BUONGIORNO ITALIA discussion

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Il viaggio in Italia > Viaggio in Italia di Jean Giono

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message 1: by [deleted user] (new)

Jean Giono avverte subito il suo lettore che non è un viaggiatore: «…durante più di cinquant’anni, è già qualcosa se mi sono mosso un poco …»; essendo limitato dal suo lavoro d’impiegato di banca che ci descrive con humour. E poi, un bel giorno, è il 1953, all’età di 57 anni, un viaggio in Italia diventa per lui necessario, infatti legge e rilegge Machiavelli e ricorda suo nonno piemontese e carbonaro da ormai più di vent’anni. Dopo alcuni preparativi ai quali assistiamo, finalmente parte in automobile (una Renault 4CV decappottabile) in compagnia di sua moglie, Elisa, e di una coppia di amici. Giono ha scelto di recarsi in Italia passando per il Monginevro, perché detesta il mare: «Questa orribile cartavetrata che gratta le rocce, i corpi e le anime” e “chilometri di donne nude che si stanno seccando” e ama “i deserti, le prigioni e i conventi».

Il resto qui


message 2: by [deleted user] (new)

Da Viaggio in Italia di Jean Giono

Ha dimenticato Modena. Nel profondo del cuore è veneziano. Non c'è niente di più bello, dice, che andare a proprio piacimento, in una sera d'autunno, al teatro Malibran a San Marco. La pioggia a Venezia è una delizia. Solo gli stranieri confidano nel sole. La pioggia rivela l'odore delle case. Conosce gli armadi che sono pieni di giubbe, di cappotti, di tocchi e spade. Potrebbe mostrarmelo, se domani noi avessimo tempo, io e lui (ma non abbiamo il tempo), le grandi stanze dove le finestre non sono più aperte e dove i letti a colonne, mangiati dai tarli e dalle tarme, sono diventati fragili come castelli di sabbia. Non ci si può avvicinare. Non sono più che malattia, dai piedi al baldacchino. Era il tempo in cui tutto il mondo andava dai turchi e dai croati. Hanno riportato un odore di cuoio. Non ha mai capito perché, a quel tempo i marinai portavano gli stivali. Il piccolo sandalo padovano, che assomiglia a una scarpina, è molto più comodo.


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