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Intorno ai libri > Why So Few Gay Characters in Teen Fiction?

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message 1: by Livia (last edited Nov 12, 2011 09:10AM) (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
L'articolo accenna alla vicenda #YesGayYA. Per ulteriori informazioni e maggiore chiarezza consiglio il roundup di cleolinda con i vari articoli, post, tweet in risposta del primo articolo su Genreville.
Tra questi c'è un interessante post di Malinda Lo sui numeri della letteratura LGBT nello YA.

Apparentemente gli YA con protagonisti lgbt (ma eventualmente anche comprimari) non vendono abbastanza (a riassumere la vicenda il grido di tutti gli autori ed editor e agenti è stato "comprate YA lgbt"), e da qui poca richiesta. Non vendono abbastanza, almeno, per poter contrastare i problemi che incontrano nella loro diffusione: le associazioni dei genitori (e non solo) che si battono per bandire tali libri dalle biblioteche e dalle scuole, dai programmi di lettura eccetera.
Gli editori (e gli editor, e gli agenti) non sono bigotti, semplicemente guardano alla vendibilità.

Insomma ho l'idea che ci vorrà ancora un sacco di tempo perché i lgbt siano i nuovi vampiri. (Onestamente, non me lo auguro neanche in generale, considerando il trattamento ricevuto dai vampiri, e dalle distopie, ecc.; eppure cerchiamo di pensarlo come un genere.)

Sempre che non salti fuori un libro che funga da apripista come Twilight o The Hunger Games. Ma deve davvero essere una bomba. (Considerando che una delle serie di maggiore successo paranormal, i Mortal Instruments della Clare, ha un comprimario gay eppure la rivoluzione non è avvenuta, forse c'è bisogno di qualcosa di più).

(Tenderei però a separare la letteratura slash da quella lgbt: la prima prende dei beau, dei bishonen, e li mette insieme al di là dell'orientamento sessuale -- ci sta che in alcune storie sia affrontato il coming out eccetera, ma in generale non c'è la pretesa di realismo che ha la letteratura lgbt.)


message 2: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Sistemato il link nel post precedente, grazie.

Intanto, una lista di libri YA con personaggi LGBT, protagonisti o comprimari (solo sf/fantasy, e comunque non completa).

Non so come considerare le basse vendite in relazione a libri che hanno personaggi lgbt secondari e che in generale non sono narrativa lgbt. Di fondo il problema delle autrici dell'articolo di Genreville era quello, le agenti volevano straigth-izzare un personaggio lgbt che però era comprimario (le agenti poi hanno un'altra versione, vedi post di cleolinda). Quindi possiamo davvero dire che i libri non vendono anche se gli lgbt sono secondari? Forse sono gli editori a fare questo collegamento, e invece dipende solo dai (pochi) titoli in circolazione, che magari non hanno avuto la pubblicità giusta o altro? (Di nuovo: la trilogia - ora quadrologia - di Cassandra Clare è un NYT Bestseller, lei vende.)
Non lo so :(

In ogni caso, no, non penso che il romanzo che potrebbe far esplodere il trend debba essere necessariamente incentrato sul tema lgbt. Perché appunto quella è letteratura lgbt, è un genere a parte che salvo casi particolari (può sempre succedere, ma ecco, appunto, casi particolari) rimane nella sua nicchia. Invece una possibilità in più ce l'avrebbe un libro che ha un personaggio lgbt come elemento fondamentale nel suo essere lgbt (es. triangolo) ma che allo stesso tempo tratta anche di altro.
Di nuovo, da quello che ho capito la serie della Clare va più o meno così. Perché non ha funzionato?
Be', non ha avuto il successo di Twilight o HG anzitutto. E poi non lo so. :(
(In più, venendo la Clare dal fandom, ho idea che il suo personaggio lgbt sia più un bishonen da insta-slash di cui sopra.)


message 3: by Chicco (new)

