e Gretel, e con la Sirenetta è_é)"

Anzitutto... cerchiamo di finire questo (siamo al 40%, ma abbiamo ancora 3 settimane davanti a noi!). Poi se ci tieni puoi sempre immolarti e poi venirci a raccontare cosa succede nel resto della trilogia. *grin*

Ancora sulla tecnologia, in risposta a Tintaglia:
la cosa straordinaria è che... Jackson Pearce è del 1984. Immaginare computer e cellulari nell'equazione dovrebbe essere la via facile.
Per quanto mi riguarda non amo molto che la narrativa YA contenga troppi plot device legati alla tecnologia del momento (l'uso di Facebook in Paper Towns mi fece un po' storcere il naso) perché possono anticipare la data di scadenza di un romanzo altrimenti buono; tuttavia non è possibile - non in un contempYA, ma soprattutto non in uno YA fantastico, dove l'ambientazione realistica deve contrapporsi a quella soprannaturale - rimanere così sul vago. Non penso che il romanzo sia ambientato negli anni '80, penso che il suo sia un ritratto molto sciatto della provincia americana di oggi (degli stati del sud in particolare), privata di qualunque dettaglio che la possa identificare.

Oh boh.


Tintaglia | 4616 comments Mod
Non penso che il romanzo sia ambientato negli anni '80, penso che il suo sia un ritratto molto sciatto della provincia americana di oggi (degli stati del sud in particolare), privata di qualunque dettaglio che la possa identificare.
Oh, ma neanch'io faccio credito alla Pierce di nulla più che incapace sciatteria; esponevo come avrei risolto io il problema (?) tecnologico, ammesso che problema sia. ^^

Io ce la vedo, che fa esplodere in oscurità (...) l'ennesimo lupacchiotto, ed esclama "E questa è OTTIMA!" XD

Sulla tecnologia: è vero, può eccelerare una data di scadenza, ma solo, a mio parere, se il romanzo NON è buono: se lo è, rimane una fotografia del momento in cui è stato scritto e/o ambientato, o un ottimo indicatore (appunto) di tempo e luogo: metti un juke-box, descrivi un drive in, fa' parlare i personaggi in chat. Non è tutto, ma aiuta a definire il fatto che sono tutte epoche diverse, come combattere con un mitra o una spingarda.

Anzitutto... cerchiamo di finire questo (siamo al 40%, ma abbiamo ancora 3 settimane davanti a noi!).
Il che mi ricorda che è il momento di fare i compiti. :P


Tanabrus Nope. Da domani :P


Tanabrus Per la nonna tedesca, ho la brutta impressione che abbia pensato "ehi, metto che la famiglia ha un piede anche nella Germania, così il tutto risulterà molto più "Grimm" e magari qualcuno penserà che alla fine è normale che caccino mostri".

Un po' il concetto che è stato sviluppato (bene) nella serie Grimm in onda adesso in America.
Solo che qui la cosa è appena accennata, senza spiegazioni di sorta, senza niente. Solo per giocare, probabilmente, con le sensazioni del lettore. O forse neanche, comincio a dubitare che Pearce arrivi a tanto... magari era solo un'associazione mentale avvenuta nella sua mente. Cacciatori di mostri delle favole, Grimm, Germania.

:(


message 12: by Livia (last edited Nov 20, 2011 10:37PM) (new) - rated it 1 star

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Anche secondo me la nonna tedesca era un richiamo ai Grimm. E vista la profondità di questo legame a questo punto non mi stupirei se il cognome March fosse effettivamente un richiamo a Piccole Donne (solo perché... Be', loro erano sorelle, e anche Scarlett e Rosie lo sono...ish).

(Il mito della caverna lo avevo praticamente rimosso, "ah, era in questo libro?"... Lol)

In ogni caso non ho visto la morte della nonna come "black man dies first" per via del suo ruolo (il genitore che viene a mancare) e anche perché in generale se vieni da quelle parti dell'Europa non vieni considerato una minoranza scomoda da includere ma anche no per il politically correct.
(Compare qualche altro personaggio facente parte di una minoranza? A me non sembra ma non sono rimasta molto sulle descrizioni. Onestamente da una scrittrice della Georgia in un romanzo ambientato inn Georgia non mi aspetto molto.)


