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Gruppi di lettura > [Discussione] Canne al vento di Grazia Deledda. Inizio: 1 Marzo

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message 1: by [deleted user] (new)

Canne al vento è scaricabile gratuitamente
qui





Canne al vento by Grazia Deledda


message 2: by [deleted user] (new)

grazie crì ... se domani non dovessi riuscire a passare in libreria, almeno potrò iniziare a leggerlo sul pc :)


message 3: by [deleted user] (new)

Biografia

Grazia Deledda (1871-1936)


Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. Il padre, benestante, dopo la scuola elementare — unica istruzione formale ricevuta dalla scrittrice — assume un istruttore per guidare la ragazza nello studio dell’italiano e del francese. Proprio a causa della breve educazione regolare e della giovanile propensione per la letteratura d’appendice (Sue, Dumas, Invernizio), durante tutta la precoce e fortunata carriera, Grazia Deledda ebbe non pochi detrattori, che la giudicarono rozza e illetterata. L'unica eccezione di rilievo fu Luigi Capuana. Anche l’attribuzione nel 1926 del Nobel per la letteratura, non contribuì a dissolvere i dubbi e l’ostilità di una parte della critica, che ancora oggi continua a relegarla in una posizione di secondo piano tra gli scrittori del primo novecento italiano.

Il resto qui


message 4: by [deleted user] (last edited Mar 01, 2011 12:02AM) (new)

Comincia oggi la lettura di gruppo di Canne al vento. La discussione su tutto il libro sarà tra un mese qui, ma chi vuole può liberamente postare le sue impressioni anche durante la lettura. E' preferibile limitare le impressioni ad argomenti che non contengano riferimenti precisi alla trama. Nel caso non fosse possibile evitare questi riferimenti, chiudete il periodo tra i tag <"spoiler"> e "spoiler"> (naturalmente senza ").

Buona lettura.. :-)))


francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Ho fatto un segnalibro, cercando di far lievitare la pochissima vena artistica che ho: se non piace lo cambiamo. E'in photos.


message 6: by [deleted user] (new)

E' bellissimo^^ Grazie. :-)
Ho letto i primi capitoli di questo libro e mi piace molto.
Buona lettura a tutti ..!!


message 7: by Emanuela (new)

Emanuela (melamela) | 2 comments L'ho già scaricato da tempo da liberliber e lo sto sistemando come ebook in un corso che insegna a formattare i testi per lettori ebook (kindle, iPad ecc.) Purtroppo non ho molto tempo in questo periodo. Spero di poter entrare nella discussione. Grazie dell'opportunià ;)


message 8: by [deleted user] (new)

Ho finito di leggere Canne al vento. Un libro molto intenso e bello, che però mi ha lasciato addosso una grande tristezza, non solo per questa storia di altri tempi,ma per il destino di sempre dell'uomo. Ma ne parleremo quando sarà il momento, che per ora resta fissato al 31 marzo, a meno che non finiate tutti di leggere anche voi, prima di quella data.


francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Emanuela wrote: "L'ho già scaricato da tempo da liberliber e lo sto sistemando come ebook in un corso che insegna a formattare i testi per lettori ebook (kindle, iPad ecc.) "
Liberliber mette a disposizione in libri in diersi formati, tra cui pdf, tutti leggibili sugli ereaders. anche l'apertura del file in pdf per sola lettura può essere memorizzato e utilizzato sul lettore.


message 10: by Emanuela (new)

Emanuela (melamela) | 2 comments D'accordo, ma basta anche una piccola trasformazione da .pdf con Calibre per poterlo leggere in .epub (iPad, Adobe Digital Edition, Ebook Reader di Firefox) o .mobi (Kindle) Questi dispositivi fungono anche da biblioteca digitale ;)


message 11: by [deleted user] (new)

Ho iniziato a leggere il libro (finalmente!!), la prima cosa che mi ha colpito sono stati i nomi dei personaggi …che nome è Efix??!!??
inoltre tutte le dame Pintor hanno dei nomi biblici, questo particolare mi ha ricordato che anche il nonno di mio padre aveva chiamato i figli con nomi ‘storici’ (Asdrubale, Temistocle, Cleopatra, ecc.) ed anche di lui si diceva che per gelosia era solito chiudere la moglie in casa … storie di altri tempi!!


message 12: by [deleted user] (new)