Chicco Padovan | 462 comments Io credo ci si dovrebbe preoccupare più che altro della qualità. Temo che molti libri non esplodano, semplicemente perché sono brutti o mediocri.
Delle volte si ha la sensazione che il personaggio lgbt sia stato inserito per qualche prurito erotico dell'autore, più che per una scelta-esigenza narrativa. Non c'è nessun approfondimento psicologico, tutto si concentra sull'aspetto sessuale.
E posso dire che accade spesso pure nella narrativa di nicchia americana.
Mi viene in mente il libro di De Feo "Il mangianomi" dove ci sono riferimenti all'omosessualità di un gruppo di piratesse. Quello, seppur in maniera molto blanda, è un esempio in cui è stata trattata la cosa con molta intelligenza a mio avviso. 1) perché aveva un senso 2) perché nella storia ci stava bene. Era una scelta azzeccata, che non stonava affatto. Non era il frutto di qualche speculazione.
Per il resto, di libri che trattano l'argomento mi viene in mente la vecchia trilogia "Alec di Kerry" pubblicata da Nord negli anni novanta e ritirata per l'omosessualità dei protagonisti.
Nella trilogia dei Maghi, della Canavan c'è un personaggio secondario omosessuale. E sinceramente non mi ha convinto.
Mi incuriosisce la saga "Doctrine of Labirinth", non tradotta.


message 4: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4326 comments Mod
Io sono parzialmente d'accordo, invece.
Fatto salvo che in UK ci sono intere librerie a tema, per il poco che ne ho letto ho sempre trovato i romanzi a tema (non YA, non mi pare di aver mai incrociato personaggi omosessuali...) estremamente "chiusi", un po' come i circoli per soli omosessuali, e in genere incentrati solo su quello, non come componente di una storia più ampia (tralascio quelli di Sarah Waters, che mi hanno infastidita per l'ambientazione sempre morbosa che viene data all'omosessualità delle protagoniste).
Mi spiego: è parte della realtà, ma allora perchè estrapolarla? I miei amici gay vivono, amano, hanno amici in maniera assolutamente normale, non si rinchiudono: e allora perchè dovremmo avere bisogno di una letteratura "chiusa"? [NB: stessa agghiacciata opinione per la letteratura "femminista", eh!]
Questo per la contestazione. :)

Sul resto sono d'accordo:
E' vero che ci sono in genere pochi personaggi omosessuali,e che proprio questo falsa una rappresentazione del mondo com'è; nel fantasy, per dire, mi viene in mente solo l'ultima saga di Robin Hobb (sempre sia lodata!), a un accenno ne
Gli ultimi incantesimi (che è uno YA - uhm, l'avevo rimosso. Proprio non m'è piaciuto questo libro...)


message 5: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4326 comments Mod
Ho capito male io di sicuro, scusa! ^^


message 6: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Malinda Lo dedica una settimana alla YA LGBT. Il primo articolo è una storia del genere (dagli anni '60 a oggi):

http://www.malindalo.com/2012/06/from...


message 7: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4326 comments Mod
io ho un'altra domanda: fatto slavo che ci sono, effettivamente, pochi personaggi gay nello YA, e che ancora meno sono in posizione di protagonista, è una mia impressione o in percentuale sono ancora meno le ragazze lesbiche? mi vengono in mente forse uno o due personaggi, e nessuna protagonista.
Perchè?


message 8: by Livia (last edited Jan 31, 2013 03:23AM) (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Marco: no, anche a mio parere il linguaggio discriminatorio dovrebbe essere evitato nel momento in cui non sia un tema direttamente affrontato nel libro, perché lo normalizza anziché evidenziarlo come problematico. Nel caso che citi (si può sapere il titolo? Così, per curiosità, anche pvt) almeno viene usato da un personaggio chiaramente (e anche banalmente, immagino) negativo. Purtroppo invece un problema presente dello YA (e mi scuso se qui allargo un po' la questione) è l'uso di tale linguaggio da parte dei protagonisti o comunque di personaggi considerati positivi. Nella discussione relativa a libro If I Stay per esempio criticavo l'autrice per aver messo in bocca il termine "slutty" alla sua protagonista perfetta.
Giusto un paio di giorni fa se ne è parlato qui: http://crunchingsandmunchings.wordpre...


Quanto a protagoniste lesbiche, nel 2012 almeno tre pubblicazioni hanno avuto visibilità: Ask the Passengers di AS King,
The Miseducation of Cameron Post e The Difference Between You and Me.
Così, a titolo di segnalazione.


message 9: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4326 comments Mod
Sono completamente d'accordo con Livia.
Si corre il rischio di uno sdoganamento di un linguaggio che non è tanto da censurare per la volgarità, quanto per la discriminazione che implica.
Un caso è se viene appellato "frocio" un personaggio in un romanzo che ha l'omosessualità come tema, un altro è che lo si passi allo stesso livello di un generico "cog***ne".
NON sono la stessa cosa.


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