Tintaglia | 4616 comments Mod
Io ho visto la morte della nonna come la ripresa pari pari di Cappuccetto Rosso.
La nonna schiatta là e schiatta qua. Nient'altro.
Ma non do credito alla Pierce di particolari, raffinati intenti, quindi magari mi è sfuggito qualcosa di più profondo.

Sulla Georgia... Onestamente, ma se non l'avesse scritto, avreste detto che era la Georgia e non il Maine, o l'Alaska, o la Louisiana? Nemmeno casa sua sa descrivere? [Livia, non è che non tis ei soffermata tu sulle descrizioni: mancano proprio]

@Diana: ...ecco, la citazione delle sorelle March mi era scivolata addosso. Adesso un'altra cicatrice si aggiunge alla mia anima di lettrice. T.T

...


Tanabrus Questa m'ha quasi fatto strozzare coi biscotti

Quindi, abbiamo una vincente rivisitazione delle favole, uno stile diretto e brutale (beh, brutale è brutale. Più che altro nei confronti del genere e della scrittura...), la nascita di un tenero sentimento tra Silas e Rosie (e noi che vedevamo solamente pura attrazione fisica, brutti malfidati maldicenti che non siamo altro!), il mondo creato dalla Pearce è pericoloso (io avrei detto stupido, illogico, ridicolo, sfumato, abbozzato. Ma pericoloso... evidentemente le morti sono solo nei pressi delle March, altrimenti ormai tutto il mondo saprebbe che qualcuno fa quantomeno sparire giovani ragazze di bell'aspetto).

Spero non abbia letto il libro e si sia limitata a segnalarne l'uscita.


message 15: by Livia (new) - rated it 1 star

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
L'articolo è inserito nella categoria "Recensione libro", quindi non penso sia inteso come semplice segnalazione, tuttavia non è la prima volta che pure io rimango perplessa davanti alle recensioni di quel sito (e di altri) che hanno più il sapore di un comunicato stampa che quello dell'opinione personale di un lettore. Vado leggermente OT, ma personalmente preferisco una recensione che comincia con "Questo libro mi è piaciuto perché...", scritta con una lista della spesa, piuttosto che 10 paragrafi di parole amate dai pubblicitari enfatizzate in grassetto.

In ogni caso il libro è piaciuto (vedi anche recensioni su aNobii), secondo me a fine lettura possiamo anche chiederci (nel caso, ecco, non ci ricredessimo) perché. :)


Tintaglia | 4616 comments Mod
@Tan: L'abitudine di pescare recensioni demenziali a libri orridi chi te l'ha passata? :P

[Ah, Sceicco Bastardo, quante cose ci hai insegnato!]

@Livia: sul quanto è piaciuto possiamo riflettere, ma ammetto che mi piacerebbe aprire una discussione anche su quanto ci "fidiamo" delle recensioni su siti come Goodreads, Anobii, IBS, o su quanto tendiamo a... fare la tara, ecco.

Comunque, mi mancano 16 e 17; domani, se riesco, do il via ai combattimenti. ^^


Tanabrus Anche a me mancano quei due capitoli!!! (O forse anche il 15, non ricordo...)

Comunque io non mi fido delle recensioni di chi non conosco. O almeno, di chi non la pensa come me in generale sui libri (dò un'occhiata alle recensioni passate e vedo se siamo compatibili o meno... qui su Goodreads ho scoperto che ti fa il confronto automatico, ordinabile per affinità crescenti o decrescenti. Davvero utile)


message 18: by Yuko86 (last edited Nov 22, 2011 01:28PM) (new) - rated it 4 stars

Yuko86 | 365 comments Ragazzi, a leggere i vostri commenti mi sento uno schifo perchè... a me è piaciuto molto=.= Mi sento una pulce, perchè io, quando leggo, non faccio caso a tutte le cose cui fate caso voi, diciamo che leggo più col cuore che con la testa (quando leggo però in inglese faccio più caso a certi particolari perchè mi devo concentrare di più nel leggerlo).