Penso che Efix derivi da Efisio, che mi sembra un nome abbastanza diffuso in Sardegna. Non ne sono sicura però. :-)
Aria, che bello se ti chiamassi Cleopatra. :-) Mia cugina aveva una gatta che si chiamava così.


message 13: by [deleted user] (new)

e pensa che cleopatra ha sposato cesare .. e vive proprio in sardegna ;)


message 14: by [deleted user] (last edited Mar 21, 2011 10:14AM) (new)

Un nome e un destino. :-)
Mi ha fatto piacere, comunque, che il servo Efix continuasse a pensare con affetto alla sua padrona Maria Cristina, che sarebbe anche il mio nome, ma nessuno mi ha mai chiamato così. Solo i miei genitori, quando mi aspettavano, poi, dopo che sono nata, hanno deciso che Cristina bastava e avanzava. :-)


message 15: by [deleted user] (new)

mi chiedo però se davvero gli lasceranno un fazzoletto di terra in eredità :(


message 16: by [deleted user] (last edited Mar 21, 2011 10:28AM) (new)

Il destino non si cambia. :-) Una società arcaica, rigidamente divisa in classi.
Quando mia madre mi racconta certe storie di famiglia del passato, c'è sempre qualche parente o persona che per tutta la vita è rimasto attaccato a qualcuno, per la speranza di una eredità promessa, al fine di averne la fedeltà, l'amicizia o un servizio e poi, alla morte del parente, resta a becco asciutto. :-)))


message 17: by [deleted user] (last edited Mar 21, 2011 10:31AM) (new)

Non so quale fosse la posizione di Grazia Deledda sul cattolicesimo, che, ai suoi tempi, era religione di stato, ma in Canne al vento è uno strano miscuglio tra devozione popolare e paganesimo. Non c'è un personaggio che abbia un vero spirito cristiano, nel senso evangelico del termine.


message 18: by Auntie (new)

Auntie Pam Sto terminando il libro. come per altri, mi hanno subito colpito questi nomi così strani e vorrei proprio sapere se sono tipici della tradizione sarda. Il personaggio che per ora preferisco è Efix, anche se aver scoperto il suo passato mi ha deluso. Donna Noemi per ora mi semra sueprba e maligna.. non trovare un uomo fa proprio male a certe donne!!! comunque ne riparleremo a fine marzo.. quando anche io avrò terminato il libro e forse avrò cambiato opinioni.


message 19: by [deleted user] (new)

Ai tempi di mia madre si diceva che è meglio un mezzo marito che niente. :-) E' il caso della sorella Lia l'unica a ribellarsi e a scappare per "prender parte alla festa della vita"... sposandosi e mettendo al mondo quel poco di buono di Giacinto. Certamente in passato se le donne non avessero condiviso la mentalità di mia madre e fossero state tutte femministe, io credo che il mondo si sarebbe spopolato del tutto.:-)


message 20: by [deleted user] (new)

letto ... mi è piaciuto ;)


message 21: by [deleted user] (new)

Brava Aria. :-)
Se però decideremo di leggere insieme i Vicerè forse sarà meglio dividerlo in tappe di lettura e commentarlo di volta in volta, altrimenti ora che ci si ritrova a discuterne, ce ne saremo già dimenticati.
Buona settimana a tutti^^


message 22: by [deleted user] (new)

per me va bene a tappe ;)


message 23: by [deleted user] (last edited Mar 28, 2011 12:22AM) (new)

Bene. Finito di commentare questo, vedremo come organizzare la lettura (piuttosto impegnativa) de I vicerè, che potremo integrare con scorci sulla storia d'Italia e fare così un bel ripasso, senza accorgercene. Fare memoria per sapere da dove veniamo è una cosa, a mio avviso, molto importante, ma fatta a livello scolastico è noiosissima e nozionistica, inserita, invece, in una narrazione è molto più facile comprenderla, perché ci sembra di viverla noi stessi.
Se però ci sono altre idee a proposito ben vengano, perché la cosa deve essere naturalmente gradita a tutti.


message 24: by [deleted user] (last edited Mar 28, 2011 07:30AM) (new)

Ci troviamo a fine mese per i commenti.:-)


message 25: by Auntie (new)

Auntie Pam Cristina approvo ogni tua idea!


message 26: by [deleted user] (new)

Grazie della fiducia. :-) Ma sentitevi sempre liberi di proporre, perché siamo in democrazia e si può sempre cambiare se ci sono idee migliori. :-)))


message 27: by [deleted user] (new)

