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La cucina italiana > L'Italiano a tavola

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message 1: by [deleted user] (new)

Apro questo topic per i libri di cucina, regionale e non, più tipicamente italiani. Se qualcuno del gruppo ha invece qualche ricetta inedita e la vuole condividere sarà naturalmente molto gradita.


message 2: by [deleted user] (last edited Feb 24, 2011 02:09PM) (new)

L'Italiano a tavola trae spunto da un seminario tenuto nell'anno accademico 2006-2007 da Vincenzo Lo Cascio presso la facoltà dell'Università di Palermo per la laurea specialistica in Didattica dell'Italiano 1.2.

Introduzione:

Gli Italiani hanno un modo di mangiare tutto proprio, legato alla loro cultura e storia, alla loro terra e ai suoi prodotti. E hanno un modo tutto proprio di parlarne.
Chi voglia interagire in modo appropriato con loro deve essere in grado di capire il linguaggio speciale dell'alimentazione e poi, se possibile, saperne parlare nel giusto modo.
Non si tratta soltanto di conoscere singole parole, piuttosto di essere in grado di capire frasi intere che sono attinenti a questo argomento, di capire e usare le espressioni, le locuzioni giuste, i modi dire. In sostanza, non si tratta di saper dire mettere il sale, ma anche mettere un pizzico di sale, o spolverare con una manciata di pepe [...] Insomma, parlare con gli Italiani, oltre a mangiare come loro. E' così che improvvisamente la lingua diventa affascinante e viva. L'Italiano a tavola by Vincenzo Lo Cascio


francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Mi riprometto, appena torno a Diamante, di farvi leggere il menù di un giorno normale alla corte dei Borboni, da un ricettario scritto, un po in italiano e un po in napoletano, da Giuseppe Cavalcanti, famoso cuoco di corte e perciò fatto conte di Buonvicino.


message 4: by [deleted user] (new)

Aiuto. :-) Immagino che non fosse un semplice brodino con verdure cotte al vapore come secondo. :-)


message 5: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Mar 19, 2011 09:37AM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
come promesso, eccovi alcune ricette dei pranzi borbonici e, in napoletano, i più <> pranzi del volgo.
Sono interessanti alcuni ingredienti(per es. i sostituti dell'olio di oliva che allora non si usava(non c'era?): immaginate, oggi, di fare un fritto col grasso di rognone?).La tecnica, però, è pregevole e tutt'ora eseguita. Anche le misure sono particolari: immaginate una moglie che chiede al martito di acquistare un rotolo di pasta o di lardo di prosciutto? Ricordo che mio padre, fino agli anni '950, comprava la pasta Monsurrò, quella lunga era arrotolata in un foglio di carta azzurra e ogni rotolo corrispondeva ad un Kg.

http://www.mediafire.com/?3w0mbg112oe...

http://www.mediafire.com/?vd6vzdn4d7u...

chi vuole divertirsi e magari trovare qualche ricetta di suo gradimento, qui sotto trova l'opera completa.
Buon appetito!
http://books.google.it/books?id=3_MpA...


message 6: by [deleted user] (new)

Francesco :-)))
Sono bellissime queste ricette..!! Naturalmente totalmente incomprensibili per me. Però uno studioso del linguaggio avrebbe ampia materia per i suoi studi.
Grazie e buona domenica a tutti^^


message 7: by Data79 (new)

Data79 L'italiano a tavola è ottimamente rappresentato dal famoso Artusi, il quale non solo ha descritto la cucina in senso stretto, ma ha raccontato un modo di vivere (le ricette sono sempre corredate da un piccolo appunto), rispettoso di precetti religiosi e territorialità ormai perdute :D.

Quando invece ancora studiavo all'università, il corso monografico di storia moderna fu dedicato ai consumi sontuari e ricordo ancora la descrizione del pranzo di nozze di un Medici e la lunghezza della lista delle portate. Molto interessante, come analisi sociologica, è La fame e l'abbondanza, libretto dedicato ai consumi alimentari in epoca medievale (basso-medioevo) e moderna.


message 8: by [deleted user] (last edited Mar 21, 2011 09:05AM) (new)

Molto probabilmente il collegamento tra salute e alimentazione è abbastanza recente e penso che in passato l'alimentazione eccessiva fosse tra le cause di malattia o di morte, in età adulta, né più né meno della denutrizione. Forse sarebbe così anche adesso, se non avessimo le cure o le diete imposte dai medici come rimedio.


message 9: by Data79 (new)

Data79 La morte per eccessiva alimentazione era tipica solo delle classi più ricche.
Anche Dante parla del cibo nella commedia: nel girone dei golosi incontra Ciaccio e fa un accenno alla possibilità che sia morto di diabete.


message 10: by [deleted user] (new)

Passa la voglia di mangiare. :-)
Da wikipedia:
La pena dei golosi è una punizione di contrappasso per analogia generica: in quanto simili a bestie in vita saranno accovacciati per terra come animali, nella loro sporcizia e flagellati dalle intemperie. Essi infatti sono prostrati a terra e la pioggia li fa urlare come cani (come bestie); essi si fanno schermo l'un l'altro (strisciando quindi come vermi) e si rigirano spesso, questi miseri profani.

In questo canto il contrappasso, oltre che per analogia, può essere anche per contrasto: come in vita i golosi sono andati alla ricerca delle più grandi prelibatezze culinarie, così all'inferno sono costretti a stare sdraiati nel fango sotto una pioggia greve e maleodorante.



message 11: by francesco(ho poche idee ma confuse) (last edited Mar 26, 2011 04:02AM) (new)

francesco(ho poche idee ma confuse) | 48 comments Mod
Dopo un'attesa gratinata sotto un sole al burro fuso, salii su di un autobus pistacchio dove i clienti bollivano come vermi in un gorgonzola ben maturo. Tra questi vermicelli in brodo v'era una specie di mazzancolla sgusciata dal collo lungo come un giorno senza pane, e un maritozzo sulla testa che aveva intorno un filo da tagliar la polenta. E questa mortadella si mette a friggere perché un altro salame gli stava stagionando quelle fette impanate che aveva al posto degli zamponi. Ma poi ha smesso di ragionare sulla rava e la fava, ed è andato a spurgarsi su di un colabrodo divenuto libero.
Stavo beatamente digerendo nell'autobus dopopranzo, quando davanti al ristorante di Sain-Lazare ti rivedo quella scamorza con un pesce bollito che gli dava una macedonia di consigli sul copritrippa. E l'altro si fondeva come una cassata.
(Esercizi di stile di Raymond Qeneau - ET Einaudi)


message 12: by [deleted user] (new)

Somma di grazia e forza comica definì Italo Calvino lo stile di Queneau. Una definizione che condivido in pieno.


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