Tanabrus Neanche io avevo letto in una certa maniera la discussione sulle Libellule ;)
Però odio la mancanza di logica all'interno di una storia, e al momento di logica ne trovo poca proprio nell'ambientazione e nel rapporto con i villain.

Cioè, sembra di vedere (per le azioni di caccia) una Cacciatrice di Whedon all'opera contro nugoli di vampiri. Ma lei li sconfiggeva in quanto dotata di arcani poteri nati all'alba dei tempi assieme ai vampiri. Scarlett è solo una ragazzina che ha passato anni ad addestrarsi per essere al top della forma. Autodidatta nel combattimento. E da sola sconfigge più fenris. Che sarebbero più forti, veloci e feroci di qualunque umano.
No, affatto logico.

L'unica cosa che per ora mi piace del libro è una cosa che non dico, visto che viene approfondita nella seconda tranche di capitoli e quindi la dirò quando Tintaglia avrà aperto il nuovo topic.


Poi, oh!, per lo stesso motivo per cui ti è piaciuto questo libro, mi è piaciuto "La mano sinistra di Dio". Che ho finito in un boccone, e per colpa del quale ho passato giorni a chiedermi perché mai mi fosse piaciuto così tanto visto che non aveva buchi logico-narrativi, aveva crateri nei quali uno poteva sprofondare senza nemmeno accorgersene. E tuttavia mi aveva catturato in maniera totale...


message 20: by Livia (last edited Nov 22, 2011 02:55PM) (new) - rated it 1 star

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Yuko86, per quanto mi riguarda, non credo che avrei notato metà delle cose che ho notato se non avessi letto il libro con la precisa idea del gruppo di lettura e della responsabilità di gestire una discussione su una parte della storia. E molte altre cose le ho notate in seguito solo perché sono state notate dagli altri.

E ancora: io sono partita conoscendo già due o tre cose sulla ricezione del libro in rete (una è la recensione delle Booksmugglers che ho segnalato), ero già cosciente di quello che avrei potuto trovare e di quello che avrei potuto cercare. Non necessariamente per criticare il libro, ma quantomeno per discuterlo.

In ogni caso sono io stessa sorpresa del risultato (non avendo mai partecipato così attivamente a un'iniziativa di questo genere). Sono sorpresa perché anche io di fronte ad alcune recensioni o discussioni su romanzi che ho letto mi trovo spesso a pensare: "Ah, ma tutte queste cose io non le avevo notate / ma ho veramente letto questo libro?" E poi eventualmente mi trovo anche in disaccordo, perché magari a me il romanzo è piaciuto e al recensore no o viceversa. Penso che tutto sommato sia normalissimo.
Questa è un'ottima occasione, a mio parere, per incontrare diversi modi di leggere, e anche per imparare a leggere in modo diverso. Cosa che non va a modificare l'opinione che si ha di un romanzo, ma che anzi può fornire gli strumenti per comprendere meglio perché e in cosa un certo romanzo ci piace. (Che è una cosa che a me interessa tantissimo, non avendo la più pallida idea di che cosa mi piaccia leggere.)

E poi ecco, così abbiamo la possibilità di fare un po' di show off di quante voci di TVTropes sappiamo citare a memoria. (Io a causa di un piccolo errore sono a 0, ovviamente.) ;)


Tintaglia | 4616 comments Mod
@Yuko: io trovo invece molto bello avere una voce fuori dal coro. :)
Tanabrus e io combattiamo ancora all'arma bianca per Alice nel paese della vaporità, ed è molto più interessante sentire anche altre campane.
Fatto salvo che per me Sisters red è una penitenza, e che dubito di cambiare idea. ^^
Inoltre sono d'accordo con livia: anch'io leggo per la prima volta insieme ad altri, e la discussione porta alla luce aspetti diversi sia del romanzo che del mio stesso modo di leggerlo: è una cosa davvero affascinante. ^^


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