Lettori sui generis discussion

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Intorno ai libri > Sbagliare collocazione... e vincere?

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message 1: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Così, scopro che Rizzoli pubblicherà Miss Peregrine's Home for Peculiar Children di Ransom Riggs nella sua collana di narrativa, lasciando un po' nascosto il fatto che si tratti di uno YA, sfruttando l'appeal delle foto d'epoca contenute all'interno del libro per raggiungere un pubblico più vasto.
Me lo aspettavo e quindi non mi stupisco (d'altra parte con tutto l'hype creato per questo libro i diritti internazionali saranno costati tantissimo), ma lo stesso un po' me la prendo: amo la YA e prego perché riceva più visibilità (e più rispetto), ma questo è ingannare il lettore, che acquistandolo si aspetta un libro per tutti, e non un libro per ragazzi.

(Aggiungo che per me il libro regge come YA solo nella prima parte, nella seconda scende decisamente di target. Diciamo che io l'avrei letto con grande interesse a 11 anni.)

Eppure potrebbe funzionare per un certo tipo di pubblico, quello che pesca solo dalle classifiche, per dire. Perché si tratta di una lettura inaspettatamente facile. (Abbiamo già detto che un romanzo YA non deve esserlo necessariamente, e ci torneremo anche, ma per ora basti dire che il romanzo di Riggs lo è.)

Lo dico pensando a casi precedenti di YA pubblicati come romanzi per adulti, spinti da operazioni di marketing estreme, che alla fine hanno avuto un grande successo. L'anno scorso abbiamo avuto un caso editoriale del genere (il romanzo era anche parecchio scarsino) e quest'anno l'autore si prepara anche a fare il bis (ma io no, grazie).

Dunque alla fine come strategia potrebbe anche funzionare. A discapito dei lettori, certo, ma apparentemente questo non importa a nessuno.
Voi cosa ne pensate?


message 2: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4603 comments Mod
Che io dalla trama mi ero convinta che fosse per adulti, figurati...

Detto questo, ammetto di essere perplessa: mi capita sempre più spesso di incrociare "collocazioni" sballate da parte degli editori: o YA spacciati come romanzi per adulti, o romanzi per adulti (di solito fantasy) spacciati come YA.
E non capisco quanto sia confusione anche editoriale sul target (continuo ad avere l'impressione, magari sbagliata, che i nostri editori non abbiano le idee chiare più di tanto nè sui target nè su alcuni generi) e quanta volontà di spacciare surrettiziamente un libro a una fascia di lettori a cui non è effettivamente ricolto, ma forse/se/dunque si può adattare.

...sono una malfidente, lo so.


message 3: by Livia (last edited Oct 31, 2011 04:06AM) (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Tintaglia wrote: "Che io dalla trama mi ero convinta che fosse per adulti, figurati..."

Non lo è... ma proprio per nulla. E' un libro tutto sommato grazioso, qualcuno potrebbe apprezzarlo molto a prescindere dall'influenza dell'hype, ma rimane un libro per ragazzi. (Diciamo che la seconda parte - che mi ha deluso visto l'ottima costruzione della prima - fa un po' shounen manga, alla Naruto per dire.)

Non sei l'unica a riporre poca fiducia negli editori (alcuni, almeno). Da una parte c'è davvero poca conoscenza dei generi e dello YA, ma anche io sono convinta che un po' ci facciano. Non è solo una questione di strilli - è ovvio, il marketing funziona così - sempre più spesso la strada percorsa è quella di presentare un libro per ragazzi (magari con un plot twist macabro o qualcosa di molto adulto dentro, e con qualche sperimentazione linguistica stile "parlo come mangio") come il nuovo capolavoro letterario dell'anno.
Anche per questo c'è bisogno che i lettori di narrativa letteraria vengano a conoscere la narrativa YA: scoprirebbero che tante delle cose per cui si è gridato alla rinascita della letteratura l'anno scorso erano già state viste e riviste da oscuri autori per bambini... circa venti anni fa.


message 4: by Tintaglia (new)

Tintaglia | 4603 comments Mod
Anche per questo c'è bisogno che i lettori di narrativa letteraria vengano a conoscere la narrativa YA: scoprirebbero che tante delle cose per cui si è gridato alla rinascita della letteratura l'anno scorso erano già state viste e riviste da oscuri autori per bambini... circa venti anni fa.

E pubblicate in collane come la Junior o la GAia Junior che, proprio perchè dichiaratamente per ragazzi, venivano bellamente snobbate. Vogliamo parlare di romanzi come Zio vampiro o Mary Wolf, o lo stesso The Giver, serenamente ignorato fino all'edizione Giunti dell'anno passato?

Certo, la Junior in generale aveva il problema di non pubblicizzare i singoli romanzi, e forse di dare un'idea sbagliata dei suoi stessi contenuti (scommetto la testa che la Gaia viene ancora scambiata per una collana di romanzi rosa per ragazzine...), ma se ci si fosse presa la briga di dare un'occhiata più a fondo si sarebbe trovato di tutto: dagli ottimi romanzi storici, alla critica sociale, alle violenze in famiglia e via analizzando.


message 5: by Livia (new)

Livia (rienafaire) | 999 comments Mod
Tintaglia wrote: "Certo, la Junior in generale aveva il problema di non pubblicizzare i singoli romanzi"

Bisogna considerare:
a. come l'editoria italiana abbia sempre messo più in risalto l'editore (e la collana) rispetto a quella americana, dove l'editore non compare neanche sulla copertina. Incredibilmente un libro come The Changeover: A Supernatural Romance era un libro della Gaia Junior prima di essere un libro di un'autrice pluripremiata come Margaret Mahy.
b. nel pre-Harry Potter e pre-Twilight si lavorava ancora poco, in generale, sulla serie come brand - l'attesa per il prossimo libro e tutto il resto. Le uniche che funzionavano in questo senso erano i pacchetti di molti volumi, lowcost e fantasmascritti come il Club delle Baby Sitter e i Piccoli Brividi. O almeno, oggi hanno imparato a lavorarci a un altro livello (l'Internet).
c. Salvo casi rari (come The Changeover sopracitato) la Gaia Junior pubblicata YA realistici e storici, il fantastico era sempre al più un plot device (tipo Before I Fall), più titoli premiati dall'ALA e meno titoli commerciali. La YA realistica e quella storica tuttora vendono meno e vengono meno spinte di quella paranormal e distopica, e se non sei un brand come Sarah Dessen o John Green difficilmente ti ricavi una promozione che arrivi in libreria con cartelloni e pile di copie all'entrata del reparto.

Nota su The Changeover: sì, il sottotitolo è "a supernatural romance", ma erano gli anni '80 e l'appeal dell'elemento fantastico veniva anche accompagnato da una storia solida con personaggi interessanti. (Devo rileggerlo in originale prima o poi.)


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