Dichiaro ufficialmente aperta la discussione su questo libro. :-)


message 28: by [deleted user] (new)

I temi che attraversano questo romanzo sono molti. Prima di tutto la decadenza di una famiglia, quella dei Pintor e di riflesso quella di un intero villaggio. I personaggi sembrano tutti legati dalla stessa sorte: se va in malora uno, tutti gli altri gli vanno dietro. Il nipote compie azioni sconsiderate e molto probabilmente sarebbe anche facile per tutti mantenere le distanze, perché in fondo non hanno nemmeno lo stesso cognome e lui è cresciuto lontano da quel paese e invece tutti lo seguono nella rovina come se non fosse possibile fare altrimenti. Poi, c’è il tema del delitto e della colpa e per questo il romanzo è stato associato a Delitto e castigo di Dostoevskij, anche se Benedetto Croce ritenne azzardato il confronto, sottolineando la totale assenza di travaglio nell’opera di Grazia Deledda. Penso che forse più che di travaglio si possa parlare di inquietudine che nasce da dentro, portando con sé sempre il passato, che sembra acquietarsi solo nella pietà finale con cui donna Ester compone la salma del servo, come se ne vegliasse il sonno. C’è uno scambio di ruoli: come il servo aveva sempre vegliato sulle padrone, così la sorella maggiore veglia protettiva il servo nel suo riposo finale, prima di intraprendere il viaggio per l’eternità.


message 29: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Mar 31, 2011 09:55AM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
In CANNE AL VENTO G. Deledda ci descrive una società arcaica, dove il tempo si è fermato; sembra uno stop voluto dalla natura per difendersi dall'approssimarsi di nuovi vandali. Un racconto (dettato dalla nostalgia?) di una umanità di cui aveva intuito, nella lontana Roma, la progressiva scomparsa.
Le descrizioni del paesaggio sono delle scene che rendono palpabile gli aspetti esistenziali della condizione umana dei personaggi in quella concreta realtà. Solo se guardiamo al paesaggio in una visione olistica, come al luogo che forma e conserva la nostra identità, lo rendiamo esistenza. Il paesaggio descritto non ci appare, perciò, come un quadro appeso ad una parete da guardare in modo distaccato, ma come qualcosa che dà forza e significato alla vita: è una forma di esistenza che segna la vita stessa dei personaggi e ne determina il destino e che al di fuori di quella esistenza non sarebbe possibile comprendere <<…ogni tanto si fermava volgendosi a guardare il poderetto tutto verde fra le due muraglie di fichi d’India; e la capanna lassù nera fra il glauco delle canne e il bianco della roccia gli pareva un nido, un vero nido. Ogni volta che se ne allontanava lo guardava così, tenero e melanconico, appunto come un uccello che emigra: sentiva di lasciar lassù la parte migliore di se stesso, la forza che dà la solitudine, il distacco dal mondo; e andando su per lo stradone attraverso la brughiera, i giuncheti, i bassi ontani lungo il fiume, gli sembrava di essere un pellegrino, con la piccola bisaccia di lana sulle spalle e un bastone di sambuco in mano, diretto verso un luogo di penitenza: il mondo. Ma sia fatta la volontà di Dio e andiamo avanti.>> (Il fatalismo insito in quest’ultima frase dà la misura dell’arcaicità di quella società) e più avanti <>
Le canne piegate dal vento sono la metafora dell’uomo sotto il peso della fatalità del destino, per Efix, un gigante di umanità, determinato da un evento drammatico e fatalmente tragico che segna il doloroso percorso della sua vita; don Zame, il simbolo residuo di una società patriarcale i cui tratti si riconoscono anche in Predu; Lia, la fuggitiva, prigioniera di una realtà opprimente dalla quale evadere per poter prendere parte ….alla festa della vita..; Ruth ed Ester, il tempo ormai irrimediabilmente trascorso; Noemi, <<…. stava sempre sul belvedere, tra gli avanzi del banchetto; intorno a lei scintillavano le bottiglie vuote, i piatti rotti, qualche mela d’un verde ghiacciato, un vassoio e un cucchiaino dimenticati; anche le stelle oscillavano sopra il cortile come scosse dal ritmo della danza. No, ella non ballava, non rideva, ma le bastava veder la gente a divertirsi perché sperava di poter anche lei prender parte alla festa della vita. Ma gli anni eran passati e la festa della vita s’era svolta lontana dal paesetto, e per poterne prender parte sua sorella Lia era fuggita da casa... Lei, Noemi, era rimasta sul balcone cadente della vecchia dimora come un tempo sul belvedere del prete>>, a scrutare se la vita venisse a svolgersi nel cortile della sua casa, inconsapevole che di lì a poco la comparsa di Giacintino le avrebbe risvegliato passioni sopite ma ancora ben vive. (Anche in Marianna Sirca è descritta la stessa sensazione <<………Nulla le mancava: eppure ripiegata su se stessa, si guardava dentro, con piena coscienza di sé, e vedeva un crepuscolo, sereno, sì, ma crepuscolo: rosso e grigio, grigio e rosso e solitario come il crepuscolo della sera. Le sembrava di esser vecchia…..>>)


francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Il tratteggio psicologico dei personaggi è sfumato, perché il romanzo ha lo scopo di rappresentare un pezzo di esistenza umana in cui hanno un'importanza determinante la fatalità del destino, una religiosità vissuta per la ricerca di una protezione divina. Tuttavia, un'esistenza in cui sussistono ancora valori forti come il senso di responsabilità fedeltà e lealtà, che obbligano Efix, pur rispettando il suo ruolo di servo, a considerarsi l'angelo custode delle tre sorelle, private, per sua mano, dalla protezione paterna: un ruolo non solo accettato dalle sue padrone, ma riconosciutogli dalla comunità; Noemi che sotto la dura corazza dell'orgoglio, nasconde rispetto e affetto per Efix, sentimenti e passioni personali; Giacintino, che dimostra di essere UOMO (come gli riconosce Efix) non approfittando del turbamento di Noemi e andando a svolgere un lavoro umile per ripagare le sue zie. Il riscatto, appunto; in tutti c'è l'esigenza del riscatto dalle conseguenze delle proprie azioni. Anche Predu, alla fine, perde la sua arroganza padronale per diventare un uomo turbato dall'amore per Noemi e con sentimenti di amicizia e rispetto per Efix.
Il romanzo di Grazia Deledda si libera dalla tirannia del sentimentalismo romantico, supera lo psicologismo dei grandi romanzieri russi per approdare all'analisi esistenziale della condizione umana. In questo senso anticipa l'esistenzialismo di Sartre e va oltre gli angusti confini della sardità, per inserirsi in quella che Goethe definiva Die Weltliteraur, letteratura mondiale.


message 31: by [deleted user] (new)

Che bella recensione Francesco.:-)


message 32: by [deleted user] (new)

ma secondo voi efix era innamorato di lia?


message 33: by [deleted user] (new)

Ho avuto anch'io questa impressione.


message 34: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Apr 01, 2011 12:19PM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Grazie Cristina
penso anche io che Efix fosse innamorato di Lia: se non ricordo male in un punto è un segreto quasi svelato.


message 35: by [deleted user] (new)

raga' ... stasera non mi fate sforzare troppo, 'ché sto ancora metabolizzando la triste notizia che il mio pizzaiolo è espatriato ed ha aperto una pizzeria a miami beach ... quindi per il mio commento riporto quello che ho scritto altrove ...

“Perché la sorte ci stronca così, come canne?”
“Siamo proprio come le canne al vento, donna Ester mia. Ecco perché! Siamo canne, e la sorte è il vento.”



Questa lettura mi ha ricordato i racconti di mia nonna… le storie di paese, la vita semplice e sofferta di una volta, fatta di lavoro e di pane e cipolle, di riti propiziatori e di credenze popolari, di ricchi possidenti e di servi, di nobiltà d’animo e di voglia di riscatto, magari in terra straniera.
Un libro che narra “l’orgoglio, la passione, il desiderio di spezzare la vecchia vita miserabile, e coi frantumi ricostruirne un’altra, nuova e forte …” di un mondo rurale non tanto lontano.


message 36: by Auntie (new)

Auntie Pam Io invece ho sempre pensato che Efix fosse innamorato non di Lia ma di donna Ester, anche perchè era molto più grande di Lia ed inoltre è lei che lo consola più teneramente prima della sua morte


message 37: by [deleted user] (last edited Apr 03, 2011 11:39PM) (new)

Mi sembra che il rapporto di Efix con Ester sia vicendevolmente compassionevole, ma privo di quella sensualità che distingue alla base il legame uomo donna. Ma forse quello che distingue veramente le due relazioni è l'età: da giovani l'amore è più rivolto a soddisfare gli istinti biologici e da adulti si arricchisce di compassione.


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